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Messaggio:



N. 8438 del 03/03/2012 00:36:21 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SANT ANSELMO DI NONANTOLA
Di stirpe longobarda, Anselmo fu duca del Friuli. Nel 749, abbandonata la vita politica, fondò un cenobio ed un ospizio per pellegrini nella valle del Panàro. In seguito ad una donazione del cognato, il re Astolfo, verso il 752, con i suoi monaci costruì la chiesa e il monastero di Nonatola (nei pressi di Modena), ponendolo sotto la regola di S. Benedetto e facendone un centro ragguardevole di ascesi, di cultura, di lavoro e di assistenza ospedaliera. Anselmo fu mediatore di pace nella guerra franco-longobarda.
Morì il 3 marzo 803 e fu sepolto nella chiesa del monastero
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8437 del 02/03/2012 10:55:03 - Frase del giorno ha scritto:
La civiltà
La civiltà vera non consiste nella moltiplicazione,
ma nella volontaria restrizione dei bisogni.
(Gandhi)
N. 8436 del 02/03/2012 06:28:16 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SAN QUINTO IL TAUMATURGO
E’ considerato martire per i supplizi ricevuti anche se come s. Giovanni Evangelista, dopo averli sopportati morì in pace di vecchiaia.
Nativo della Frigia da un famiglia cristiana, si portò in Eolide e qui si dedicò all’assistenza dei poveri. Il governatore Rufo, al tempo dell’imperatore Aureliano (270-275), cercò di costringere Quinto a sacrificare agli idoli secondo i decreti imperiali, ma poi lo lasciò libero perché era stato liberato dall’ossessione demoniaca in merito alle preghiere dello stesso Quinto.
I sinassari greci raccontano che questo avvenne nella città di Cime, dove un terremoto abbatté le statue e il tempio degli idoli, mettendo in fuga quanti erano lì presenti. Quaranta giorni dopo il suo rilascio, Quinto fu di nuovo arrestato da un altro magistrato Clearco, più intransigente di Rufo e sottoposto a torture, ma Dio lo guarì immediatamente dalle ferite, visto ciò fu di nuovo rilasciato e non ci si occupò più di lui.
Poté continuare così il suo ministero risanando i malati e venendo in aiuto dei poveri per altri dieci anni, morì nel 280-85 circa.
Nome piuttosto diffuso fra i Romani e indicava il “quinto figlio”: quintus
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8435 del 01/03/2012 10:03:17 - Redazione ha scritto:
Nel Mese di Febbraio siamo stati onorati dalle seguenti visite :
Italia n. 13.926, Francia n. 216, Canada n. 79, Bulgaria n.33, Stati Uniti n. 29, Germania n. 28, Svizzera n.16, Polonia n. 12, Regno Unito n. 8, Spagna n. 7, Svezia n. 7, Unione Europea n. 2, Romania n.1, Federazione Russa n. 1, Paesi Bassi n. 1, Giappone n. 1, Non definito n. 580
A tutti questi amici un grazie di cuore dalla nostra redazione
N. 8434 del 01/03/2012 09:34:57 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
OGGI RICORDIAMO
Vannes, Francia, verso il 496 - 10 marzo 550
Nato intorno al 470 da una famiglia nobile, Albino fu monaco e quindi abate per venticinque anni a Nantilly, nei pressi di Saumur. Nel 529 fu eletto per acclamazione popolare vescovo di Angers. Fu uno dei principali promotori del terzo Concilio di Orleans, che riformò la Chiesa dei Franchi con grande fermezza. È ricordato come difensore dei poveri e dei prigionieri. Inoltre richiamò i signori merovingi al rispetto del vincolo matrimoniale. Morì il 1 marzo 550
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8433 del 01/03/2012 09:27:31 - Frase del giorno ha scritto:
Computer
La disumanità del computer sta nel fatto che,
una volta programmato e messo in funzione,
si comporta in maniera perfettamente onesta.
