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N. 5138 del 06/07/2009 09:39:56 - Carmine a tutti ha scritto:
Chiedo che ognuno si impegni a cercare discendenti di artigiani affinché la galleria di ritratti sia la più completa possibile.
Grazie a chi collabora con noi e aiuta tutti a conservare la memoria dei loro antenati.
Un saluto cordiale atutti i santagatesi ovunque residenti.
Carmine Granato
N. 5137 del 05/07/2009 22:51:12 - Annio da Anzio ha scritto:
alla signora Antonietta volevo chiedere se per caso il suo papà,negli anni '50,aveva già una bottega verso il castello,in piazza Chiancato.Grazie.
N. 5136 del 04/07/2009 08:26:30 - Carmine Granato ha scritto:
Ho scritto:
In questi giorni avevamo letto qualcosa di simile per Delicato e quasi un resentimento ci aveva colto.
La versione corretta:
In questi giorni avevamo letto qualcosa di simile per Deliceto e quasi un presentimento ci aveva colto.
Chiedo scusa per l'errore...la fretta!
Carmine Granato
N. 5135 del 04/07/2009 01:54:49 - Zio Dino e Fam. ha scritto:
Tanti Auguri a Michle Elia CICIRETTI in occasione del suo compleanno
N. 5134 del 03/07/2009 22:34:31 - Nardino per R.B. ha scritto:
Ciao Renzo buone ferie goditi il nipotino,se hai qualche ritaglio di tempo fatti una passeggiata a Sant'Agata noi abbiamo ricevuto la risposta dal Comune la festa dell'emigrante quest'anno la realizzeremo il 10 Agosto il giorno del tuo santo ( S.Lorenzo )spero di poterti fare gli auguri di persona ciao un abbraccio Nardino
N. 5133 del 03/07/2009 20:27:14 - R.B. ha scritto:
un caro saluto a Jerry, Er Piotta , Antonietta,Carmine.Nardino, Samantha, Carmen,Dino V. e tutti i frequentatori di "Santagatesi nel mondo . Ciao a presto
N. 5132 del 03/07/2009 18:32:44 - Dino ha scritto:
Sfatato un'altro tabù.
Quante volte abbiamo detto che era impossibile rapinare l'ufficio postale o la banca di S.Agata (noi pensavamo che fosse impossibile scappare con l'auto dato la strettezza delle viuzze e i facili ingorghi, ... avevamo dimenticato che si potesse fare a piedi.
Adesso è da prendere in considerazione un pò più di sicurezza per il nostro paese
N. 5131 del 02/07/2009 23:22:39 - Antonietta ha scritto:
Raccolto l'invito del direttore ho posto qualche domanda a mio padre vecchio artigiano.Mio padre si chiama Giuseppe Pagliarulo detto Peppin lu stagner,fece apprendistato a foggia da mastro Vincenzo Magistri e dopo qualche anno torno' a S.Agata,ventenne,e apri'bottega dove c'e' l'arco Vinciguerra.Vi resto'un anno circa poi si trasferi'in via Cavour dove c'era l'albergo Roma e li' lavoro'fino al '72.Mio padre ha precisato che era chiamato 'lu stagner'ma lui era specializzato soprattutto nella lavorazione del rame.Mi ha raccontato che costruiva alambicchi e che il caro e compianto amico Sergio Barbato alla fine degli anni 60 gli commissionava armature,elmi,corazze,quanto gli serviva per le rappresentazioni teatrali.Io queste cose non le sapevo e tu ,Renzo pensi davvero di annoiare?Ma no, continua c'e'spazio per tutti.Ciao a tutti.
N. 5130 del 02/07/2009 22:11:52 - R.B. ha scritto:
Amici questa non è la mia pagina , mi fermo un pò altrimenti finisco per annoiare .Grazie e Ciao a tutti con migliori saliti .
N. 5129 del 02/07/2009 22:02:45 - R.B. ha scritto:
L’Oste
il mestiere di oste è fra quelli tramontati o quasi. eppure l'osteria a S.Agata rappresentava molto di piú di quello che era il suo compito principale: forniva anche da mangiare , era il luogo di riunione di i paesani , forestieri. ambulanti. Li non solo si beveva, si giocava a carte a volte c’era anche chi suonava la fisarmonica ( Filomeno Blluot) . Che cosa si serviva nelle osterie?
