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Artemisium News
13/04/2019
IL FOGGIA AFFONDA IN LAGUNA
Il Foggia affonda in laguna: 1-0 Sconfitta evitabile a Venezia. Decide un discutibile penalty ma i rossoneri sono inconcludenti di Lino Mongiello Venezia, 14 aprile 2019. Gli effetti dei piagnistei del d.g. Scibilia hanno avuto risposte immediate e si sono visti al Penzo. Dove il Sig. Aureliano, uno abituato a “sviste” e ad assurgere a protagonista, ne ha combinate di tutte i colori. Ha concesso ai veneti, con benevolenza, un calcio di rigore sul quale ci sarebbe molto da discutere, poi ne ha negati un paio al Foggia, consentendo al Venezia di aggiudicarsi il match-spareggio. Il fischietto bolognese non ha sbagliato solo negli episodi chiave ma ha anche diretto a senso unico, permettendo poi ai padroni di casa una condotta di gara ostruzionistica ed anti sportiva. Probabilmente, la scarsa propensione a dirigere match così importanti, lo porterà presto a calcare i campi della massima serie. Di danni ne aveva già procurati in C e fu promosso tra i cadetti. Evidentemente, nel calcio, funziona così. Comunque, in ogni caso, il Foggia deve prendersela principalmente con sé. L’incapacità nel tradurre in gol l’enorme mole di possesso palla è stato ed è tutt’ora uno dei motivi del flop foggiano. Gli errori commessi in fase di ristrutturazione del già funzionante giocattolo si pagano a caro prezzo. E adesso si rischia di compromettere la stagione. Sicuramente la categoria è in pericolo. E se malauguratamente dovesse concretizzarsi la discesa in C, sarebbe davvero un disastro. Per cui si chiede a tutti massimo impegno e concentrazione. Le ultime 5 sfide dovranno essere giocate col coltello tra i denti e alzando la voce in Federazione. Troppi sono stati i torti sinora subìti dal club dauno. Sarebbe ora di finirla. Comunque, dicevamo, il Foggia ha pagato a caro prezzo i propri errori. La gara contro l’inconsistente Venezia era da vincere. Per quanto espresso sul campo i rossoneri avrebbero meritato i tre punti. Invece è andata diversamente. La vittoria premia i padroni di casa, che incassano punti pesanti, senza aver mai tirato in porta. Ma lo sterile Foggia non ha fatto meglio. Tanto possesso palla improduttivo e almeno quattro palle gol create che andavano sfruttate meglio. Proprio l’approccio al match è stato abbastanza positivo. Ma Deli (4’ e 5’) è mancato brillantezza in fase conclusiva. Svanita la possibilità di colpire nei primi minuti, il Foggia ha costantemente tenuto in mano il pallino del gioco, senza impensierire più di tanto il portiere dei lagunari, quasi ad accontentarsi del pari. Ed ecco che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Siamo al 33’ e Iemmello nel tentativo di spazzar via la sfera dalla propria area non si accorge della presenza di Lombardi che comunque non viene neppure sfiorato. Il Sig. Aureliano non attende altro e concede