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N. 8408 del 24/02/2012 13:15:23 - GINO MAGNISIO ha scritto:
Torneo dei Piccoli Comuni:
Partite del 24 Febbraio 2012:
Ore 17.00 ACCADIA – CASTELL. VALMAGGIORE
Partite del 25 Febbraio 2012:
ore 15.00 S.AGATA - CASTELL. DEI SAURI
ore 16.00 DELICETO – PANNI
www.123homepage.it/sportpiccolicomuni
N. 8407 del 24/02/2012 11:26:56 - FRASE DEL GIORNO ha scritto:

Quello che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo chiama farfalla...
(anonimo)
N. 8406 del 24/02/2012 00:25:57 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:

oggi ricordiamo
SAN SERGIO DI CESAREA MARTIRE
S. Sergio, martire di Cesarea di Cappadocia, quasi ignorato dalle fonti agiografiche greche e bizantine, ha avuto una certa popolarità in Occidente, grazie a una Passio latina che ci descrive così il suo martirio: durante le celebrazioni annuali in onore di Giove, all'epoca dell'imperatore Diocleziano, il governatore dell'Armenia e della Cappadocia, Sapricio, trovandosi a Cesarea, ordinò che fossero convocati davanti al tempio pagano tutti i cristiani della città per costringerli a rendere il culto a Giove. Tra la folla comparve anche Sergio, un anziano magistrato, che da tempo aveva abbandonato la toga per fare vita eremitica.
La sua presenza produsse l'effetto sorprendente di spegnere i fuochi preparati per i sacrifici. Si attribuì immediatamente la causa dello strano fenomeno ai cristiani che col loro rifiuto avevano irritato il dio. Si fece allora avanti Sergio e spiegò che la ragione dell'impotenza degli dèi pagani era da cercarsi molto in alto, nella onnipotenza del vero e unico Dio, adorato dai cristiani. Sergio venne arrestato e condotto davanti al governatore, il quale con giudizio sommario lo condannò alla decapitazione. La condanna venne eseguita immediatamente: era il 24 febbraio. Il corpo del martire, raccolto dai cristiani, ebbe sepoltura in casa di una pia donna. Di qui le reliquie furono trasportate in Spagna, nella città andalusa di Ubeda.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8405 del 23/02/2012 21:19:56 - The fox ha scritto:
N. 8404 del 23/02/2012 17:31:36 - Redazione ha scritto:

23 Febbraio 2012 Auguri per il compleanno al nostro amico Domenico Frosolone di Toronto (in questa foto con il Sig. Sindaco di Toronto) da noi della Redazione
N. 8403 del 23/02/2012 00:43:50 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:

OGGI RICORDIAMO
SAN POLICARPO
Smirne (attuale Turchia), anno 69 - 23 febbraio 155
Nato a Smirne nell'anno 69 «fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l'Asia nella Chiesa di Smirne». Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo viene messo a capo dei cristiani del luogo verso il 100. Nel 107 è testimone del passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio. Policarpo lo ospita e più tardi Ignazio gli scriverà una lettera divenuta poi famosa. Nel 154 Policarpo va a Roma per discutere con papa Aniceto sulla data della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne scoppia una persecuzione. L'anziano vescovo (ha 86 anni) viene portato nello stadio, perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Policarpo rifiuta di difendersi davanti al governatore, che vuole risparmiarlo, e alla folla, dichiarandosi cristiano. Verrà ucciso con la spada. Sono circa le due del pomeriggio del 23 febbraio 155
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8402 del 22/02/2012 11:09:08 - Alcuni detti in vernacolo ha scritto:
Alcuni detti in vernacolo santagatese
Chi se corcha cu lu chène s`alza cu li pulge ( Chi si corica con il cane si alza con le pulci), E ndande che lu parènde arriva lu vucine eja già arrevète ( E intanto che il parente giunge il vicino è gia arrivato ), Fatte accate` ra chi nun te canosce ( Fatti comperare da chi non ti conosce ), Facite cume riche ije ma nun facite cume fazze ije ( Fate come dico io ma non fate come faccio io ), Furbe chi scappa astute chi l`acchiappa ( Furbo chi scappa astuto chi lo prende ), Femmene, mule e crèpe tienene sembe la stessa chèpe ( Femmine, muli e capre tengono sempre la stessa testa ), Fusce re nòtte ca re juorne te virene ( Fuggi di notte che di giorno ti vedono ), La buscija nunn`arriva mèje alluonghe ( La buggia non giunge mai lontana ), La lenga ndoppa sèmbe a lu rènde che fèce mèle ( La lingua urta sempre al dente che fa male ). Dal Libro Sant`Agata nel Tempo del Prof.Carmelo Volpone
N. 8401 del 22/02/2012 10:15:25 - Frase del giorno ha scritto:
Una bugia può fare il giro del mondo
nel tempo che la verità impiega
a infilarsi un paio di scarpe.
(Mark Twain)
N. 8400 del 22/02/2012 00:19:59 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:

