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Messaggio:



N. 8528 del 29/03/2012 19:09:33 - x Nardino ha scritto:
" Un Giorno INSIEME A S .AGATA " ad oggi 28-Marzo
hanno scritto ( IO CI STo')n. 25 amici .. un abbraccio Renzo
N. 8527 del 29/03/2012 01:02:57 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
oggi ricordiamo
SANTI SIMPLICIO E COSTANTINO
Dopo il santo fondatore di Montecassino, il patriarca s. Benedetto, i primi suoi quattro successori abati benedettini del famoso monastero, sono tutti santi e sono nell’ordine: Costantino, Simplicio, Vitale e Bonito.
Di Simplicio possiamo dire poco come del resto degli altri, non ci è pervenuto quasi nessun documento che ne racconti la vita.
Egli viene comunque menzionato insieme a Costantino nei secoli successivi, sia per il culto tributato ad ambedue il 29 marzo dai benedettini di Montecassino, sia perché le loro reliquie sono depositate insieme.
Infatti esse furono rinvenute nell’area del presbiterio della basilica cassinese verso il 1625-28 e trasportate nella vecchia cappella di s. Bertario e poi nel 1710 sempre insieme a quelle di s. Costantino furono traslate nella cappella di s. Gregorio Magno.
Durante il disastroso bombardamento del 1944 esse ne uscirono indenni e di nuovo sistemate nella ricostruita cappella sotto l’altare, che come tutta la chiesa fu consacrato nella solenne dedicazione fatta da Paolo VI il 24 ottobre 1964.
Simplicio viene ricordato nella ‘Vita Mauri’ del sec. IX come uno dei monaci che Benedetto dà come compagni a s. Mauro nel suo viaggio in Francia; inoltre lo storico Pietro Diacono afferma che diede a leggere a tutti i monaci la Regola del grande fondatore s. Benedetto, scrivendo su ciò alcuni versi pervenuti fino a noi con interpretazioni diverse.
Egli è stato raffigurato in un quadro di De Mura posto nella cappella sopra citata, proprio nell’atto di presentare la Regola agli Ordini monastici e cavallereschi. S. Simplicio e s. Costantino abati furono venerati subito dopo la loro morte per essere stati discepoli e primi successori del santo patriarca e la loro prima sepoltura fu proprio accanto alla sua.
Mancando o perlomeno non si conoscono Uffizi o Messe proprie, il loro ricordo è fissato al 29 marzo in relazione all’invenzione delle reliquie
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8526 del 28/03/2012 22:19:46 - X Federico ha scritto:
Auguri Federico per questo bel terzo posto al prossimo vi auguro il primo posto ciao redazione
N. 8525 del 28/03/2012 17:41:41 - FEDERICO SANITA' ha scritto:
Oggi siamo arrivati terzi classificati nel torneo scolastico di patt-ball e siamo stati premiati con una medaglia di bronzo (color bronzo!). Federico Sanità Cl.2^ A scuola media V.Bellini ROMA
N. 8524 del 28/03/2012 16:28:46 - giovanni ha scritto:

"un giorno senza un sorriso è un giorno perso".
Charlie Chaplin)
N. 8523 del 28/03/2012 09:52:57 - Alfonso ha scritto:
SPIGOLATURE. Giulietta e Romeo. Alfonso De Capraris.
N. 8522 del 28/03/2012 08:13:17 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SAN CASTORE DI TARSO
È commemorato dal Martirologio Geronimiano e dal Romano il 28 marzo e il 27 aprile. La reduplicazione è probabilmente dovuta (Delehaye) a una confusione, imputabile ai copisti, fra V Kal. Apr. e V Kal. Mai.
Nel Romano, Castore è menzionato il 28 marzo con Doroteo e il 27 aprile con Stefano. Queste aggiunte sono evidentemente dovute a cattiva lettura o interpretazione delle rubriche del Geronimiano, dove il nome di Castore è bensì preceduto il 28 marzo da quello di Doroteo e seguito il 27 aprile da quello di Stefano, senza peraltro che quei santi (entrambi ricordati come «di Nicomedia», dove il solo Doroteo è commemorato il 12 marzo) abbiano nulla a che fare con Castore
Si noti da ultimo che un Castore è ricordato dal Geronimiano il 16 marzo come capo d'un gruppo non omogeneo di martiri di Nicomedia. L'identificazione fra i due omonimi è possibile.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8521 del 27/03/2012 22:21:46 - x Nardino ha scritto:
Ad oggi n. 21 amici hanno scritto " Io Ci STO " .
