19/03/2017
AUGURI PAPA'
di Antonietta Pagliarulo

Voglio ricordarlo cosi, con i panni da lavoro,mio padre.Dopo aver imparato a Foggia il mestiere di ramaio,come ama dire lui,torno' a S.Agata e apri' bottega,a la Portanova.
Lavorava e fischiava perche'" il lavoro viene meglio",dice e era felice tra i colombi,la sua grande passione.
Un giorno decise che Napoli era la citta' giusta,la citta' dove avrebbe voluto vivere e nel '72 lasciammo S.Agata.Io non ero felice,il distacco fu doloroso,pensavo con profonda nostalgia alla mia strada,ai miei compagni ,alle ore infinite di gioco intorno al castello. Nonostante io tenessi tutto nascosto dentro,lui se ne accorse e un giorno,difronte al mio cupo silenzio disse:a Napule eja sempe juorne! Il ripostiglio di casa divenne la sua bottega,l'arte da ramaio che aveva l'ha sempre onorata,assistevo alle sue magie,da umile metallo creava gli oggetti piu' originali,non poneva mai limite alla creativita'.E oggi e' ancora cosi',taglia,salda,martella ma e' solo,non c'e' piu' mia madre a ricordargli:Peppi',nun fe' rumore..