il calcio di rigore. I rossoneri protestano inutilmente. Tutto è già segnato. Alla battuta va Di Mariano (34’) che manda il pallone a sbattere sul palo interno prima di termina in rete. Sarà il gol che deciderà l’esito del match. Il Foggia prova a reagire ma conferma difficoltà in chiave offensiva. In avvio di ripresa i rossoneri ripartono con determinazione e, come nella prima frazione, Zambelli (4’) calcia di poco fuori bersaglio e Iemmello (6’) trova la deviazione di un difensore sul tiro a colpo sicuro. Il Foggia poi si spegne anche perché il Venezia escogita e mette in atto tutte le misure ostruzionistiche ed antisportive per rallentare la possibilità di riscossa degli ospiti. Con la compiacenza del direttore di gara. Così il Foggia stenta a trovare uomini nell’area dei padroni di casa e creare pericoli. Nemmeno la veemente e costante spinta dei 2.000 giunti da ogni dove serve a qualcosa. Un sussulto lo procura Mazzeo (30’) con la conclusione respinta d’istinto da Vicario, su assist di Iemmello. Il Foggia continua a spingere con la forza della disperazione. Almeno il pareggio lo meriterebbe. Grassadonia inserisce forze fresche, forse sbagliando i cambi. Infatti non cambia nulla. I minuti trascorrono inesorabili e per il Foggia cala il buio sul futuro del suo campionato. Non c’è più nulla da registrare sino al 96’, tranne qualche timida protesta per presunti calci di rigore richiesti dai rossoneri. La sconfitta, probabilmente, era già scritta. Il Foggia ha dato una grossa mano. E adesso tutto diventa più difficile. Anche conquistare un posto nei playout. Ci vorrà un miracolo. VENEZIA - FOGGIA 1-0 Marcatore: 34’ p.t. Di Mariano (rig.). Venezia (3-5-2): Vicario 6.5; Bruscagin 6, Modolo 6, Domizzi 6.5; Pinato 5.5, Lombardi 5.5 (40’ st Mazan sv), Schiavone 5.5 (32’ st Besea sv), Zennaro 5.5, Coppolaro 5; Di Mariano 6, Bocalon 5.5 (47’ st Vrioni sv). A disposizione: Facchin, Lazzerini, Suciu, St Clair, Rossi, Cernuto, Zampano, Pimenta, Soldati. Allenatore: Cosmi 6. Foggia (3-5-2): Leali 6; Martinelli 6, Billong 6, Ranieri 6; Zambelli 5.5 (17’ st Agnelli 6), Gerbo 6 (38’ st Matarese sv), Greco 6, Deli 6 (32’ st Chiaretti sv), Kragl 5; Iemmello 5, Mazzeo 6. A disposizione: Di Stasio, Noppert, Loiacono, Arena, Cicerelli, Galano, Boldor, Busellato. Allenatore: Grassadonia 5. ARBITRO: Gianluca Aureliano di Bologna 4; 1° assistente: Giuseppe Borzomì di Torino 4; 2° assistente: Pasquale Cangiano di Napoli 4; 4° ufficiale: Francesco Guccini di Albano Laziale. Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 6.000 circa (oltre 2.000 i tifosi rossoneri presenti al Penzo). Ammoniti: Pinato, Lombardi, Besea (V), Zambelli, Martinelli (F). Angoli: 8-2 per il Foggia. Recupero: 2'-5'. Nella foto l'azione incriminata del calcio di rigore Sconfitta evitabile a Venezia. Decide un discutibile penalty ma i rossoneri sono inconcludenti di Lino Mongiello
di Lino Mongiello