Ti manderò il file aggiornato ogni settimana e dal 30
Aprile avvvieremo l'organizzazione con il coinvolgimento degli
amici.Ciao Renzo
N. 8520 del 27/03/2012 20:22:51 - per Renzo ha scritto:
Ciao Renzo ottima iniziativa io ci sto, sono a disposizione il mio recapito lo sapete tutti anche questo spazio può essere utile altrimenti su F.B si decide il periodo ed la eventuale data e poi ci organizziamo ciao un abbraccio nardino
N. 8519 del 27/03/2012 14:19:28 - x NARDINO ha scritto:
" UN GIORNO INSIEME A S:AGATA "
Nardino Registrerà i nomi , verranno incaricati ( per Città ) dei rappresentanti
con cui avviare un programma dettagliuato ( chi ,quando ,dove , come .....)
spero che ad iscriversi siano tutti i Santagatesi NEL MONDo.
Con Nardino ,insieme riusciremo a fare cio che tutti abbiamo in mente da anni
incontrarci a S.Agata non come "TURISTI PER CASO " ma come amici di infanzia che ,se pur per un giorno si riappropriano della loro S.Agata coinvolgendo tutti
" IO CI STO , e TU ? ( ad oggi ore 12 n° 15 ( IO CI STO' )
ciao a tutti Renzo B.
N. 8518 del 27/03/2012 09:22:39 - giovanni ha scritto:
La vera felicità non è in fondo a un bicchiere,
non è dentro a una siringa:
la trovi solo nel cuore
di chi ti ama.
N. 8517 del 27/03/2012 00:33:43 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
OGGI RICORDIAMO
SAN RUPERTO
m. 27 marzo 718
Originario dell'Irlanda, figlio di una famiglia di origini nobili, Ruperto è il patrono di Salisburgo. Dopo aver ricevuto una formazione monastica irlandese, infatti, attorno al 700 si recò in Baviera dove si dedicò alla predicazione e alla testimonianza monastica itinerante, ottenendo buoni risultati a Regensburg e Lorch. Con l'appoggio del conte Theodo di Baviera, Ruperto fondò prima una chiesa dedicata a san Pietro sul lago Waller e poi un monastero sul fiume Salzach, nei pressi dell'antica città romana di Juvavum. Fu questo il nucleo della nuova Salisburgo («la città del sale»), che lo riconosce non solo come primo vescovo ma anche come ri-fondatore. L'iconografia lo rappresenta, infatti, con un barile o un secchio pieno di sale. Morì il 27 marzo, il giorno di Pasqua, dell'anno 718
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8516 del 27/03/2012 00:17:45 - ha scritto:
Che la notte ci avvolga col suo silenzio che le stelle illuminino i nostri pensieri e che i sogni ci cullino piacevolmente fino al mattino.
N. 8515 del 26/03/2012 10:57:50 - giovanni ha scritto:
Nella vita io ho avuto un ruolo difficile: interpretare me stesso.
Il merito? Strappare qualche applauso, nonostante un copione non proprio esaltante!
(Anonimo)
N. 8514 del 26/03/2012 08:48:19 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
oggi ricordiamo
SANT'ISACCO
Vissuto nel VII SECOLO
Dolce e luminosissima la testimonianza di vita spirituale che ci giunge dall’anacoreta Isacco, vissuto nel corso del VII secolo, di cui la storia a stento ci offre notizie ed informazioni biografiche, quasi che la sua vita si sia snodata, linfa silente ma feconda, nelle pieghe di un’epoca travagliata e complessa, contraddistinta, a Oriente come a Occidente, da eventi e fenomeni cruciali: si pensi, ad esempio, alla comparsa dell’Islam e all’avanzata conquistatrice degli Arabi, alle pressioni di nuovi popoli sui confini dell’Impero bizantino, alla progressiva affermazione della presenza longobarda nella penisola italica.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8513 del 26/03/2012 00:26:06 - ha scritto:
La giornata volge alla fine, per dar posto alla notte. Dopo tante fatiche, solo i pensieri felici possono dare una conclusione e quindi con un sorriso dire Buona Notte
N. 8512 del 25/03/2012 16:59:19 - antonio ha scritto:
la conversazione
colbert a mazarini
siamo arrivati al punto dove non e piu possibile trafficare i conti dello stato.