In nessuna si vendevano super alcolici anche perché non si usavano ancora. Si serviva il vino prodotto nei nostri terreni. Non era certamente una specialità. peró era buono e genuino. L'unico pasticcio che l'oste poteva fare era quello di annacquarlo, gli altri pasticci erano sconosciuti .. Ricordo c’era una osteria ( la più frequentata ) vicino la piazza di fronte a Rosati e guarda caso il buon Filomeno Morese si scelse la casa proprio vicino per non correre il rischio di restare senza vino.
C’era poi una a S.Antonio ( mi sembra “Mngnella” . I Frequentatori “Certificati Doc” erano
Ben noti ,ma voglio ricordare il sordomuto che girava di casa in casa a chiedere un bicchiere di vino
( se la memoria non mi inganna era Samuele ).Di lui ricordo il pianto a dirotto di mezzogiorno sulla tomba della madre , si sentiva da lontano ed ancora oggi mi viene la pelle d’oca…..
N. 5128 del 02/07/2009 21:11:49 - R.B. ha scritto:

Lu Beccamuort
Mestiere antico quanto la morte tramandato da padre e figòlio. A S.Agata due sono
Le famiglie che detengono tale compito i “ Blluto “ e “ Pavon “ La mia memoria mi porta sinjo al padre di “Filomeno “ bè lui Filomeno Morese è stato la massima espressione per
Coreografia e dedizione . Burlone ,ricordo una volta simulò persino la sua morte con tanto di avviso funebre ,fiori ,annunci . “ Volevo solo verificare l’andamento dei miei funerali “ , tutto finì a tarallucci e vino ( a fiume ). Ma di lui si può scrivere un libro , di certo era un buon uomo !.
Oggi ci sono i figli ,amici di m infanzia : Antonio Pavone, Peppino,Rocco Morese.
Ma torniamo al mestiere . Qualche secolo fa ,quando un uomo moriva, per
certificarne la morte,veniva chiamato il "medico condotto", il quale per
verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto; il
modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle
dita dei piedi (quasi sempre l'alluce). Nel dialetto del popolino, il
"medico" assunse così il soprannome di "beccamorto".
“beccamort” “Becchino” “ Affossatore “ “ Custode di cimitero “
Fa di tutto, esegue lo scavo delle fosse nel luogo indicato dal Municipio o dal Delegato del cimitero e presta la sua opera nella inumazione delle salme. Eseguono tutto secondo delle
disposizioni , che la fossa non sia meno profonda di un metro e 60 centimetri , provvede all’accurata pulizia del cimitero ed in particolare deve tenere costantemente puliti i viali-
N. 5127 del 02/07/2009 13:42:29 - R.B. ha scritto:
Riflessioni :
….me ne sto seduto davanti al mare e mentre guardo
l’immensa distesa di acqua , il pensiero va al’ombra
dei ricordi,di immagini. Penso alla prima volta che vidi il mare
e subito alla ammirazione dei grandi navigatori., al Capitan Nemo,
alle fiabe di pescatori e mi blocco davanti l’immagine di quei barconi
pieni di disperati che sfidano il mare alla ricerca della sopravvivenza
alla ricerca del proprio pezzo di mondo,della libertà .
C’è chi pensa di pulire il mare dai fuggiaschi,.
Ma ENEA che approdò sulle nostre spiagge di cui con
orgoglio a scuola ci hanno insegnato,fu il fondatore di una città
che fine ha fatto ? l’Eneide, i racconti,la storia sono svaniti ?
N. 5126 del 02/07/2009 10:20:57 - Per R.B. da Samantha ha scritto:
Ciao Renzo! Un plauso per il tuo lavoro di ricerca... Continua così!!! E soprattutto un abbraccio fraterno. A presto
N. 5125 del 02/07/2009 09:12:27 - R.B. ha scritto:
x Carmine e tutti gli amici: si i nomi legarli al mestiere ed alla ubicazione così la descrizione de mestiere sarà meno astratta ,più Santagatese.Ciao R.B.
