Dall'Italia  Sun, 29 Mar 2020 23:54 Coronavirus, Burioni a CheTempoCheFa: «Numeri migliorano, raccogliamo frutto del nostro comportamento» - Coronavirus, Burioni a CheTempoCheFa: «Numeri migliorano, raccogliamo frutto del nostro comportamento» Le parole del virologo intervistato da Fabio Fazio su Raidue - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 22:17 Oltre 700 persone in coda alla Caritas di Napoli: vigilano i carabinieri - Oltre 700 persone in coda alla Caritas di Napoli: vigilano i carabinieri Le forze dell’ordine devono sovraintendere alla distribuzione di cibo ai bisognosi - Corriere Tv    Sun, 29 Mar 2020 21:25 Morte del piccolo Diego, la commozione in diretta della giornalista - Morte del piccolo Diego, la commozione in diretta della giornalista Maria Vittoria Morano, del TgR, non trattiene le lacrime leggendo la notizia - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 21:17 Coronavirus, Richeldi (Cts): «Ancora più rigidi nel rispetto misure» - Coronavirus, Richeldi (Cts): «Ancora più rigidi nel rispetto misure» Luca Richeldi, pneumologo del Comitato tecnico scientifico, in conferenza stampa alla Protezione civile - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 21:14 Coronavirus, Borrelli: «73.880 i malati, 3.815 più di ieri» - Coronavirus, Borrelli: «73.880 i malati, 3.815 più di ieri» 13.030 i guariti, 646 più di ieri - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 21:02 Bergamo siamo noi - Bergamo siamo noi Bergamo vuota in strada e piena negli ospedali - Corriere Tv    Sun, 29 Mar 2020 20:27 Coronavirus, Fontana a Domenica In: «Forse vicini al picco» - Coronavirus, Fontana a Domenica In: «Forse vicini al picco» Le dichiarazioni del governatore lombardo intervistato da Mara Venier su Rai 1 - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 20:25 Coronavirus, Borrelli: «756 decessi in piu' nella giornata di oggi» - Coronavirus, Borrelli: «756 decessi in piu' nella giornata di oggi» Il bollettino alla Protezione Civile - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Sun, 29 Mar 2020 20:05 Come fare la spesa in tempo di Coronavirus - Come fare la spesa in tempo di Coronavirus Dalla (preziosissima) lista compilata a casa al lavarsi le mani (e non toccarsi naso, occhi e bocca nel supermercato). - CorriereTV    Sun, 29 Mar 2020 20:05 Coronavirus, Gallera: «In Lombardia 1592 contagi in piu', in leggero calo rispetto a ieri» - Coronavirus, Gallera: «In Lombardia 1592 contagi in piu', in leggero calo rispetto a ieri» Le parole dell'assessore lombardo - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Sun, 29 Mar 2020 18:23 #iorestoacasa, le note di Morricone in versione rock scaldano una piazza Navona deserta - #iorestoacasa, le note di Morricone in versione rock scaldano una piazza Navona deserta La versione rock della colonna sonora di "C'era una volta in America" eseguita da Jacopo Mastrangelo - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 17:34 Coronavirus, Papa: «Stop a tutte le guerre, ora impegno comune» - Coronavirus, Papa: «Stop a tutte le guerre, ora impegno comune» Così Francesco al termine dell'Angelus - LaPresse/AP    Sun, 29 Mar 2020 16:50 Coronavirus, al via la sanificazione delle strade di Genova - Coronavirus, al via la sanificazione delle strade di Genova Veicoli idranti di Amiu e Polizia in azione - Ansa    Sun, 29 Mar 2020 16:49 Coronavirus, negli uffici di Youtility: il call center dove lavorava Emanuele, morto a 34 anni - Coronavirus, negli uffici di Youtility: il call center dove lavorava Emanuele, morto a 34 anni Stasera a «Non è l’Arena» le parole della General Manager di Youtility Sara Sorbino a seguito della morte di Emanuele, tra le più giovani vittime di Covid-19 nel Lazio: «Abbiamo sanificato non dovevo chiudere l’azienda» - Corriere Tv    Sun, 29 Mar 2020 16:45 Coronavirus, il sabato sera di Genova: città deserta - Coronavirus, il sabato sera di Genova: città deserta Silenzio assordante in una città vuota - Ansa    
Artemisium News
20/03/2020
DEDICATO A CHI HA CONOSCIUTO POCO E MALE MIO PADRE, IL MAESTRO CICCILLO CELA
Dedicato alle mie cugine, Annarita ed Enza Pina, che hanno spezzato la catena della delusione, solo con la propria morte.