sigr mazarini come e possibile continuare a spendere quando
non ce piu un centesimo in cassa.
mazarini se un semplice cittadino non page i debiti va in
prigione. ma per lo stato e differente non va in prigione e puo continuare a fare debiti tutti i stati fanno la stessa cosa
colbert d'accordo ma per il momento abbiamo bisognio di denaro
come fare abbiamo gia creato tutte le tasse immaginabile.
mazarini ne facciamo altre
colbert non e possibile far pagare ancora di piu i poveri
mazarini sono d'accordo con te
colbert allora dobbiamo far pagare i ricchi.
mazarini" non e possibile perche non spendono piu per far vivere i poveri.
colbert allora come facciamo.
mazarini" ce una quantita di gente che non sono ne ricchi e ne poveri gente che lavora e che sognia di essere ricchi e anno paura di essere poveri.
mazarini quelli sono fatti per pagare le tasse. piu pagano
e piu lavorano per compensare.
ti posso dire caro colbert che questa gente rappresenta una riserva inesauribile...
N. 8511 del 25/03/2012 00:34:28 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SANTA CATERINA DI SVEZIA RELIGIOSA
Catarina Ulfsdotter, meglio conosciuta col nome di Caterina di Svezia, era la secondo genita degli otto figli di S. Brigida, la grande mistica svedese che molta influenza ebbe nella storia, nella vita e nella letteratura del suo Paese, assai più della regale compatriota Cristina, che riempì delle sue stranezze le cronache mondane della Roma rinascimentale. Anche Brigida e la figlia Caterina legarono il loro nome alla città di Roma, ma con ben altri meriti.
Caterina, nata nel 1331, in giovanissima età si era maritata con Edgarvon Kyren, nobile di discendenza e soprattutto di sentimenti, poiché acconsentì al desiderio della giovane e graziosa consorte di osservare il voto di continenza, anzi, con commovente emulazione nella pratica della cristiana virtù della castità, si legò egli stesso a questo voto. Caterina, non certo per rendere più agevole l'osservanza del voto, all'età di diciannove anni raggiunse la madre a Roma, in occasione della celebrazione dell'Anno santo. Qui la giovane apprese la notizia della morte del marito.
Da questo momento la vita delle due straordinarie sante scorre sullo stesso binario: la figlia partecipa con totale dedizione all'intensa attività religiosa di S.Brigida. Questa aveva creato in Svezia una comunità di tipo cenobìtico, nella cittadina di Vadstena, per accogliervi in separati conventi diclausura uomini e donne sotto una regola di vita religiosa ispirata al modello del mistico S.Bernardo di Chiaravalle. Durante il periodo romano che si protrasse fino alla morte di S.Brigida, il 23 luglio 1373, Caterina fu costantemente accanto alla madre, nei lunghi pellegrinaggi intrapresi, spesso tra gravi pericoli, dai quali le due sante non sarebbero uscite indenni senza un intervento soprannaturale.
S.Cateriiìa viene spesso rappresentata accanto a un cervo, che, secondo la leggenda, più volte sarebbe comparso misteriosamente per trarla in salvo. Riportata in patria la salma della madre, nel 1375 Caterina entrò nel monastero di Vadstena, di cui venne elettabadessa, nel 1380.
Era rientrata allora da Roma da un secondo soggiorno di cinque anni, per seguire da vicino il processo dibeatificazione della madre, che si concluse positivamente nel 1391.
A Roma, narra una tradizione leggendaria, Caterina avrebbe prodigiosamente salvato la città dalla piena del Tevere, che aveva già abbattuto gli argini.
L'episodio è raffigurato in un dipinto conservato nella cappella a lei dedicata nell'abitazione di piazza Farnese. Papa Innocenzo VIII ne permise la solenne traslazione delle reliquie; ma sarà l'unanime e universale devozione popolare a decretarle il titolo di santa e a festeggiarla nel giorno anniversario della morte, avvenuta il 24 marzo 1381.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8510 del 24/03/2012 10:54:18 - antonio ha scritto:
la primavera e un bel periodo per visitare parigi
da visitare la chiesa saint etienne du mont vicino
al panthon e un vero gioiello
saluti antonio
N. 8509 del 24/03/2012 00:21:35 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SAN SECONDINO
Il culto di San Secondino, vescovo e confessore del V sec. d.c., che oggi è il “Patrono” di Bellona, è attestato storicamente a Capua fin dall’anno 1300.