(Isaac Asimov)
N. 8432 del 01/03/2012 00:01:21 - ha scritto:
Se la vita non è bella puoi scappare su una stella, con i sogni puoi viaggiare ma ti devi addormentare, quindi scappa e vai a letto, buona notte a tutti voi santagatesi e non...... NOTTE
N. 8431 del 29/02/2012 22:13:31 - Hakuryu Karate Lenno ha scritto:
Per tutti gli amici santagatesi appassionati di Karate.Domenica scorsa si è svolto a Lenno (Co)organizzato dal M°Pompeo Ungaro,uno stage di Kumite(combattimento)con il campione delle Fiamme Gialle,capitano della Nazionale Italiana,Salvatore Loria.Un caro saluto a tutti.
N. 8430 del 29/02/2012 10:53:21 - Redazione ha scritto:
Auguri Prof. Bonifacio questa redazione ti augura tanta felicità e salute
N. 8429 del 29/02/2012 10:26:20 - Alfonso ha scritto:
Tantissimi auguri al Prof. Bonifacio Florio (Maestro Fazio), che oggi compie 92 anni.
Alfonso De Capraris.
N. 8428 del 29/02/2012 09:53:34 - Frase del giorno ha scritto:
Tirare la fine del mese
è una battaglia sempre più ardua,
da combattere giorno dopo giorno
con il coltello fra i denti
e un pizzico d'ironia.
N. 8427 del 29/02/2012 06:59:30 - Alfonso ha scritto:
Oggi ricorre il 220° anniversario della nascita di Gioachino Rossini. Alfonso De Capraris.
N. 8426 del 29/02/2012 01:55:24 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
Il ‘Liber Pontificalis’ lo riporta come originario della Sardegna, si dice di Cagliari, figlio di un certo Crispino e della sua infanzia, giovinezza e venuta a Roma, non si sa niente.
Si comincia a parlare di lui quando nella città eterna era già diacono, al tempo della controversia cristologica provocata da Eutiche (378-454 ca.) monaco di Costantinopoli, fautore dell’eresia monofisita.
L’eresia monofisita (V-VI sec.) negava la natura umana di Cristo, affermandone l’unica natura divina; condannata determinò il distacco della Chiesa Copta, Giacobita e Armena; l’eresia fu condannata nel Concilio di Calcedonia del 451; dove si affermò il dogma che in Gesù Cristo vi è una sola persona con due nature, umana e divina.
Si ritiene che godesse di una notevole considerazione, perché papa s. Leone I Magno (440-461) lo inviò nel 449 al Concilio di Efeso a fianco del vescovo di Pozzuoli Giulio, del prete Renato e del notaio Dulcizio.
I Legati pontifici partirono per la celebre città cristiana della Lidia, antica provincia romana dell’Asia, verso la metà di giugno del 449, ma durante il viaggio il prete Renato morì nell’isola di Delo; gli altri raggiunsero Efeso verso la fine di luglio o gli inizi di agosto, accolti da Flaviano patriarca di Costantinopoli; nel contempo il patriarca di Alessandria Dioscoro, che aveva l’incarico dall’imperatore d’Oriente Teodoro II (401-450), di presiedere il Concilio, stava predisponendo i lavori conciliari per una solenne riabilitazione di Eutiche e per la deposizione dei suoi avversari, fra cui il patriarca Flaviano.
Il Concilio ebbe uno svolgimento tempestoso per la brutale e tirannica conduzione di Dioscoro, che abilmente eluse sempre la lettura delle lettere papali, di cui la delegazione pontificia era portatrice.
Il vescovo Giulio, il diacono Ilaro e il notaio si trovarono soli contro una maggioranza ostile, di cui non parlavano la lingua, malvisti dal presidente e dalla legazione imperiale; ne scaturì la riabilitazione di Eutiche, che era stato in precedenza scomunicato dal patriarca Flaviano di Costantinopoli; poi si passò alla condanna dello stesso Flaviano e qui successe una serie di violenze verbali e l’Assemblea si tramutò in una bolgia; Dioscoro fingendo di essere aggredito, fece entrare i commissari imperiali con armigeri armati di spade, per riportare l’ordine, ma insieme entrarono anche tanti monaci eutichiani, marinai alessandrini e teppisti vari, tutti armati di bastoni.