N. 5124 del 02/07/2009 07:50:32 - Appello di Carmine ha scritto:
Chiedo a tutti i discendenti di artigiani di indicarci nome, cognome e indirizzo delle botteghe di genitori e nonni.
Per esempio mi vengono in mente le figlie di Leonardo Zocchi, Dino Rinaldi, Franco Pugliese e via elencando. Antonietta aveva il papà stagner alla porta nova? Ci puoi dire come si chiamava tuo papà e dove di preciso aveva la bottega?
Se non lo facciamo adesso questo lavoro di conservazione della memoria Sant'Agata diventa un paese smemorato e cancella il suo recente passato. Conto sull'aiuto di tutti. Grazie.
N. 5123 del 02/07/2009 07:27:53 - DRAGONE ha scritto:
SALUTONI A TUTTI VOI, IL DRAGONCINO VIAGGIA SEMPRE COME UN TRENO,SUPERATO LA PROVA DI 1°MACCHINISTA DEFINITIVO IL 10/06/09.
NELLA n°5115 MI RIFERIVO AL BIONDO Trombettiero DI BARLETTA.
Rinnovo i saluti
DRAGONE
N. 5122 del 01/07/2009 21:22:07 - Antonietta ha scritto:
Commossa!Renzo nei suoi racconti evoca fatti a me noti per averli ascoltato dai miei genitori.Sai Renzo ,mio padre era stagner ed io ricordo la sua bottega nella zona della portanova,non so se lo conosci.Ci trasferimmo a Napoli circa 37 anni fa,io ero piccola,ma ho tanti ricordi vivi.Ti leggo con infinito piacere,continua cosi' per tutti noi che amiamo questo spazio.Ciao Renzo,ciao Nardino,ciao santagatesi!
N. 5121 del 01/07/2009 19:09:13 - R.B. ha scritto:
Lu stagner
L'attività dello stagnaro, a S.Agata era molto diffusa ., Lo stagnino ringiovaniva, rimuovendo con lo stagno la ruggine, padelle, caldaie. Gli attrezzi necessari: una piccola caldaia, un fornello a ventola, lo stagno da sciogliere sulla fiamma. Se era alle prese con contenitori di maggiori dimensioni, caldaie, tegami, padelle, intingeva un batuffolo di stoffa
nello stagno liquefatto e lo passava sulle parti da stagnare .A S.Agata operavano attivamente numerosi stagnari locali: ricordo Colotti a s.Nicola, uno più sopra verso il castello ,uno alla portanova , dei quali non ricordo i nomi., Nella bottega ,spesso in casa , era un antro di Caronte,c’era di tutto ,carbone,utensili bisognevoli di cure ,calderoni da riparare ,tanta fuliggine e tanti figli ….
Lo stagnaro, a richiesta, faceva di tutto: mestoli, scolapasta, caffettiere, bracieri, il contenitore del fuoco da mettere nello scaldaletto, “Lu scarfaliett “…
N. 5120 del 01/07/2009 18:45:24 - R.B. ha scritto:

(LU BANDTOR)
il banditore pubblico di S.Agata era “ Gerardo Barbarot “ .Un figlio era amico di suola elementare , un altro figlio lo ricordo ,oltre ad essere un bravo sarto aveva una voce da tenore che incantava tutti.( Evidentemente era una dote di famiglia ).
Alto sempre ben vestito con grandi occhiali ,si fermava ad ogni angolo di strada e, a gran voce, dava, in nome dell'Amministrazione Comunale, annunci, avvisi, comunicava divieti, raccomandazioni, tutto quello che oggi viene reso noto per pubblica affissione. Ma era anche il banditore privato: la voce de la chiazza, che rendeva noto ciò che il mercato del giorno proponeva. Molti ancora lo ricordano con un iore bianco appuntato alla camicia o al risvolto della giacca, con in mano un cartoccio di pesce ,( era il compenso che osteggiava con orgoglio ), Gerardo era sempre pronto per far conoscere i prodotti del giorno, non importava se veniva compensato col denaro o in natura.