Il 27 maggio, infatti, lo ricorda il terzo dei Calendari Capuani pubblicati da Michele Monaco.
Nei primi decenni del 1300 erano intitolate al Santo varie chiese entro il territorio capuano: a Bellona, a Carinola, a Pastorano, Bellona come sede del Corevescovo o Arciprete della “terra Capuana”).
Le reliquie del Santo si conservano a Montevergine, nelle Cattedrali di Benevento e Troia; nelle arcipretali di Bellona, Ampollosa, Ceppaloni e Campolieto.
Quasi sempre il Santo celebrato in questi luoghi è identificato col secondino che figura nel gruppo di 12 vescovi espulsi dall’Africa settentrionale nella persecuzione vandalica di Genserico del 427 e ricordati a Capua il 1° di settembre.
Nella “Vita di San Castrese” leggiamo che Secondino fu fatto salire tra i primi su una logora barca destinata ad affondare nel Mediterraneo; ma la divina provvidenza, per intervento di un Angelo, li condusse incolumi ai lidi della Campania il 10 maggio del 443.
Secondino si fermò, presumibilmente nelle nostre terre e ne convertì i coloni al cristianesimo.
A tarda età il Santo si fermò ad Acea ossia l’odierna Troia in Capitanata (Foggia) ove morì in data 11 febbraio (si ignora l’anno).
Sul sarcofago che conteneva le sue ossa si legge tuttora la seguente iscrizione: “hic requiescit Sanctus ac Venerabili Secondinus Episcopus qui santorum fabricas renovavit raptus in requiem terbio idus Februarii”.
San Secondino è invocato come protettore nelle malattie dei reni in seguito ad un miracolo compiuto nel 1038 al vescovo Aniano, che rinvenne le sue ossa.
I Santi vescovi compagni di Secondino sono: Prisco II, Castrese, Tammaro, Rosio, Auditore, Marco Augusto, Alpidio, Canione, Vintonio, Eraclio.
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8508 del 23/03/2012 23:01:26 - ha scritto:
Buonanotte a tutti coloro che sanno cosa sia sognare, perchè nel sonno possano realizzarsi i loro desideri!
N. 8507 del 23/03/2012 14:13:14 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
SAN WALTER DI SAN MARTINO DI PONTOISE ABATE
Gualtiero di Pagliara —indicato nelle varie fonti anche come Gualtiero di Palear o Gualterus de Paleariis— nacque attorno al 1165 a Palena, in Abruzzo da una famiglia che apparteneva ai Conti dei Marsi. Aveva due illustri fratelli, Gentile e Manerio, che incontreremo più oltre. La sua vita ebbe alterne vicende: più volte gli furono concessi e poi revocati alti incarichi, fu scomunicato e poi perdonato varie volte.
Nel 1189 papa Clemente III lo consacrò vescovo di Troia e gli conferì il privilegio del pallio, che di norma è riservato agli arcivescovi, simbolo della completa dedizione al Pontefice.
Nello stesso anno 1189 moriva senza discendenti il re normanno Guglielmo II d’Altavilla detto il Buono, che aveva fatto giurare i baroni riuniti a Troia di riconoscere sua zia Costanza d’Altavilla erede al trono; ma il cugino Tancredi la anticipò, facendosi incoronare a Palermo nel 1190.
In quell'anno moriva anche Federico Barbarossa e nel 1191 Enrico VI scese in Italia, facendosi incoronare imperatore dal nuovo papa Celestino III. Alla cerimonia era presente Gualtiero, che fu nominato Cancelliere di Sicilia da Enrico, costretto a ritornare in Germania e a lasciare a sua moglie Costanza la difficile reggenza di Salerno. Durante una rivolta dei salernitani a favore di Tancredi, Costanza fu fatta prigioniera e dovette intervenire il Papa per liberarla.
