Aspettavo da tempo la pubblicazione di questo libro che già conoscevo inedito, perché l'amico Pasquale Palazzo me l'aveva fatto leggere un paio di anni fa per avere un parere personale. Lo trovai subito interessante per l'argomento trattato e per l'intreccio tra storia personale e cibo che, in molteplici forme, fa da comune denominatore all'intera sua narrazione. La sua è una storia accattivante che racconta di emigrazione da un Sud che offriva poco ad un giovane degli anni sessanta, voglioso di fare esperienze. Chiaramente questa valigia che vedete in copertina agli inizi era una valigia di cartone come tante in partenza dal paese, dentro Pasquale vi portava sogni e speranze che all'alba lasciano spesso l'amaro in bocca e così fu agli esordi per lui. Ma sappiamo che chi vuol fare qualcosa sul serio trova una strada, gli altri solo una scusa e Pasquale, da santagatese dinamico e caparbio qual era, non s'arrese. Dopo il rientro in Italia ed aver assolto il servizio militare, partì per l'avventura di rappresentante di macchine per l'edilizia che lo portó in giro continuo per l'Italia. Pasquale, da sempre amante della buona tavola, per la pausa-pranzo dei suoi viaggi ha avuto occasione di scoprire piatti caratteristici di ogni regione italiana, di scoprire gusti nuovi e tutto questo ce lo racconta in queste pagine. Il libro è non solo racconto, ma occasione di spunti e riflessioni interessanti sulle bellezze del nostro Bel Paese, conoscenza di usi, costumi e tradizioni di luoghi distanti da quelli dell'autore; non per niente lui afferma che a tavola ha imparato più che dai libri. Pasquale non ha mai avuto difficoltà di farsi capire, perché a tavola noi italiani, da nord a sud, parliamo tutti lo stesso linguaggio ed è proprio vero che là dove non è riesce la politica, il cibo ci mette tutti d'accordo. Il libro continua a parlare degli sviluppi della carriera lavorativa dell'autore e dei suoi spostamenti, ma sempre a contatto con la buona tavola e sempre all'insegna della genuinità. Il capitolo che tocca le corde del cuore è senz'altro quello dedicato all'amicizia. Pasquale Palazzo lo conoscono tutti in paese, un tipo generoso e gioviale, con la battuta sempre pronta, sempre attorniato da una marea di amici, così era da ragazzo e così lo vedete adesso. Con gli amici storici il feeling non s'è mai interrotto e, tornando al paese, ha voluto ricreare il gruppo di un tempo e, assieme alle loro consorti, riunirsi periodicamente nelle masserie dell'uno o dell'altro per celebrare la loro amicizia che invecchia con loro. Tante altre cose tralasciate volutamente in questo post le potrete leggere su CIBOVAGANDO, libro che Pasquale Palazzo regala agli amici, impegnandoli a regalare un giocattolo ai bambini malati di tumore, ricoverati nella struttura ospedaliera di San Giovanni Rotondo e che lui stesso consegnerà personalmente ai bambini nel giorno della Befana.Fine della conversazione in chat
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