Flaviano fu aggredito e malmenato, finché riuscì a rifugiarsi in un angolo della basilica, guardato dalle guardie e protetto da pochi suoi fedeli. Dioscoro intanto, minacciando le sanzioni più gravi, raccolse le 113 firme dei vescovi presenti, contro di lui.
Dei Legati romani, persi nella indegna gazzarra, non si seppe più niente di certo, si pensa che almeno Ilaro fosse con Flaviano da cui raccolse l’accorato appello scritto per il papa; la lettera poi giunta al papa Leone I però è motivo di disaccordo da parte degli studiosi, su come fosse pervenutagli.
Dopo la burrascosa prima Sessione del Concilio, passato alla storia come il ‘latrocinio di Efeso’ per la pesante ingerenza della corte bizantina tramite il suo incaricato Dioscoro; si aprì una seconda Sessione a cui inutilmente furono invitati a partecipare i Legati pontifici dallo stesso Dioscoro, i quali avventurosamente ritornarono a Roma, patendo ogni sorta di privazioni.
Ilaro giunse alla fine di settembre; gli antichi testi mettono in risalto la forza d’animo, lo sprezzo del pericolo, la combattività del diacono a confronto del comportamento più debole e cauto degli altri membri della legazione romana.
Molte lettere di vescovi orientali coinvolti nella controversia religiosa e che furono deposti, in conseguenza del risultato del Concilio di Efeso, furono a lui indirizzate, come autorevole esponente della difesa dell’ortodossia e di intercessione presso il papa Leone I, il quale aveva già elogiato il comportamento di Ilaro e che lo eleverà al grado di arcidiacono in una data prima del 455-56, associandolo in una posizione primaria nel governo della Chiesa.
Papa Leone I lo incaricò anche nel 456 di interpellare qualche valente astronomo del tempo, per definire l’ennesima controversia fra Roma e l’Oriente, sulla celebrazione della Pasqua; il lavoro con l’apporto determinante del suo amico Vittorio di Limoges, terminò nella primavera del 457 stabilendo una data fissa per 532 anni a partire dal 29 d.C.; comunque questo computo fu accolto solo in Italia e nella Gallia e non da altre Nazioni dell’epoca.
Il 10 novembre 461 morì il papa san Leone I Magno e dopo nove giorni, il 19 novembre, gli successe acclamato da tutti, l’arcidiacono Ilaro, compito non facile dopo un grande pontificato come quello di papa Leone I, ma Ilaro che s’era formato alla sua scuola e ne era stato collaboratore stimato, seppe mostrarsi all’altezza della situazione; tanto che gli studiosi concordano nel dire, che il suo pontificato fu la pura e semplice continuazione del precedente.
Si preoccupò, con lettere andate perse, della spinosa situazione delle Chiese Orientali nei loro rapporti con Roma; ma soprattutto, alla luce di documenti recuperati e del verbale del Concilio di Roma del 19 novembre 465, intervenne nelle controversie delle Chiese della Gallia e della Spagna, che coinvolsero il metropolita di Arles Leonzio, il metropolita di Vienne s. Mamerto, il metropolita di Embrum Ingenuo, il metropolita di Aix Ansanio, i vescovi della provincia di Tarragona contro Silvano di Calahorra, ecc.
Nel sopra citato Concilio del 465 fece discutere ed approvare i divieti di ammettere agli Ordini sacri i vedovi ammogliati, mariti di vedove, ignoranti, penitenti e mutilati; riprovò l’ereditarietà delle cariche vescovili, raccomandò la celebrazione annuale di Concili provinciali; difese la dignità del sacerdozio, tenne alto il prestigio della Sede Apostolica.
Riguardo Roma si oppose alla costruzione di chiese eretiche, chiedendone con fermezza l’attuazione all’imperatore Antemio († 482); proseguì l’opera restauratrice del suo grande predecessore dopo la tempesta dei Vandali, che saccheggiarono Roma nel 455.