“Barbarot” indicava puntualmente il prodotto, il nome e il luogo della vendita.
In cambio di poco , prestava la sua voce anche per ritrovare oggetti smarriti:
“……Chi avess truvet………”
N. 5119 del 01/07/2009 18:04:44 - R.B. ha scritto:
( lu mbreller)
Di ombrellaio S.Agata c’era Frosolone , viveva a lu casasalin ,lo ricordo domiciliato, con la moglie e figli, in una stanza vicino casa . Per noi ragazzi rappresentava un po’ di allegria ,si ,perché lui ,piccolino ,con i suoi occhialoni spessi ,quando se ne tornava a casa con su le spalle un fardello di ombrelli da riparare,noi lo aspettavamo di fronte la casa . Appena entrava ,erano grida ( forse perchè non portava danaro) e la moglie una donna robusta lo rincorreva intorno la tavola .Era il momento nostro,entravamo tutti a circondare la moglie e lui usciva di casa gridando :” E Ricordati che chi è uomo è sempre uomo !!!!!…”
D'inverno e d'estate girava per il paese, , per riparare ombrelli. Li raccoglieva in una sacca che appendeva alla spalla, per portarseli a casa se la riparazione richiedeva molto tempo. Se, invece, era di piccola entità, la eseguiva per strada utilizzando i piccoli arnesi che portava con sé in una borsa. Scherzando con la gente, e con la sua voce flebile gridava : “… 'aggiusta ‘'mbrèll …-
A noi piccoli ci regalava le aste rotte con le quali ricavavamo gli archetti ,pericolosissimi. Affilavamo su una pietra bagnata con lo “Sputo “ un lato ,rompevamo parzialmente l’occhietto e ne restava la sede per lo spago dell’arco . I portoni e le porte erano pieni di buchi
N. 5118 del 01/07/2009 14:56:27 - Nardino per Carmine ha scritto:
Appello condiviso appena posso li pubblicherò sul nostro giornale on-line in prima pagina ciao un saluto Nardino
N. 5117 del 01/07/2009 14:52:58 - ha scritto:
ciao Paolo noi tutti parenti di Sant'Agata auguriamo a Michele Ciciretti tanta fortuna, una sola curiosità di che Michele si tratta tuo figlio oppure Michele di Barletta ciao un abbracci Nardone
N. 5116 del 01/07/2009 14:42:59 - R.B. ha scritto:
“L’Ammola Forbc “
Era l’arrotino , che si annunciava con voce alta .” Ammola forbici e coltelli “ Era un mestiere che sollecitava la fantasia di noi piccoli. Veniva bloccato dalle mamme e lui si fermava , posizionava il trabiccolo che portava sulle spalle,lo preparava e cominciava a far ruotare la mola azionando un pedale che, tramite una puleggia, faceva girare la ruota di pietra abrasiva che era lubrificata dall’acqua che gocciolava da una lattina sospesa sulla mola stessa. L’uomo poi poggiava il coltello sulla pietra rotante e lì il momento magico… dalla pietra schizzava fuori un fiume di scintille multicolore. Molte si spegnevano subito ma alcune arrivavano fino a terra mentre noi avremmo passato delle ore fissi a guardare quella magia mentre le donne provavamo i coltelli appena riaffilati, tagliando pezzi stoffe …” ma l’accetta la putit affilà ?” “ come no !....” .....e la trasona si riempiva di voci ,di rumori , di risate , di un fascino ormai perduto……
N. 5115 del 01/07/2009 13:33:17 - Dragone ha scritto:
Un oriundo Santagatese in evidenza:
Auguri al neo Maestro di musica conservatorio di Bari 30/06/09
Michele CICIRETTI.
E un grosso augurone per l'ingresso in Polizia arr.22/06/09
N. 5114 del 01/07/2009 11:14:26 - Carmine a Nardino ha scritto:
Sarebbe utile "scaricare" i mestieri di una vota descritti da R.B. e tenerli da parte per farne una pubblicazione. Grazie.
N. 5113 del 30/06/2009 23:23:16 - Redazione per Gian lorenzo ha scritto:
ciao Gian Lorenzo benvenuto su questo portale,sono contento che sei rimasto soddisfatto della tua venuta a sant'agata mi dispiace che non ho avuto il piacere di conoscerti almeno vi avrei offerto un caffè, quando vuoi scrivi su queste pagine se ci invii qualcosa scritta in Word noi la pubblichiamo sul nostro giornale on-line se hai vecchie foto ed hai il piacere che gli altri li possono visionare ce li mandi in allegato alla posta redazione@santagatesinelmondo.it.Se sei rimasto contento di questo sito fai il passa parola e consiglialo ad altri amici santagatesi ti ringrazio e saluto Nardino Capano
N. 5112 del 30/06/2009 23:04:05 - R.B. ha scritto:
N. 5111 del 30/06/2009 22:55:34 - R.B. ha scritto:
“ LU VRECCIAIUOL”
era colui che produceva breccia... A S.Agata , frantoi per la produzione della breccia non esistevano , così stando le cose, questa veniva prodotta a mano dai lavoratori per ricoprire il manto stradale Per la sua produzione gli operai raccoglievano prima una grossa quantità di sassi nel posto scelto per lavorare. Se c'erano dei macigni li spaccavano con un martello o mazzetta che portavano sempre con sé e, quando tutto era pronto, si sedevano sulla giacca rivoltata e giù con la mazzetta a rompere quelle pietre, a ridurle nella misura predeterminata L'operaio, quando iniziava a lavorare, si sedeva per terra. Dopo, lavorando, aumentava il mucchio e lui vi si sedeva sopra, sempre più in alto, A fare “ lu vrecciaiuol “ non si guadagnava molto, anche perché non veniva considerato un mestiere vero e proprio. Lo si faceva maggiormente quando si stava disoccupati. Quindi era un'occupazione precaria, per non stare in paese a non far niente.Tutto il giorno seduti in quell'incomoda posizione, con una mano impegnata a picchiare con il mazzuolo sulle pietre e con l'altra a tenere le pietre, girarle e rigirarle per trovare la posizione giusta per spaccarle. Le dita erano ricoperte da una protezione di cuoio per proteggerle dalle continue sbucciature che ci si procurava. Ora non è rimasto neppure il ricordo di quelle strade bianche di ciottoli , quei ricordi sono molto pallidi, quasi inafferrabili , eppure correvamo a piedi nudi ( per evitare di tornare a casa con le scarpe rotte )e facevamo fatica a stare dietro a chi portava gli scarponi con le tacce ( cntredd ) ……….
N. 5110 del 30/06/2009 22:50:18 - ha scritto:
bravo lorenzo percio' il culo del leone e bello liscio sei stato tu a consumarlo!
N. 5109 del 30/06/2009 22:16:22 - R.B. ha scritto:
LU sanapurcid .......
Lu Sanapurcied……
Lo ricordo ancora con paura , “fai il bravo se no ti prende lu sanapurcied” e quando
lo sentivo gridare per annunciare il suo lavoro mi attaccavo alla gonna di mia madre
e non la lasciavo. Ma chi era ? e che faceva ?.
Castrava ,cioè toglieva o legava le ghiandole sessuali dei maiali.
Era una operazione di chirurgia . Per il maschio, la presenza degli organi sessuali comportava variazioni significative nel colore delle carni e nella quantità di grasso .
Quando la castrazione era riuscita bene, erano cancellati gli istinti sessuali e la carne migliorava.
Castrare non significava mutilare, ma guarire Chi castrava i maiali? La castrazione dei maschi era eseguita dai contadini, che intervenivano sui maialetti di poche settimane, asportando i testicoli. Per le femmine le cose erano diverse, in quanto le ovaie sono interne e si sviluppano solo ad una certa età. La castrazione delle femmine è una vera e propria operazione chirurgica, che è stata ben descritta da Carlo Levi, in Cristo si è fermato ad Eboli.
" è arrivato il sanaporcelle", era il grido che seguiva lo squillo della tromba del banditore…….