Il 1194 è ricco di eventi importanti: a febbraio muore Tancredi, re di Sicilia; a maggio Enrico VI scende in Italia, in agosto sottomette Napoli, in settembre viene accolto trionfalmente a Troia dal vescovo Gualtiero, che lo segue a Palermo come Cancelliere del Regno; il 25 dicembre Enrico VI viene incoronato nel Duomo di Palermo e il giorno dopo, il 26 dicembre, nella piazza di Jesi nasce da Costanza d'Altavilla suo figlio Federico Ruggero, battezzato col nome di Costantino, che diventerà Federico II Hohenstaufen.
In questo periodo numerose pergamene sono firmate da Gualtiero, Cancelliere del Regno e vescovo di Troia.
N. 8506 del 23/03/2012 10:36:06 - ha scritto:
Venerdì, 23 Marzo 2012
S. TURIBIO DI M.
----------------------------
Settimana n. 12
Giorni dall'inizio dell'anno: 83/283
A Roma il sole sorge alle 06:07 e tramonta alle 18:26 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 06:19 e tramonta alle 18:39 (ora solare)
Luna: 6.07 (lev.) 19.35 (tram.)
Proverbio del giorno:
Quando marzo marzeggia, april campeggia.
Aforisma del giorno:
Maggiore l'ignoranza, maggiore il dogmatismo. (Sir William Osler)
N. 8505 del 23/03/2012 10:29:58 - per Gino ha scritto:
Sono io che ringrazio te e quanti, ancora, conservano intatto il gusto di leggere.
con stima, maestrocastello.
N. 8504 del 23/03/2012 05:52:33 - GINO MAGNISIO ha scritto:
Grazie Maestro Castello per il bellissimo e commovente racconto,reale, di Filomena in LE ROTTE DELLA MEMORIA.
N. 8503 del 23/03/2012 00:30:10 - ha scritto:
Per te notte stellata, notte incantata, notte splendente, notte lucente, notte di magia, notte di fantasia, notte di colore, notte d'amore, notte premurosa, notte silenziosa.
N. 8502 del 22/03/2012 09:05:53 - giovanni ha scritto:
Chi onora gli dei nella malattia,
in salute li dimenticherà.
(Proverbio cinese)
N. 8501 del 22/03/2012 00:42:02 - IL SANTO DEL GIORNO ha scritto:
Oggi ricordiamo
LA BEATA VERGINE ADDOLORATA DI CASTEL PETROSO
La Beata Vergine, che certamente accompagna la Chiesa e la cristianità nei secoli, sin da quando l’umanità le fu affidata da Gesù Cristo sulla Croce, indicando lei come madre degli uomini, è apparsa tante volte, in posti, tempi e modalità diverse, sempre a sollecitare la speranza e la fede nel suo Divino Figlio.
Le Apparizioni più conosciute e riconosciute tali dalla Chiesa, sono: quella di Caravaggio nel 1432, alla contadina Giovannetta de’ Vacchi; quella di Guadalupe in Messico all’indio s. Juan Diego nel 1548; quella del 1830 a Parigi, alla suora Figlia della Carità, s. Caterina Labouré; quella di La Salette in Francia nel settembre 1846, ai due pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat; quella di Lourdes nel 1858 all’umile santa Bernadetta Soubirous; quella di Fatima nel 1917 ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Giacinta e Francesco Marto.
A queste bisogna aggiungere l’apparizione della Madonna del 22 marzo 1888, ripetutasi anche il 1° aprile in una zona impervia del Comune di Castelpetroso (Isernia) nel Molise
Anche questa volta, come in tutte le altre apparizioni, la Vergine si rivela a delle persone umili, che in questo caso furono due contadine del paese suddetto, Bibiana Cicchino e Serafina Valentino.
Raccontiamo in breve l’evento; le due contadine Bibiana di 35 anni e Serafina di 34, nubili, il 22 marzo 1888 si trovano sul fianco del Monte Patalecchia, nella piccola e sperduta frazione ‘Cesa tra Santi’, del piccolo e pittoresco paese di Castelpetroso, arroccato su un colle roccioso ad 872 m. sul livello del mare, fra i bacini dei fiumi Biferno e Volturno; sono alla ricerca di un agnellino, disperso mentre loro erano occupate a zappare un pezzo di terra, quando Bibiana viene attirata da uno sfolgorio che proviene da una grotta, avvicinatosi vede da una fenditura, con stupore una visione celeste; la Vergine semi inginocchiata, con le mani allargate e gli occhi rivolti al cielo, sta in atteggiamento d’implorazione e di offerta, ai suoi piedi giace Gesù morto, steso e coperto di sangue e piaghe.