OGGI LA SANTA CHIESA CI FA RICORDARE CON IL MERCOLEDI' DELLE CENERI L'INIZIO DELLA SANTA QUARESIMA
Il mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata storicamente dall’inizio della penitenza pubblica, che aveva luogo in questo giorno, e dall’intensificazione dell’istruzione dei catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia pasquale, apre ora il tempo salutare della Quaresima.
Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo.
Il rinnovamento pasquale è proclamato per tutta l’umanità dai credenti in Gesù Cristo, che, seguendo l’esempio del divino Maestro, praticano il digiuno dai beni e dalle seduzioni del mondo, che il Maligno ci presenta per farci cadere in tentazione. La riduzione del nutrimento del corpo è un segno eloquente della disponibilità del cristiano all’azione dello Spirito Santo e della nostra solidarietà con coloro che aspettano nella povertà la celebrazione dell’eterno e definitivo banchetto pasquale. Così dunque la rinuncia ad altri piaceri e soddisfazioni legittime completerà il quadro richiesto per il digiuno, trasformando questo periodo di grazia in un annuncio profetico di un nuovo mondo, riconciliato con il Signore.
BUONA E SANTA QUARESIMA A TUTTI
N. 8399 del 21/02/2012 15:24:20 - FRASE DEL GIORNO ha scritto:

se cerchi angeli non guardare lontano... loro sono accanto a te... vivono nella tua vita... hanno due occhi... due mani e un sorriso...
N. 8398 del 21/02/2012 09:03:01 - Alfonso ha scritto:

SPIGOLATURE. La ciucciarèrra cu lu figliùle a la festa re Sand’Rocche a lu sìrece re Ahùste 2011. Alfonso De Capraris.
N. 8397 del 21/02/2012 08:47:47 - kar ha scritto:
Buongiorno a tutti. Ho visto il filmato girato nella Casa del Sacro Cuore di Gesù e devo dire che mi ha fatto molto piacere vedere la bella gioventù di Sant'Agata dedicarsi ai problemi del sociale ed in particolar modo agli anziani.E credetemi non è da tutti essere così sensibili a queste questioni...
Un sincero encomio a questi ragazzi, che oltretutto mantengono vive le tradizioni del nostro bel paese. Grazie di cuore ragazzi.....
N. 8396 del 21/02/2012 08:10:23 - soprannomi ha scritto:
Alcuni soprannomi santagatesi
Bommenuticchie, Busciarde, Cacafave, Cacaglieddre, Caccavella, Cacoddra, Cafungieddre, Caloscia, Caldarieddre, Calecchia, Calicchie, Callarare, Callare, Callecalle, Caluccèddra, Calutticchie, Cambanère, Cambesande, Camosa, Canelèse, Canelesieddre, Canesca, Canestre, Canestrieddre, Canetèlla, Cannapone, Cannapungieddre, Cannuta, Canusine, Capacchione, Capeddrèra, Capillare, Capetane, Capobianco, Caponere, Cappa, Cappeddruzze, Cappucce, Cardasce, Cardellecchia, Cardille, Carlone, Carluccieddre, Carmalecchia la fattucchiera, Carmela parlasembe, Carmela tutta piette, Carmenèlla, Carnuualicchije, Carnuèle, Caronde, Carriere, Carsille, Cascione, Caciotta, Casella, Gasparre, Castagnieddre, Castrine, Catarenèlla, Catarrare, Catella, Catielle, Catuozze, Cautella, Cautille, Cazzille, Ceccacecca, Ceccelosa, Cicchelicchije, Cecchelluzze, Cicchette, Cecere, Celestrine, Cengennate, Cepuddrare, Cepuddrene, Cerzuleddra.
Dal libro Cognomi Soprannomi e Nomi a Sant’Agata di P. di Luciana Del Vecchio - Dora Donofrio
N. 8395 del 21/02/2012 00:29:25 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:

