05/02/2009
SANT’AGATA IN FESTA PER LA CASTA PATRONA DI ORIGINE SICILIANA
Anche quest’anno donati alla popolazione i pani benedetti a forma di mammelle
di Samantha Berardino
Giunge attesissima anche quest’anno la Festa patronale in onore di Sant’Agata, la martire catanese a cui il nostro paese deve il nome.
La festa prevede la tradizionale distribuzione a tutta la popolazione dei pani a forma di mammelle per commemorare il martirio della Santa, a cui furono strappati i seni con una tenaglia.
Stamane, infatti, durante la Messa delle 8.30 presso la Chiesa di San Nicola sono stati benedetti i pani azzimi, cioè non lievitati come impone la tradizione religiosa fin dall’esodo degli Ebrei dall’Egitto, che ricordano il sacrificio della vergine di Catania, preparati da alcune devote donne del paese.
La celebrazione successiva, sempre nella Chiesa Matrice, sarà presieduta dal Vicario Generale Don Filippo Tardio.
È la stessa Amministrazione Comunale di Sant’Agata di Puglia a disporre la consegna delle devozioni casa per casa attraverso le ‘Agatine’, un gruppo di ragazze vestite con una tunica che ricorda l’abito della Santa.
In serata concluderanno la festa un’esibizione del Concerto Bandistico ‘Città di Sant’Agata di Puglia’ e uno spettacolo pirotecnico allestito in Piazza XX Settembre.
Martedì inoltre ricorreva la festa di San Biagio, vescovo armeno morto nel 316 per difendere la sua fede durante il periodo delle persecuzioni cristiane. Alle ore 9 e 17.30 nella Chiesa di San Michele Arcangelo (dove si trova il ‘Cappellone’ di San Biagio) Don Sante Dota ha celebrato la Santa Messa impartendo la benedizione della gola ai fedeli. San Biagio, infatti, era medico e i suoi devoti gli si rivolgono per la cura dei mali fisici ed in particolare per la guarigione dalle malattie della gola. É uno dei quattordici santi ausiliatori ed è anche protettore dei cardatori di lana e delle attività agricole.
Per l’occasione alla popolazione santagatese sono stati distribuiti ‘panelle e nastrini’, cioè sempre pani non lievitati di forma rettangolare con incisioni di quadratini, benedetti e adornati da fiocchetti colorati, che possono essere legati al collo di chi soffre di disturbi legati alla gola, e soprattutto dei bambini.
La nostra patrona invece, secondo la tradizione cristiana, è una giovane santa vissuta a Catania tra il III e il IV secolo. Il proconsole Quinziano, giunto alla sede di Catania per far rispettare l’editto dell’imperatore Decio che chiedeva a tutti i cristiani di rinnegare pubblicamente la propria fede, si invaghì della ragazza, consacrata a Dio fin da giovanissima, e le ordinò, senza successo, di ripudiare il proprio credo.
Dopo averla affidata ad una cortigiana di nome Afrodisia con lo scopo di corromperne i principi, Quinziano diede avvio ad un processo nei confronti di Agata che, dotta e saggia, ha lasciato alla tradizione parole memorabili e intensi dialoghi con il suo accusatore che ne testimoniano la purezza, la forza e la fede.
Rinchiusa in carcere, soggetta ad efferate violenze, fustigata e sottoposta all’estirpazione di una mammella, si dice che la notte fu visitata da San Pietro che la rassicurò e ne risanò le ferite.
Ma non basta perché Agata venne sottoposta anche al supplizio dei carboni ardenti prima di morire nella sua cella la notte del 5 febbraio 251.
Sant’Agata di Puglia, denominata nel periodo romano Artemisium in onore della dea Artemide, forse per il fatto che sulla cima della montagna vi era un tempio pagano, con l’avvento del Cristianesimo, e precisamente quando nel 592 per volontà di Papa Gregorio Magno le reliquie della martire Sant’Agata furono trasportate da Catania a Roma, Artemisium fu ribattezzata con il nome della Santa.
Video: Festa di Sant`Agata La Santa Messa del ringraziamento
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