Serafina invece non vede nulla, ma dieci giorni dopo, il 1° aprile festa di Pasqua, ritornate sul luogo, l’apparizione si ripete e questa volta anche Serafina può vederla. La Vergine non parla né lascia messaggi.
La notizia dell’apparizione si diffonde subito in Castelpetroso e man mano in tutti i paesi e regioni vicine, provocando l’affluire di folle di pellegrini commossi, diretti alla grotta di ‘Cesa tra Santi’.
Non bisogna dimenticare che pochi decenni prima, la Madonna era apparsa a La Salette a due pastorelli e a Lourdes, suscitando nel mondo cattolico dell’Ottocento, una grande emozione e tanto fervore e risveglio spirituale, che dura tuttora.
Ora avveniva anche nel povero e montuoso Molise e già pochi giorni dopo a ‘Cesa tra Santi’, in un solo giorno, arrivarono circa 4.000 pellegrini, più del doppio degli abitanti di Castelpetroso. La Chiesa non poteva non essere coinvolta e informato dei fatti, il vescovo di Bojano, nella cui diocesi ricadeva Castelpetroso, mise subito sotto il controllo ecclesiastico il luogo delle apparizioni, e nello stesso tempo indisse una prima istruttoria, onde effettuare indagini sulle presunte apparizioni.
Qualche mese dopo, lo stesso papa Leone XIII, lo incaricò di effettuare una ricognizione alla grotta delle Apparizioni, per conto della Santa Sede e così il 26 settembre 1888 il vescovo mons. Francesco Palmieri, si recò alla grotta e raccoltasi in preghiera, anch’egli ebbe la grazia di vedere la Vergine nella posa descritta dalle due contadine.
La sua successiva relazione, esclude fenomeni d’isterismo o di illusione, ed accetta le Apparizioni come fenomeni di un disegno divino. La stampa dell’epoca, diede ampio risalto ai fenomeni di Castelpetroso, prima fra tutti la rivista mariana: “Il Servo di Maria” di Bologna, che continuò anche in seguito ad interessarsi sulle novità che si registravano nel Molise.
Anzi il direttore della rivista, Carlo Acquaderni, (fratello di Giovanni Acquaderni, fondatore nel 1867 dell’Azione Cattolica maschile) nel novembre del 1888 si recò alla rupe benedetta, insieme al figlio Augusto, irrimediabilmente condannato a morire per la tubercolosi ossea, allora incurabile; con la fede del padre disperato, aveva la speranza di una guarigione miracolosa e il suo desiderio, avvalorato da una fede sincera, salda, vera, venne esaudito e Augusto guarì miracolosamente, dopo che ambedue videro dalla solita crepa della roccia, la stessa visione all’interno della grotta e dopo aver bevuto l’acqua sgorgata da una piccola polla, nei pressi della rupe, dopo le prime Apparizioni.
Da quel giorno Carlo Acquaderni diventò l’alfiere ed il promotore, in sintonia con il vescovo Palmieri, di fare erigere una cappella o un oratorio sul luogo sacro. Negli anni successivi, altre persone influenti o semplici fedeli, poterono vedere la stessa Apparizione, dalla fenditura sovrastante la grotta, sempre avvolta all’interno da una luce sfolgorante.
Il papa informato dal vescovo, approvò l’idea e il direttore attraverso la sua rivista, cominciò un’opera d’informazione, sensibilizzazione, raccolta di fondi, per la costruzione di un Santuario e già nel febbraio 1890 l’ing. Francesco Gualandi di Bologna, avuto l’incarico, consegnò il progetto ed i disegni del nuovo Tempio.
Data l’asperità del luogo, non facilmente accessibile, si decise di costruire il Santuario un po’ più giù, verso la base del monte; la prima pietra fu posta il 28 settembre 1890, dal vescovo Francesco Palmieri, alla presenza di circa 30.000 fedeli, in un’atmosfera d’intensa fede e di gioia.
Sul luogo delle Apparizioni, invece nel 1948 fu eretta una cappella in pietra, che sostituì l’originaria costruzione in legno.
