Artemisium News
01/03/2019
GIUSEPPE SCHIAVONE, IL CAPOBRIGANTE FORTE ED AUDACE
di Dora Donofrio Del Vecchio

 

II

Giuseppe Schiavone è passato agli onori della cronaca e della storia, oltre che per essere stato tra i briganti “il più umano e più prode”, per la sagacia, sveltezza e pratica militare che gli fecero meritare l’appellativo di “sparviero”. Il Bourelly dice che “niun capo brigante ebbe malauguratamente tanti successi sulla truppa quanti ne ebbe lo Schiavone il quale tenne la campagna per più anni in quattro provincie”, associando la sua banda a quella di altri noti e famosi capibriganti tra cui Crocco, Michele e Giuseppe Caruso, Donato Tortora, Giuseppe Nicola Summa alias Ninco Nanco, Sacchitiello, Marciano Lapia, Antonio Petrozzi. Della sua comitiva fecero parte briganti delle bande di Zungoli, Accadia, Deliceto, Ascoli, Greci, Savignano, Montecalvo, Casalbore, e molti briganti lucani, calabresi, molisani ed abruzzesi.

Schiavone, ex sergente borbonico, assunse il titolo di capitano e diede un’impronta spiccatamente legittimista a tutte le sue imprese. Abbracciò la causa di Francesco II di Borbone, la ritenne giusta e la difese con coerenza e coraggio.

 Ciò lo portò ad attaccare i rappresentanti dei poteri del nuovo Stato, l’esercito savoiardo, le Guardie nazionali, chi collaborava con loro nello sterminio dei briganti, i ricchi proprietari.

Il 9 ottobre 1861 attaccò i Lancieri di Milano in tenimento di Ascoli; il 10 dicembre 1861, la forza pubblica in Ascoli; il 13 febbraio 1862  la Guardia Nazionale in Corleto di Ascoli; il 30 marzo 1862 Schiavone e Petrozzi ed altri 200 briganti attaccarono in località Orto la Noce di Ascoli il 2° squadrone Cavalleggeri di Lucca: 17 militari persero la vita, gli altri in fuga verso Stornarella in cerca di aiuto da quella Guardia nazionale, furono inseguiti. Molti cittadini andarono loro incontro sventolando fazzoletti bianchi e gridando “Viva Francesco II”. A dar man forte ai rivoltosi giunsero uomini da Stornara.

Lungo, molto lungo è l’elenco degli scontri ed attacchi alle forze dello Stato: Non ci fu corpo dell’esercito italiano che non contò feriti e caduti negli scontri e negli attacchi dello “Sparviero”, che ebbe il coraggio di fronteggiare presso Bovino persino la Commissione d’inchiesta parlamentare sul brigantaggio, il 28 gennaio 1863, la quale muoveva alla volta della Puglia, scortata da Cavaleggeri e Lancieri con Guardie nazionali.

   Contro la banda Schiavone furono mandati battaglioni di bersaglieri, compagnie di fanteria, Guardie nazionali, carabinieri.

   Il prefetto Sigismondi di Benevento definì il nostro brigante “terrore della Baronia” e a fine giugno del 1863, temendo il sacco della città, autorizzò il pagamento del riscatto di 50.000 lire.  

   Schiavone era velocissimo negli spostamenti, inafferrabile.

Ma non furono solo vittorie quelle di Schiavone. Molte volte sorpreso dalle truppe di linea contò morti e feriti fra i suoi briganti, ad anche lui corse seri pericoli in vari attacchi. In uno dei tanti scontri con i Bersaglieri si salvò solo per la prontezza ed abilità di Filomena Pennacchio che uccise un capitano.

 

 N.B. Per il testo completo con i riferimenti archivistici e bibliografici vd. D. Donofrio Del Vecchio, Variae. Storia e storie di Puglia, Delta Tre Edizioni, Grottaminarda (AV), 2017, pp. 227-247.

Dora Donofrio Del Vecchio

 

 

 

Facebook Twitter Google+
Autorizzazione del Tribunale di Foggia n.20 del 20 settembre 2006
Direttore Responsabile Samantha Berardino



Quotidiano di Video Informazione on-line. Direttore Responsabile: Samantha Berardino
Reg.Trib. di Foggia n.20 del 20 settembre 2006. Tutti i diritti sono riservati.
Direzione e Redazione: Via G.Garibaldi, 44 - 71028 Sant'Agata di Puglia (FG) Tel. +39 0881 984319 - +39 368 7216910
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni: Leonardo Capano redazione@santagatesinelmondo.it

Tutto il materiale presente in questo sito è strettamente riservato - è vietato l'utilizzo dei contenuti del sito senza l'autorizzazione dei gestori. Privacy Policy | Cookie Policy