di Sabrina Cela
E’ stato bello, per entrambi, esserci conosciuti come padre e figlia in questo viaggio esistenziale, in un diacronico da cui ti sei allontanato sette anni fa, per iniziare un sincronico che, forse, ti ha riportato a te, alla tua essenza. Sento il dolore della tua assenza, pur avendoti dentro di me.  Ti ho ritrovato, questa estate, passeggiando per il tuo paese, Sant’Agata di Puglia! Ho sentito il tuo profumo, il tuo godere delle piccole cose, comprese le passeggiate sulla piazza e il tuofischiettarci da lì su, per dirci che saresti rientrato presto, oppure per chiederci se ci serviva la frutta o il latte. Ci siamo fatti compagnia, insieme al movimento di una estate diversa per me; era come se tu mi aiutassi a collocarmi al centro di me stessa, per ascoltare il mio respiro, insieme a te, che mi cullavi. Ti sei fatto conoscere poco da me, imprigionato come eri in schemi culturali e restrizioni di obblighi doveri, che hanno incatenato la tua scintilla vitale, la tua vera natura. Sei stato l’esempio in cui la cultura in cui sei vissuto, l’hai fatta coincidere esattamente con la tua natura. Anni fa, nei primi momenti di sofferenza, mi scagliavo contro di te e la tua chiusura. Mi dicevano che, a quei tempi, era così: la mentalità era quella. Spiegazioni assurde e banali per una come me, assetata di conoscenza e di sapere profondo. Era normale, vivere così ma, profondamente ingiusto. Molta gente ha vissuto incatenata, come te, e sembrava felice e realizzata. Tu eri triste e, l’allontanarti dal tuo paese ti ha liberato da costrizioni culturali, ma ti ha fatto anche perdere te stesso... Lentamente. Avevi paura dell’ignoto perché avevi sofferto molto durante l’infanzia. Una sofferenza mai elaborata e taciuta, anche a noi figli, correttamente allineata con il tuo bisogno di non rendere palesi i tuoi desideri o le ingiustizie subite. La mia vita è stata un cercare di non tradirti. Di cercare una strada per raggiungerti, per sentirti, per elaborare insieme il tuo dolore, causato dalla morte prematura del tuo papà avvenuta, quando avevi solo due anni e tu, nonostante i pianti e gli strilli di tua madre che, insieme alla sofferenza per la grande perdita, metteva alla luce il suo settimo figlio, giocavi indisturbato con le tue brachette corte e i riccioli che ti incorniciavano il viso. Nonna non voleva sfamare l’ultima nata e, nonostante l’avesse chiamata come il defunto marito, Michelina, non l’amò subito, decise di non allattarla, fino a quando non la costrinsero.  Voi, piccolini, vi rendeste conto di ciò che stava succedendo quando, insieme ai tuoi fratelli e sorelle, andaste da vostra madre per chiedere qualcosa da mangiare. Non c’era niente. Dì lì il tuo grande amore per i poveri, insieme alla paura di spendere dei soldi per qualsiasi cosa.  Paura di rimanere senza un quattrino, paura di non avere neppure una arancia per fare una insalata con le olive essiccate al sole. Da queste paure non ne sei uscito più. La tua generosità verso il prossimo l’abbiamo vissuta, e anche un po' subita, noi figlie quando i tuoi alunni venivano ad invadere casa nostra, per avere qualcosa da mangiare e tu, tra una lezione pomeridiana, per dare una mano ai più svogliati, e un rimprovero, ci obbligavi a dividere la merenda fatta di pane e nutella oppure pane e zucchero. Le fette che preparavi erano più piccole per noi, perché gli altri erano più bisognosi anche la nutella doveva durare fino alla vostra nuova andata a Foggia, dove vendevano il dolce proibito in barattoloni di metallo che, poi, servivano come porta biscotti. Sei nato nel lutto e nella fame e hai sviluppato una forte generosità che mi hai trasmesso, come dono regalo, nella dote da sposa e da donna. Una generosità che, poi, ho dovuto equilibrare con l’esterno come molte, forse, troppe cose mie. Sant’Agata bella e ostile. Ci ha regalato un sogno di protezione infinita ma, anche, di poche possibilità di crescita e di scambio. Era ciò che nostra madre voleva per noi, palestre, pianoforte, cinema… Ma io e Cinzia eravamo come te, sobrie, amavano, invece, accucciarci sotto le coperte per ricostruire l’utero