oggi ricordiamo
SAN PIER DAMIANI
Ravenna, 1007 – Faenza, 22 febbraio 1072
Nacque a Ravenna nel 1007. Ultimo di una famiglia numerosa, orfano di padre, ebbe come riferimento educativo il fratello maggiore Damiano. Di qui, probabilmente l'appellativo «Damiani». Dopo aver studiato a Ravenna, Faenza, Padova e insegnato all'università di Parma, entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana. Nel 1057 il Papa lo chiamò a Roma per averlo accanto in un momento di crisi della Chiesa, dilaniata da discordie e scismi e alle prese con la piaga della simonìa. Nominato vescovo di Ostia e poi creato cardinale, aiutò i sei Papi che si succedettero al Soglio pontificio, a svolgere un'opera moralizzatrice. In quest'azione si avvalse particolarmente dell'abate benedettino di San Paolo Fuori le Mura, Ildebrando che nel 1073 fu eletto Papa con il nome di Gregorio VII. Pier Damiani, fu delegato pontificio in Germania, Francia e nell'Italia settentrionale. Morì a Faenza nel 1072. Nel 1828 Leone XII lo proclamò dottore della Chiesa.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8394 del 20/02/2012 22:34:25 - GINO MAGNISIO ha scritto:
AI RAGAZZI DEL GRUPPO NGS:
Siete stati bravi. I complimenti a tutto il gruppo. Sono fiero di voi per l'allegria che avete portato nella Casa del Sacro Cuore di Gesù.
Grazie
N. 8393 del 20/02/2012 16:40:36 - giovanni per Mario ha scritto:
Mario, manchi da parecchio. Vorrei leggerti ancora su questo spazio. Un caro saluto anche a te.
N. 8392 del 20/02/2012 16:22:04 - mario ha scritto:
Un saluto a Giovanni Castello, encomiabilmente interessato a leggere interventi su questo sito, capace di motivare anche chi ha poco da dire
N. 8391 del 20/02/2012 16:10:31 - Pompeo Ungaro ha scritto:
Voglio fare pubblicamente i complimenti al Gruppo "Noi Giovani Santagatesi".Bravi ragazzi,la vostra visita alla Casa del Sacro Cuore di Gesù sia un esempio per noi tutti da imitare.
N. 8390 del 20/02/2012 10:37:52 - per Frase del giorno. ha scritto:

Economia.
L'economia dipende dagli economisti
quanto il tempo dipende dai meteorologi.
(Kaufmann)
N. 8389 del 20/02/2012 00:13:34 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:

oggi ricordiamo
SANT ELEUTERIO
456 - 531
La data di nascita di Eleuterio è presumibilmente il 456 e quella della morte il 531. È l'epoca in cui la Gallia, già meta di varie migrazioni barbariche, come quella dei Burgundi e dei Visigoti, divenne terra di conquista dei Franchi di re Clodoveo. Alla conversione di questi contribuirono la moglie cristiana, Clotilde, venerata come santa, il vescovo di Reims, san Remigio, e anche sant'Eleuterio, eletto vescovo di Tournai nel 484, quando Clodoveo aveva fatto di questa città la capitale del suo regno, prima di muovere alla conquista della regione parigina. Benchè non possediamo alcun testo storicamente sicuro sull'attività di questo santo vescovo e sulla sua opera missionaria, molti aneddoti sulla sua vita e sui suoi contatti col re pagano Clodoveo ci sono riferiti in una biografia attribuita a san Medardo. Al vescovo di Tournai toccò il compito di gettare il seme della parola di Dio in mezzo a un popolo idolatra, i Franchi, che nel 506 riceveranno in massa il battesimo sull'esempio del loro re, dopo la vittoria sugli Alemanni a Tolbiac
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8388 del 19/02/2012 21:33:47 - Alfonso ha scritto:
Giovanni, parlando della foto con tuo fratello Salvatore, mi hai fatto capire che anche tu sei un "castellano"; pure mia nonna materna Ronna Peppìna Del Buono di-scendeva dal castello.
Au revoir, Alfonso De Capraris.
N. 8387 del 19/02/2012 10:15:21 - ha scritto:
Caro Alfonso,
a quando un altro dei tuoi racconti avvincenti del nostro passato santagatese?
Tu, Renzo, Mario, Gino siete la memoria storica di questo paese.
Scrivete di più!
Voglio leggerti presto anche su questo spazio,
oltre che in privato.
Ricambio stima e saluti.
Buona domenica anche a te.
Giovanni
N. 8386 del 19/02/2012 09:45:04 - Alfonso ha scritto:

PER MAESTROCASTELLO. Non a caso il Manzoni elevò a rango di protagonisti del suo romanzo proprio gli "umili".
Buona domenica, Magister Johannes. Alfonso De Capraris.
N. 8385 del 19/02/2012 09:40:42 - FRASE DEL GIORNO ha scritto:

L'altro.
L'altro è colui che mi permette di capire chi sono,
colui che per opposizione mi plasma,
che rafforza la mia identità
proprio mentre la contesta:
il nemico è il migliore dei maestri
che incontriamo nella vita.
(Enzo Bianchi)
N. 8384 del 19/02/2012 09:05:22 - Gino Magnisio ha scritto:

