Nel Congresso Cattolico Italiano, tenutosi a Fiesole il 5 settembre 1896, si decise di comunicare al mondo cattolico l’iniziativa di papa Leone XIII di consacrare, in ricorrenza del Giubileo del 1900, a Cristo Redentore il mondo, di rendere “un grandioso omaggio a Dio” edificando 19 monumenti su altrettante alture italiane, dalle Alpi alla Sardegna” in ricordo dei 19 secoli della Redenzione.
Si costituì il “Comitato Internazionale Romano per l’omaggio a Gesù Redentore” che formò a Roma, nel 1899, una Commissione la quale accolse le numerosissime adesioni delle diocesi italiane e scelse le 19 vette su cui costruire un’edicola, un monumento, innalzare una Croce o collocare una statua del Redentore. Alle 19 vette si aggiunsero successivamente altre dodici, ma Sant’Agata di Puglia non risulta né nel novero del primo né del secondo elenco.
Già durante il Giubileo furono murate nella Porta Santa i mattoni (in tutto venti) fatti pervenire dalle prime venti località prescelte.
Si costituì anche a Sant’Agata un apposito Comitato, presieduto da mons. Giuseppe Danza, arciprete della matrice di S. Nicola, con la collaborazione di don Lorenzo Agnelli, storico santagatese e, con la forte volontà di tutto il popolo, aderì all’iniziativa del Papa: sul Monte (lu Monde) si sarebbe eretta una Croce, con il contributo economico di tutti, per celebrare la grande ricorrenza dei 19 secoli dalla nascita di Cristo e della redenzione dell’umanità
Il Monte, che è un rilievo di 716 metri e fronteggia il paese, si chiamò Monte della Croce. La sua posizione orografica rispondeva e risponde ad una delle condizioni proposte dal Comitato di Roma: “ben visibile e accessibile” per essere visitato dai fedeli.
Altra condizione: “collocare il simbolo sulla cima della montagna prescelta e celebrare prima del collocamento una messa sul luogo”.
Sul nostro Monte fu installata una monumentale Croce in pietra di Molfetta alta circa 8 metri, compresa la base, e fu benedetta l’8 giugno 1901, con la celebrazione di una s. Messa solenne e la partecipazione di una folla immensa di fedeli.
Così descrive l’Agnelli lo storico avvenimento (Cronaca di Santagata, p. 172):
“Il giorno 8 giugno 1901 il Clero, il Municipio, e tutto il popolo, senza distinzione di ceto, con la banda cittadina mosse processionalmente con le otto confraternite alla benedizione della Croce, e vi funzionò l’arc. Danza, che poscia sotto un apposito padiglione celebrò la messa solenne. Il valente predicatore don Francesco Fredella disse dei trionfi e delle speranze della Croce. Spettacolo stupendo fu l’udire L’Evviva al Cristo Redentore. L’atto solenne terminò nella chiesa madre di S. Nicola con il Te Deum”.
Una tempesta di vento abbatté dopo pochi giorni la Croce che fu subito sostituita da una in ferro, fatta fare in Napoli e benedetta, il 15 giugno 1902, da mons. Giuseppe Padula, vescovo di Bovino, come testimonia la lapide affissa nella chiesa di S. Nicola:
Josephus Padula / episcopus huius Dioecesis Bovini / XVII Kal. Julii MCMII / Crucem / in cacumine montis nostris erectam / magna comitante caterva / benedixit.
Tanto a conferma della forte e radicata devozione dei santagatesi per la Croce ed il Crocifisso, devozione secolare tramandata di generazione in generazione e già esplicata in particolare con una chiesa medievale intitolata alla S. Croce, che fu abbattuta nella prima metà del Cinquecento per costruire la “casa del capitano”. Al suo posto nel 1579 il vescovo di Bovino Angelo Giustiniani fece issare una Croce. Il luogo su cui sorgeva ora è Via Marconi.
Devozione confermata dalla “Croce Santa” che si trova nel tempietto del Calvario presso la chiesa di S. Maria delle Grazie, dalla costituzione in S. Nicola del comitato “Amor Crucis”, dal grande culto del Crocifisso in S. Andrea.
Per propagare il culto del Crocifisso, nel 1676 il generosissimo e devoto benefattore Giangiacomo Morese fece costruire in questa chiesa ex novo la cappella del Crocifisso e, con testamento rogato a S. Agata di Puglia dal notaio Carlo Zefilippo, il 3 febbraio 1687, la dotò di mille ducati d’oro e d’argento, che contribuirono a costituire il Monte del Crocifisso.
Al Crocifisso in S. Andrea, stupendo capolavoro di arte lignea del 1600, dal de Letteriis (2007) attribuito a Giacomo Colombo, è dedicata una navata.
Ogni anno, il 3 maggio, festa dell’Invenzione della Santa Croce, ed il 14 settembre, festa della Esaltazione della Santa Croce, devoti si recavano a pregare ai piedi di quel sacro simbolo. In particolare il 14 settembre, si va processionalmente, si prega e si distribuiscono Crocifissi a cura del Comitato “Amor Crucis”.
Questa pia pratica, purtroppo, è sospesa dal 1917 perché un devastante incendio distrusse, nel mese di luglio di quell’anno, tutto il patrimonio boschivo del Monte, e non è ancora possibile accedere. Esso costituiva, per la ricchezza della flora, della fauna, dei profumi del sottobosco, un luogo di grande valore biologico e di straordinario interesse naturalistico, ove la sacralità del Monte della Croce si arricchiva con la sacralità del bosco. Già per gli antichi il bosco era un luogo sacro e l’albero rappresentava il rapporto diretto della Terra con il Cielo, ed era il simbolo della vita.
Dal 14 settembre 1991 la monumentale Croce è costantemente illuminata, ed una lapide lo attesta con questa iscrizione: “Alla Croce di Cristo / Simbolo di fede / Faro di civiltà / Dedichiamo / Questa illuminazione / Permanente / Il Comitato “Amor Crucis” / Fedeli, Autorità civili e religiose/14 Settembre 1991”.
Dora Donofrio Del Vecchio
(Confraternita di S. Antonio e della SS.ma Annunziata)