santagatese che ci ha protette ma, anche allontanate da una realtà esterna che ci ha imposto, in tal modo, per anni di non sentirci all’altezza. Mio padre crebbe con Don Remigio, cognato di nonna, che gli impose divieti fortissimi e castrazioni dittatoriali, in cambio di un piatto caldo e la possibilità di studiare. Mia nonna continuava a lavorare, per cognate ricche, che la mandavano a lavare i panni alla fontana vecchia per poche lire sicure e oneste. Le sorelle zia Marianna, zia Bice, zia Michelina, sono vissute con la paura di commettere errori e con la rassegnazione di donne destinate anche ad un matrimonio senza amore. Hanno tutte vissuto nel lutto, ognuna sviluppando parti diverse ma, sempre e profondamente rispettose della Santa Madre Chiesa. Dovevano molto allo zio prete e avevano capito, sin da subito, che il loro compito era ubbidire. Mio padre avrebbe voluto ribellarsi a questo ordine pre-stabilito, non ha mai avuto il coraggio di farlo.  So che dentro di lui c’era una sete di conoscenza che poi riversò negli studi della geografia e della storia. Leggeva e rileggeva quei libri ma, non sapeva andare oltre, nessuno gli aveva donato la strada per una conoscenza più globale e profonda. È quello che sto facendo io, papà, anche per te. Solo così posso spezzare le catene che ci tengono ancora imprigionate a luoghi comuni che non saziano più nessuno e questa pandemia ce lo sta facendo vedere. L’esistenza ha bisogno di tornare alle origini, da dove è partita la vita, dal viaggio a ritroso che tutti noi abbiamo fatto nell’utero materno. Non far finta di non capire perché eri il solo che ascoltavi i miei scritti, quando il pomeriggio te li leggevo per telefono e mi apprezzavi senza sbilanciarti troppo perché tu non avevi avuto un padre, ma solo uno zio che ti va raddrizzato, se pur con buone intenzioni. Il secondo grande lutto tuo è stata la perdita di un occhio, non avvenuta come garzone, come qualcuno ciancia ma, per riparare la ruota di una vecchia bici di tuo cugino. La tua postura, sin da allora, fu quella di coprirti l’occhio; perché il tuo dolore, la tua sofferenza non l’avevi mai elaborata, se lo avessi fatto, avresti mostrato, con molta dignità, ciò che a cui avevi sopravvissuto. Non potevi cedere e far vedere apertamente la tua fragilità. Sant’Agata, amata e odiata nella nostra famiglia, sacrificando il buon senso di non creare in me una schizofrenia di amore tra te e mamma. Un non voler deludere uno e non voler far soffrire l’altro. E lì mi sono persa in un simbolico che non mi apparteneva e, in cui, non mi sono mai ritrovata. Ci sono voluti tanti momenti di sofferenza, tanti attraversamenti del negativo, per sentirmi sufficientemente autorevole e un po' più auto-referenziale. Tutto il mondo, se non evolve e cresce, con umiltà è destinato a dare alle proprie discendenze catene sempre più forti. Chi ha scelto di sconfiggere l’esterno con la rabbia, raccoglierà briciole. Chi ha scelto di stare nel proprio orticello, si sentirà sempre più stretto e non scoprirà mai la bellezza di un FUI perché, piccole cose diventeranno eterne e non si moltiplicheranno. Lo dice la Bibbia. Lo capisce maggiormente chi ha un sapere globale. 
Ringrazio il Progetto Nuova Specie, la Fondazione Nuova Specie e il suo Presidente dottor Mariano Loiacono, perché hanno dato un senso alla mia vita, mi hanno avvicinato ad un sapere globale, mi hanno spinto verso di te, maestro Ciccillo. 
Facebook Twitter Google+
Autorizzazione del Tribunale di Foggia n.20 del 20 settembre 2006
Direttore Responsabile Samantha Berardino



Quotidiano di Video Informazione on-line. Direttore Responsabile: Samantha Berardino
Reg.Trib. di Foggia n.20 del 20 settembre 2006. Tutti i diritti sono riservati.
Direzione e Redazione: Via G.Garibaldi, 44 - 71028 Sant'Agata di Puglia (FG) Tel. +39 0881 984319 - +39 368 7216910
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni: Leonardo Capano redazione@santagatesinelmondo.it

Tutto il materiale presente in questo sito è strettamente riservato - è vietato l'utilizzo dei contenuti del sito senza l'autorizzazione dei gestori. Privacy Policy | Cookie Policy