Venezia, 14 aprile 2019. 

Gli effetti dei piagnistei del d.g. Scibilia hanno avuto risposte immediate e si sono visti al Penzo. Dove il Sig. Aureliano, uno abituato a “sviste” e ad assurgere a protagonista, ne ha combinate di tutte i colori. Ha  concesso ai veneti, con benevolenza, un calcio di rigore sul quale ci sarebbe molto da discutere, poi ne ha negati un paio al Foggia, consentendo al Venezia di aggiudicarsi il match-spareggio. Il fischietto bolognese non ha sbagliato solo negli episodi chiave ma ha anche diretto a senso unico, permettendo poi ai padroni di casa una condotta di gara ostruzionistica ed anti sportiva. Probabilmente, la scarsa propensione a dirigere match così importanti, lo porterà presto a calcare i campi della massima serie. Di danni ne aveva già procurati in C e fu promosso tra i cadetti. Evidentemente, nel calcio, funziona così. Comunque, in ogni caso, il Foggia deve prendersela principalmente con sé. L’incapacità nel tradurre in gol l’enorme mole di possesso palla è stato ed è tutt’ora uno dei motivi del flop foggiano. Gli errori commessi in fase di ristrutturazione del già funzionante giocattolo si pagano a caro prezzo. E adesso si rischia di compromettere la stagione. Sicuramente la categoria è in pericolo. E se malauguratamente dovesse concretizzarsi la discesa in C, sarebbe davvero un disastro. Per cui si chiede a tutti massimo impegno e concentrazione. Le ultime 5 sfide dovranno essere giocate col coltello tra i denti e alzando la voce in Federazione. Troppi sono stati i torti sinora subìti dal club dauno. Sarebbe ora di finirla. Comunque, dicevamo, il Foggia ha pagato a caro prezzo i propri errori. La gara contro l’inconsistente Venezia era da vincere. Per quanto espresso sul campo i rossoneri avrebbero meritato i tre punti. Invece è andata diversamente. La vittoria premia i padroni di casa, che incassano punti pesanti, senza aver mai tirato in porta. Ma lo sterile Foggia non ha fatto meglio. Tanto possesso palla improduttivo e almeno quattro palle gol create che andavano sfruttate meglio. Proprio l’approccio al match è stato abbastanza positivo. Ma Deli (4’ e 5’)  è mancato brillantezza in fase conclusiva. Svanita la possibilità di colpire nei primi minuti, il Foggia ha costantemente tenuto in mano il pallino del gioco, senza impensierire più di tanto il portiere dei lagunari, quasi ad accontentarsi del pari. Ed ecco che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.  Siamo al 33’ e  Iemmello nel tentativo di spazzar via la sfera dalla propria area non si accorge della presenza di Lombardi che comunque non viene neppure sfiorato. Il Sig. Aureliano non attende altro e concede il calcio di  rigore. I rossoneri protestano inutilmente. Tutto è già segnato. Alla battuta va  Di Mariano (34’) che manda il pallone a sbattere sul palo interno prima di termina in rete. Sarà il gol che deciderà l’esito del match. Il Foggia prova a reagire ma conferma difficoltà in chiave offensiva. In avvio di ripresa i rossoneri ripartono con determinazione e, come nella prima frazione, Zambelli (4’) calcia di poco fuori bersaglio e Iemmello (6’) trova la deviazione di un difensore sul tiro a colpo sicuro. Il Foggia poi si spegne anche perché il Venezia escogita e mette in atto tutte le misure ostruzionistiche ed antisportive per rallentare la possibilità di riscossa degli ospiti. Con la compiacenza del direttore di gara. Così il Foggia stenta a trovare uomini nell’area dei padroni di casa e creare pericoli.  Nemmeno la veemente e costante spinta dei 2.000 giunti da ogni dove serve a qualcosa. Un sussulto lo procura Mazzeo (30’) con la conclusione respinta d’istinto da Vicario, su assist di Iemmello. Il Foggia continua a spingere con la forza della disperazione. Almeno il pareggio lo meriterebbe. Grassadonia inserisce forze fresche, forse sbagliando i cambi. Infatti non cambia nulla. I minuti trascorrono inesorabili e per il Foggia cala il buio sul futuro del suo campionato. Non c’è più nulla da registrare sino al 96’, tranne qualche timida protesta per presunti calci di rigore richiesti dai rossoneri. La sconfitta, probabilmente, era già scritta. Il Foggia ha dato una grossa mano. E adesso tutto diventa più difficile. Anche conquistare un posto nei playout.  Ci vorrà un miracolo.

VENEZIA - FOGGIA  1-0

Marcatore: 34’ p.t. Di Mariano (rig.).

Venezia (3-5-2): Vicario 6.5; Bruscagin 6, Modolo 6, Domizzi 6.5; Pinato 5.5, Lombardi 5.5 (40’ st Mazan sv), Schiavone 5.5 (32’ st Besea sv), Zennaro 5.5, Coppolaro 5; Di Mariano 6, Bocalon 5.5 (47’ st Vrioni sv). A disposizione: Facchin, Lazzerini, Suciu, St Clair, Rossi, Cernuto, Zampano, Pimenta, Soldati. Allenatore: Cosmi 6. 

Foggia (3-5-2): Leali 6; Martinelli 6, Billong 6, Ranieri 6; Zambelli 5.5 (17’ st Agnelli 6), Gerbo 6 (38’ st Matarese sv), Greco 6, Deli 6 (32’ st Chiaretti sv), Kragl 5; Iemmello 5, Mazzeo 6. A disposizione: Di Stasio, Noppert, Loiacono, Arena, Cicerelli, Galano, Boldor, Busellato. Allenatore: Grassadonia 5.

ARBITRO: Gianluca Aureliano di Bologna 4;
1° assistente: Giuseppe Borzomì di Torino 4;
2° assistente: Pasquale Cangiano di Napoli 4;
4° ufficiale: Francesco Guccini di Albano Laziale.

Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 6.000 circa (oltre 2.000 i tifosi rossoneri presenti al Penzo). Ammoniti: Pinato, Lombardi, Besea  (V), Zambelli, Martinelli     (F). Angoli: 8-2  per il  Foggia. Recupero: 2'-5'.

Nella foto l'azione incriminata del calcio di rigore

 

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