Il Santuario dell’Addolorata fu costruito con le offerte dei fedeli, il grande impegno architettonico dell’opera, la povertà della zona e della diocesi, fece sì che per la costruzione si alternarono tempi di intenso e veloce lavoro e altri di interruzione e crisi economica.
Ma la Provvidenza ha messo il Suo intervento e sia pur impiegando più di 80 anni, il Santuario si poté considerare finito e quindi consacrato il 21 settembre 1975. Intanto il 6 dicembre 1973, papa Paolo VI con un suo decreto, aveva proclamata la Vergine Addolorata di Castelpetroso, celeste Patrona del Molise.
Il Santuario che si staglia sul fianco del monte Patalecchia, a 8oo mt. sul livello del mare, è magnifico nella struttura e nel suo apparire isolato tutto in pietra bianca locale, specie per chi proviene dalla Statale che da Isernia conduce a Campobasso e oltre.
La pianta del Tempio, simboleggia un cuore (parte centrale) trafitto dalle sette spade dei dolori di Maria, rappresentate dalle sette cappelle poste a raggiera; lo stile è neogotico e tutto, esterno ed interno, invita al raccoglimento; nella Cappella maggiore vi è il trono dell’Addolorata con Gesù morto, nell’atteggiamento visto nelle Apparizioni, che è quello del dolore corredentivo di Maria, la sofferenza che le lacera il cuore e la sua offerta di madre sublime ed eroica.
La cupola, le guglie, i campanili, gli archi, i mosaici, le vetrate, l’organo, i marmi pregiati e poi la statua in bronzo riproducente l’Apparizione, la grande Croce monumentale di sette metri, la recente scultorea “Via Matris”, è tutto un inno artistico in omaggio alla Vergine, che pur tacendo, con la sua posizione di offerta al Padre del suo Figlio, ha detto più che se avesse parlato.
Del resto queste sue Apparizioni silenziose di Castelpetroso, possono essere associate al fenomeno prodigioso delle lacrime versate dalla statuetta di Siracusa nel 1953; un modo diverso di dimostrare il dolore di Maria, per i peccati del mondo e quindi della necessità della Redenzione, tramite il sacrificio salvifico di Gesù e del suo Cuore di madre.
Bisogna dire che le raffigurazioni dell’Addolorata nell’arte e nella devozione popolare, sono state sempre in abito scuro rappresentante il lutto, il sorreggere in grembo Gesù morto, per simboleggiare il dolore straziante materno, il cuore trafitto dalla spada, profetizzato da Simeone al Tempio ebraico; ma qui a Castelpetroso, Maria è apparsa in atteggiamento regale di maternità sacerdotale, semi inginocchiata senza stringere il Figlio morto, ma con le braccia aperte e lo sguardo rivolto in alto, ella offre Gesù al Padre, quale vittima di espiazione per i peccati umani.
Il 19 marzo 1995 papa Giovanni Paolo II, ha visitato il Santuario e reso omaggio alla Vergine Addolorata, della quale è tanto devoto; la realizzazione della prima cappella, fu offerta negli anni Cinquanta, dai fedeli della diocesi di Cracovia. La sua presenza ha dato una conferma certa, dopo più di un secolo, alla meravigliosa Apparizione e al suo silenzioso messaggio.
Dal febbraio 1993, il Santuario è affidato alle cure pastorali, liturgiche e della stampa di un periodico, a due giovani Comunità religiose, scaturite dal secolare albero francescano: i Francescani e le Francescane dell’Immacolata, fondate da padre Stefano Manelli negli anni Ottanta; mentre le opere assistenziali per i pellegrini, e l’orfanotrofio, sorte attorno al Santuario, sono affidate alle ‘Piccole Discepole’ di Marino (Roma).
BUONA GIORNATA MAURIX
N. 8500 del 21/03/2012 20:50:48 - antonio ha scritto:
di grande attualita il dialogo tra colbert e mazarini
a l'epoca di luigi xiv dal libro du diable rouge
e veramente molto istruttivo
N. 8499 del 21/03/2012 08:20:53 - Alfonso De Capraris ha scritto:
ANTICHI TERMINI SANTAGATESI. “Lu sciamàrre” = il piccone. Alfonso De Capraris.
 
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