L’opera maggiore fatta eseguire a Roma da papa Ilaro, furono i notevoli e dispendiosi lavori compiuti al battistero Lateranense; ci fu una profusione di opere d’arte massicce, con lampadari d’oro, tre cervi d’argento pieno, fontane artistiche per l’acqua battesimale.
Ai fianchi del Battistero fece erigere tre oratori dedicati ciascuno a S. Giovanni Battista, S. Giovanni Evangelista e alla Santa Croce, dove fu deposta una reliquia della Croce e il cui insieme era di aspetto regale.
Eresse due monasteri, eseguì lavori a S. Lorenzo fuori le Mura, abbinandovi due bagni e alloggi per i pellegrini, e due famose biblioteche con antichi codici del Vecchio e Nuovo Testamento.
Provvide di arredi sacri preziosi, le 25 basiliche o chiese abilitate alle liturgie stazionali con le relative processioni. Consacrò numerosi sacerdoti, diaconi e vescovi; quest’inesauribile papa concluse il suo pontificato, durato appena sei anni e tre mesi, il 29 febbraio dell’anno bisestile 468.
Il suo corpo fu sepolto nella basilica di S. Lorenzo al Verano, accanto ai papi Zosimo e Sisto III. Inizialmente venne menzionato come santo al 10 settembre nei vari ‘Martirologi’ compreso il Geronimiano e a tale data fu inserito nel ‘Martirologio Romano’; nelle edizioni più recenti però la sua celebrazione è stata portata al 28 febbraio e negli anni bisestili al 29 febbraio
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8425 del 28/02/2012 15:17:00 - giovanni ha scritto:
Metto qui una poesia di Franco Arminio (pubblicata oggi sul suo blog) che trovo essenziale e piena di interrogativi per chi ha a cuore il proprio paese.
RESTO QUI
"resto qui per capire perché resto,
misuro con le unghie
il nucleo del rancore.
il paese è un insieme di rimanenze.
a questi luoghi, a chi non li ama
mi sono consacrato.
scrivo per loro
ma non rispondono"
(Franco Arminio)
N. 8424 del 28/02/2012 12:37:07 - Alcuni soprannomi santagatesi ha scritto:
Bommenuticchie, Busciarde, Cacafave, Cacaglieddre, Caccavella, Cacoddra, Cafungieddre, Caloscia, Caldarieddre, Calecchia, Calicchie, Callarare, Callare, Callecalle, Caluccèddra, Calutticchie, Cambanère, Cambesande, Camosa, Canelèse, Canelesieddre, Canesca, Canestre, Canestrieddre, Canetèlla, Cannapone, Cannapungieddre, Cannuta, Canusine, Capacchione, Capeddrèra, Capillare, Capetane, Capobianco, Caponere, Cappa, Cappeddruzze, Cappucce, Cardasce, Cardellecchia, Cardille, Carlone, Carluccieddre, Carmalecchia la fattucchiera, Carmela parlasembe, Carmela tutta piette, Carmenèlla, Carnuualicchije, Carnuèle, Caronde, Carriere, Carsille, Cascione, Caciotta, Casella, Gasparre, Castagnieddre, Castrine, Catarenèlla, Catarrare, Catella, Catielle, Catuozze, Cautella, Cautille, Cazzille, Ceccacecca, Ceccelosa, Cicchelicchije, Cecchelluzze, Cicchette, Cecere, Celestrine, Cengennate, Cepuddrare, Cepuddrene, Cerzuleddra.