TORNEO DEI PICCOLI COMUNI
PARTITE E RISULTATI DEL 18 FEBBRAIO 2012:
S.AGATA 6 - ACCADIA 4
PANNI 6 - CANDELA 5
DELICETO 11 - CAST. VALMAG. 6
N. 8383 del 19/02/2012 00:21:18 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:

Oggi ricordiamo
SAN BARBATO DI BENEVENTO
Benevento, 610 c. - Benevento, 29 febbraio 682
Nato a Vandano di Cerreto nei primi anni del VII secolo, Barbato studiò a Benevento e, divenuto sacerdote, iniziò il suo ministero a Morcone. Si impegnò così a fondo nella lotta contro le superstizioni e l'idolatria, che alla morte del vescovo Ildebrando il clero e il popolo di Benevento lo elessero come successore. Fu pastore in un periodo segnato dalla guerra tra i Longobardi, che governavano il ducato di Benevento, e l'imperatore Costanzo II, che assediò a lungo la città. Riconoscente per il ruolo svolto dal vescovo in un tempo difficile il duca Romualdo, uscito vincitore, sostenne l'azione pastorale del presule, rigettando lui per primo il culto idolatra dell'albero e della vipera, allora diffuso anche tra i cristiani. Il vescovo Barbato partecipò al Concilio di Roma del 680. Morì a Benevento il 19 febbraio 682, dopo aver guidato la diocesi per diciannove anni. Le sue spoglie sono venerate sotto l'altare maggiore del Duomo della città campana
La città di Benevento ha sempre riservato un culto particolare a questo suo santo vescovo, le cui reliquie furono poste sin dal 1687 sotto l’altare maggiore del Duomo, segno di grande venerazione sia del popolo, sia della gerarchia ecclesiastica.
Egli nacque nel villaggio Vandano del comune di Cerreto nei primi anni del VII secolo, studiò a Benevento e sacerdote operò fra le anime di Morcone. Come spesso capitava in quel periodo, Barbato fu calunniato per cui dovette ritornare a Benevento e riconosciuta la sua innocenza, si dedicò alla lotta contro le superstizioni e l’idolatria imperanti in quell’epoca.
Divenne così popolare e ammirato per il suo zelo, che alla morte del vescovo Ildebrando, clero e popolo lo elessero vescovo della città. Nel secolo VII i Longobardi governavano il Ducato di Benevento guidati dal duca Romualdo, ma pur essendo cristiani, professavano ancora forme di superstizioni come il culto dell’albero e quello della vipera, lo stesso Romualdo ne era ostinato sostenitore.
Intanto la città di Benevento veniva posta sotto assedio dall’imperatore Costanzo II, dopo la caduta di Siponto e l’invasione della Puglia; il duca trovò in Barbato un valido aiuto per la resistenza stimolando gli animi dei beneventani e quando la vittoria arrise ai Longobardi, egli riconoscente fece cessare, a partire dalla sua casa, il contestato e idolatra culto dell’albero e della vipera.
La sede vescovile fu allargata anche a vasti territori pugliesi e Teudorata, consorte di Romualdo divenne un valido e pio aiuto all’attività pastorale del vescovo; partecipò al concilio di Roma del 680 e dopo diciannove anni di episcopato, morì a Benevento il 19 febbraio 682.
Il suo culto ebbe subito una rapida estensione nel beneventano e anche nel salernitano, la prima traslazione delle reliquie avvenne nel 1124, la sua celebrazione liturgica è al 19 febbraio.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8382 del 18/02/2012 19:01:10 - GIOVANNI ha scritto:

Mio fratello Salvatore a Sant’Agata durante le scorse nevicate.
Questa foto, scattata da Michele Rinaldi in Via Fratelli Bandiera (zona Chiancato), ne è la prova.
Quella neve, a quello stesso punto, mi ricorda quando eravamo bambini. Eravamo cinque maschi e tutti terribili, stavamo in circolo intorno a lu vrasciér che era appoggiato ad una pedana circolare, al centro della stanza.
Bastava che uno di noi spingesse poco più forte l’altro e si finiva con le ginocchia sui carboni accesi.
Il nostro Pronto Soccorso era la strada, proprio dove sta spalando Salvatore.
Mia madre ci portava in strada e faceva impacchi di neve sulla bruciatura del malcapitato e se piangeva abbuschèv mazzèt.
Poi ci diceva: “Nata vota, stèt cchiù attient!”
N. 8381 del 18/02/2012 17:28:20 - Amici del 65 ha scritto:

" Gli Amici del 65,cadono ma si rialzano sempre...Carmelo e Salvatore
N. 8380 del 18/02/2012 07:19:24 - Gino Magnisio ha scritto:

Per i miei cari Amici e lettori.
N. 8379 del 18/02/2012 00:18:16 - agnese ha scritto: