Artemisium News
04/07/2016
DIALETTO E' BELLO !
di MaestroCastello
La lingua, si sa, è in continua evoluzione, nuovi termini prendono il posto di altri che finiscono nel dimenticatoio, vuoi perché cambiano i tempi, vuoi perché la gente viaggiando entra a contatto con persone che parlano idiomi diversi e poi c'è la televisione che con questa lingua inglese ha rivoluzionato il nostro modo quotidiano di esprimerci. Per dire: "sì ", è ormai accettato universalmente "okay!", per esprimere meraviglia, ora va di moda dire: " wow! " che poi si pronuncia: "UAUH!". Termini inglesi come "look", "cool" o " fashion" li preferiamo a quelli nostrani "figo", "fresco", "alla moda" e ci sentiamo moderni. Sempre di meno sono coloro che padroneggiano la lingua italiana, basterebbe dare uno sguardo sui social per accorgerci che le idee, a volte, ci sono; ma mancano spesso alla gente gli strumenti linguistici per esprimerle adeguatamente. Ed io come mi sento? Mi sento come un elfo che vive tra i boschi e quando un elfo di città m'invita a fare un giro tra il chiasso assordante delle macchine, a respirare l'aria fumosa carica delle polveri sottili ; faccio fatica a districarmi in tutta questa "ammuìna" e vorrei presto tornare ai miei boschi. Avete notato? Ho usato il termine dialettale "ammuìna" che poi significa "confusione". Invece di fare continuo riferimento alla lingua inglese che non rispecchia la nostra cultura, non sarebbe meglio rispolverare il nostro amato dialetto? Vogliamo esprimere meraviglia? Non c'è che imbarazzo della scelta! " Marò!", "Efessa!", Per dire di sì, useremo "sìne", " va bbuóne", "evòglia". Nel dialetto c'è tutta la cultura dei nostri antenati che affonda le radici in un passato fatto lavoro dei campi, di mestieri scomparsi, di vita quotidiana fra le strada del paese di molti anni fa; pensiamo solamente a 'quanta sagacia è racchiusa nei proverbi antichi. Nel dialetto c'è la nostra unicità. Nessun altro usa dire,ad esempio, "naveraménga !" per esprimere stupore e sgomento ; solo noi lo facciamo usando questo termine e non ce ne dobbiamo vergognare. Col nostro dialetto dobbiamo fare lo stesso lavoro che fa un archeologo e cioè scavare, scavare per scoprire le tracce del nostro passato attraverso la lingua che usavano i nostri nonni e scopriremo che quasi ogni termine è legato ad un'attività, un'abitudine, ad un tratto di vita del passato santagatese. L'invito è rivolto specialmente alle nuove generazioni: non facciamo morire il nostro dialetto, non disperdiamo la grande eredità culturale che abbiamo ereditato dai nostri antenati. E ricordate: dialetto è bello!
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