Dal libro Cognomi Soprannomi e Nomi a Sant’Agata di P. di Luciana Del Vecchio - Dora Donofrio
N. 8423 del 28/02/2012 10:10:56 - mario ha scritto:
Grazie, Giovanni, per ciò che hai messo in risalto con brillantezza e maestrìa, ciao
N. 8422 del 28/02/2012 01:20:21 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SANTI MARTIRI DI ALESSANDRIA
Commemorazione dei santi sacerdoti, diaconi e molti altri che ad Alessandria, al tempo dell’imperatore Gallieno, mentre imperversava una terribile pestilenza, andarono di buon grado incontro alla morte assistendo le persone colpite dal morbo: la fede devota dei pii prese a venerarli come martiri.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8421 del 27/02/2012 11:44:35 - Carmine a Super Mario ha scritto:

Telegramma al Prof. Mario Monti, senatore a vita e presidente del Consiglio dei Ministri
(27 febbraio 2012) Gentile Professor Monti, in seguito ad una importante iniziativa del quotidiano Il sole 24 ore e della trasmissione televisiva “presa diretta” pensata e condotta da Riccardo Iacona, è balzata al centro dell’attenzione la “questione culturale” che attanaglia l’Italia in questi giorni. Lei conosce molto bene l’argomento e quindi non sarò io a doverle spiegare in quale stato versi la cultura nel nostro Paese. Le chiedo solamente di mettere a punto dei provvedimenti efficaci affinché in Italia il mecenatismo sia incoraggiato e agevolato in ogni modo. Penso anche che parecchie aziende possano essere liete di avere la possibilità di pagare le loro tasse restaurando opere d’arte e beni culturali di ogni genere, che attualmente versano in uno stato pietoso. Come lei mi insegna, già in altri paesi questa pratica è largamente diffusa e penso che potremmo adottarla anche in Italia. Conto sulla sua sensibilità sperando che trovi il tempo per occuparsi di un argomento tanto importante anche per l’economia dell’Italia. Le segnalo, in particolare, un Ponte Romano, che si trova nel territorio del Comune di Sant’Agata di Puglia e che lentamente si decompone.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare alla salvaguardia dei beni culturali e cordialmente la saluto.
Carmine Granato
Un saluto a tutti i santagatesi ovunque residenti.
N. 8420 del 27/02/2012 10:41:36 - per Mario ha scritto:
A proposito del Filo della memoria.
C’è da rimanere stregati davanti a tanta forza evocativa.Nel tuo pezzo pulsano ricordi di una fanciullezza spensierata, di una vita semplice che più non ci appartiene, dove la fatica la faceva da padrona e la gioia del cafone era tutta in uno scampanio che preannunciava la sua rimpatriata annuale in paese. La piazza festante di luci, di gente e di spari era un palpito per gente che si accontentava con poco. Altri tempi quando il denaro contante non era un valore, piuttosto un impiccio e un impaccio per chi viveva un rapporto viscerale solo con la terra. E’ proprio vero, i campanili hanno segnato un po’ la storia di noi ragazzi santagatesi : la mia esperienza si riferisce a Sant’Andrea. Le stesse scalette scoscese, la stessa sensazione di vuoto, lo stesso orgoglio in noi ragazzini di poter cadenzare, per una volta, la vita di un paese: campane della vigilia, ad annunciare la messa, ad accompagnare il morto. La sensazione di farsi trasportare in alto dal campanone la può sapere solo chi l’ha veramente provata. Grazie dei bei ricordi e complimenti per la dovizia dei particolari. Con stima, Giovanni Castello
N. 8419 del 27/02/2012 09:23:44 - Frase del giorno ha scritto:
Salutista.
Ci sforziamo di conservarci in salute
per poter morire bene di radiazioni
o aria avvelenata.
(Ceronetti)
N. 8418 del 27/02/2012 01:43:18 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA RELIGIOSO PASSIONISTA
Assisi, 1 marzo 1838 - Isola del Gran Sasso, 27 febbraio 1862
Francesco Possenti nacque ad Assisi nel 1838. Perse la madre a quattro anni. Seguì il padre, governatore dello Stato pontificio, e i fratelli nei frequenti spostamenti. Si stabilirono, poi, a Spoleto, dove Francesco frequentò i Fratelli delle scuole cristiane e i Gesuiti. A 18 anni entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle (Macerata), prendendo il nome di Gabriele dell'Addolorata. Morì nel 1862, 24enne, a Isola del Gran Sasso, avendo ricevuto solo gli ordini minori. È lì venerato, nel santuario che porta il suo nome, meta di pellegrinaggi, soprattutto giovanili. È santo dal 1920, copatrono dell'Azione cattolica e patrono dell'Abruzzo
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8417 del 26/02/2012 11:23:37 - gianni ha scritto:
oggi voglio dare un saluto a tutte quelle persone che non pensano solo a se stesse,e che capiscono che la vita è fatta di Amore per il prossimo
N. 8416 del 26/02/2012 08:52:33 - Alfonso ha scritto:
ANTICHI TERMINI SANTAGATESI. “Lu chianghièrre”, grosso sgabello di legno robusto alto circa 60 cm., su cui veniva adagiato il maiale per fargli la festa; la parte soprastante era costituita da un tavolone spesso 4 o 5 cm, lungo all’incirca un metro e dieci cm. e largo 60 cm.-
Alfonso De Capraris.
N. 8415 del 26/02/2012 01:24:00 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SANT'ALESSANDRO DI ALESSANDRIA
250 - 328
Eletto patriarca d’Alessandria d’Egitto, rinnovò il clero scegliendo uomini di provata rettitudine e costruì la grande Chiesa di S. Theonas. Lottò contro Ario dopo aver tentato di convincerlo paternamente. La sua vita e la fermezza con cui condusse la lotta contro l’arianesimo sono tuttora testimonianza del suo senso di giustizia, della sua forza spirituale e della sua integrità morale.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8414 del 26/02/2012 00:33:19 - ha scritto:
Auguro a tutti voi santagatesi una buona domenica ciao
N. 8413 del 25/02/2012 09:48:56 - FRASE DEL GIORNO ha scritto:
Il tempo è una merce rara,
più rara dei soldi.
I soldi vanno e vengono,
il tempo va e basta.
N. 8412 del 25/02/2012 00:38:08 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SAN LUIGI VERSIGLIA
Oliva Gessi, Pavia, 5 giugno 1873 – Li Thau Tseui, Cina, 25 febbraio 1930
Il vescovo Luigi Versiglia, salesiano, è uno dei 120 martiri della Cina canonizzati da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000. Nato nel 1873 a Oliva Gessi, in provincia di Pavia, conobbe personalmente don Bosco. Ordinato sacerdote nel 1895, fu per dieci anni maestro dei novizi nella Casa salesiana di Genzano. Fin da giovanissimo portava nel cuore il desiderio di partire missionario. Così nel 1906 fu scelto come capogruppo dei primi missionari salesiani in partenza per la Cina. Visse il suo apostolato prima a Macao e poi nella regione del Kwangtung, nel Sud della Cina, dove fondò la missione di Shiu Chow di cui nel 1920 divenne vicario apostolico e primo vescovo. Mentre la Cina sprofondava sempre più nella guerra civile, verso la fine del gennaio 1930 si mise in viaggio assieme al giovane confratello don Callisto Caravario (anche lui nel gruppo dei 120 martiri) per raggiungere i cristiani della piccola missione di Lin-Chow. Furono uccisi insieme da un gruppo di banditi il 25 febbraio 1930
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8411 del 24/02/2012 21:24:58 - ha scritto:
Grazie Renzo si mi sono ricordato di quelle foto credo che si sono trovate a misura, a proposito hai visto a Mimì Frosolone in foto con il Sindaco di Toronto, l'anno scorso è stato a Sant'Agata e mi fatto molto piacere rivederlo. Ciao renzo torna presto e guardati bene la salute un abbraccio Nardone
N. 8410 del 24/02/2012 20:45:48 - x Nardino ha scritto:
Bravo come sempre , ho gradito la foto che hai inserito ,ho riconosciuto il figlio DI froSolone ed una parte del "Casalino " .ciao a presto Renzo
N. 8409 del 24/02/2012 16:37:53 - ha scritto:
oggi mi sento nervoso e tanto giu
 
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