Artemisium News
29/01/2009
PIAZZALE SAN ROCCO
Il filo della memoria in ricordo del Prof. Michele Antonaccio
di Michele Antonaccio
Un po` fuori S. Agata, su di una specie di promontorio, ricco di alberi, sorge una cappelletta, dedicata nel 1786 a S. Rocco, venerato dall’intero popolo, infatti moltissimi sono chiamati Rocco. Si entra, per così dire, nella festa il 15 agosto, la vigilia, allorché il quadro del Santo, preceduto dalla fiaccolata, viene portato in processione attraverso la piazza e le principali vie del paese. Dalla mattina presto del 16 si cominciano a celebrare le messe seguite dai fedeli anche in piedi sullo spiazzale per mancanza di posto nella cappelletta.
Un tempo venivano benedetti gli animali, pecore e buoi in particolare, dopo il tradizionale giro intorno alla chiesa.
Fino a qualche anno fa, due maialetti, mozzi d`un orecchio, completamente liberi, andavano lesti e sicuri di casa in casa per mangiare celermente della crusca,impastata con l’acqua bollente dei maccheroni, la << sciotta >> e, verso l’imbrurnire, ritornavano al porcile sistemato vicino alla cappella.Al momento giusto venivano venduti e con il ricavato si provvedeva alla manutenzione della chiesetta.Il posto ha la forma di un triangolo equilatero. Per la freschezza è preferito in agosto dai numerosi turisti che si soffermano fino ad ora tardi.
Non offre l’ampiezza di veduta del castello ma invita alla conversazione intima con pochi amici: sembra quasi un salotto, stile Luigi XV, in leggero contrasto con la veduta ampia e solenne che offre il Castello che, per completare il raffronto, sembra un salone stile Luigi XIV.
A nord-est si scorgono Piano delle Querce, Valle del Melo e, oltre il Frugno, Ultrino e Chiocche delle Cave. Dalla parte opposta, a nord-ovest, sono ben visibili il Cimitero e, giù, la Fontana Vecchia, unica fonte un tempo per l`assetato paese.
La solerte Amministrazione Provinciale sta facendo costruire una strada dalla Bastia ad Accadia con la diramazione verso Sant`Agata, che si rivelerà molto utile per la valorizzazione della contrada << La Cupa ». Di spalle alla chiesa, a nord, si notano Crispignano, Deliceto e Montuccio, d`aspetto corrucciato per il freddo che vi regna anche d’estate.
Questo massiccio monte ha dato origine ad un detto che è molto diffuso. Infatti, chi, quando fa caldo, indossa un indumento pesante si sente dire << Eh che! E` arrivata la neve a Montuccio! ». L`angolo sinistro dello spiazzale era preferito dal compianto professore Francesco De Carlo, uomo di vasta cultura, tra l’altro autore di << Dovere e Gloria » in onore dei Santagatesi caduti nella prima guerra mondiale.
Spesso con lui si commentavano i programmi d’insegnamento e si conveniva che per la storia e la geografia si sarebbe dovuto partire dal luogo di origine per risalire man mano agli argomenti d`interesse nazionale e mondiale.
Intanto i testi continuano ad iniziare le loro trattazioni con i soliti Assiri, Babilonesi ed Egiziani e con l’interminabile elenco degli affluenti di destra e di sinistra del Po.

Così scriveva qualche anno fa il Professor Michele Antonaccio
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