Artemisium News
23/06/2018
IL MIO PAESE MAGICO
di MaestroCastello
 

"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."

Tutte le volte che penso a Sant'Agata mi torna alla memoria Pavese e la sua "la luna e i falò", parole che mi calzano addosso come un vestito cucito da un sarto apposta per me.

Sant'Agata è incantevole,

Sant'Agata è magica;

e tornarvi ogni volta è come ritornare dalla propria amata.

Sant'Agata è insieme un libro di storia, un album di fotografie dov'è scritta la tua vita.

Aggirarsi per i suoi vicoli la sera, fa scattare la magìa.

Gli altri sono in piazza a gioire del piacere di rivedersi dopo un anno tra musica e frastuoni; e tu da solo a fissare in silenzio casette a cui hanno messo in vista la pietra viva che le veste.

Ti sovviene chi le abitava, rivedi i loro volti e ti chiedi in quale parte del mondo saranno ora quei ragazzi. Sono tutti viventi? Con i più giovani ci hai anche giocato da piccolo; certo, ora saranno invecchiati.

Arrivato al Chiancato, la mente dà il ciak finalmente ai ricordi. Si gira Amarcord di Fellini: la piazza ritorna la piazza di prima, anni sessanta: ritorna lu fundanìne al suo posto e la gente in fila con secchi e barili e lo spazio si riempie re uagnùne di ogni fascia d'età. Chi scióca a li tàcchere, chi a nnascunnìglie, chi a trombóne. Guardo la Madonnina nella sua nicchia e sento nonna Mariannina che mi dice : "Giovà, rì na préhiéra a la Marònna". Penso ai favoni nei giorni di vigilia del santo, rivedo gli asini carichi di legna di ritorno dalla campagna e il padrone appeso alla coda.

Scendo verso casa mia e ho un tuffo al cuore : rivedo il viso dolce di mia madre sull'uscio di quella che era la mia casa da bambino.

Che matto che sono, dovrei scendere in piazza e vedere amici. Lo faccio.

Quanta gente che affolla la piazza stasera a vedere un mago di fama, Silvan; ma la mia magìa l'ho appena vissuta in zona Castello ed è un ricordo che mi porterò quando andrò via, assieme ai taralli, l'origano e le altre squisitezze di questo magico borgo.

Buona vita!

 


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