Durante il Ventennio fascista molti santagatesi occuparono posti di prestigio nei ministeri, nelle forze armate, in uffici ed enti statali. Con il loro interessamento, la loro autorevolezza e i loro interventi Sant’Agata poté realizzare opere pubbliche, tra cui l’acquedotto dall’Acqua Torta, l’ampliamento della piazza, poté migliorare la viabilità urbana e rurale, l’aspetto paesaggistico e urbano.
Citiamo il senatore del Regno avv. Giuseppe Francesco Danza (il suo nome è legato a molti famosi processi tra cui quello relativo al delitto Matteotti), il generale grand'ufficiale Antonio Locurcio (molto vicino alla famiglia reale, insegnò scherma, equitazione ed anche materie culturali al giovane Vittorio Emanuele III), il console generale della milizia in Roma Giuseppe Locurcio, l’onorevole deputato Gerardo Locurcio, Giovanni Cutolo, Ministero dell’Educazione, il tenente colonnello Pasquale Anzano in Caserta, il cavaliere ufficiale Gennaro De Capraris.
Una folta classe d'intellettuali, medici, avvocati, ingegneri, notai, militari onorarono Sant'Agata nell'ambito delle loro attività: gli avvocati Carrillo Nicola, procuratore del re presso il tribunale di Trani; Mele Nicola, giudice presso il tribunale di Foggia; Russo Luigi, giudice presso il tribunale di Cassino; Pasquale Locurcio, vice commissario di P.S.; Barbato Nicola, Napoli; De Angelis Gioacchino, Roma; Locurcio Giuseppe di Francesco, Mele Lino; i tenenti colonnelli Morese Pasquale, Bari; i capitani Anzano Francesco, Napoli, Viola Giuseppe, Roma, Del Buono Michele, Roma, d’Agostino Giuseppe, Roma; i marescialli maggiori Ingegno Antonio, Volpe Nicola e Clemente Salvatore in S. Giuseppe Vesuviano; i cavalieri Volpe Giacinto, vice prefetto a Rieti, Volpe Ramiro, notaio in Roma, De Lillo prof. Gennaro, Siena; il prof. De Carlo Francesco, Salerno; gli ingegneri Locurcio Giuseppe di Antonio, Roma, Leo Nicola, Napoli, Del Buono Carmelino, Napoli, Del Buono Giuseppe, Roma; i dottori Volpe Amilcare, professore nella clinica ostetrica di Siena; Volpe Alberto, medico chirurgo condotto; Mele Vespasiano, professore di agraria; l’insegnante Mele Francesco di Vincenzo, Candela; Fredella Generoso, commissario di P.S.A., Milano; il professor Danza Giuseppe fu Francesco, Milano; il ragioniere Volpe Arturo, Trecase; Volpe Alfonso fu Annibale, il ragioniere Goffredo Gaetano, Roma; l’ingegnere Agnelli Giuseppe, direttore delle scuole professionali in Foggia; il dottor Anzano Vincenzo, Foggia; il cavaliere Leo Luigi, Foggia.
Ed ancora i capitani Samuele Danza, Emanuele Nova, Michele Del Buono, Giovanni Mazzeo, Iuspa Gerardo; i notaio Ramiro Volpe e Nicola Russo; dottor Claudio Novi, medico chirurgo; gli avvocati Pasquale Locurcio e Giovanni Russo, sottotenente in Africa Orientale; i ragionieri Francesco Palazzo di Giuseppe e Michele Morese; il pianista di fama internazionale Lorenzino Danza fu Francesco.
Con il podestà Francesco Barbato, segretario politico era il professor Giuseppe Cela, segretario amministrativo Raffaele D’Amato. Componevano il Direttorio fascista, oltre al podestà, il professor Raffaele D'Amato, il dott. Enrico Novi, Vincenzo De Vito presidente dei Mutilati e invalidi, Aretino Vitagliano, Antonio Onorato, Francesco Michele Longo, Antonio Mele.
Era pretore l’avvocato Alfredo Guerriero; vice pretore il notaio Michele Locurcio; conciliatore Emiddio Novi; vice conciliatore il farmacista Florindo Leo (nominato cassiere del Comitato con deliberazione del dì 8 maggio 1936 - XIV); maresciallo dei RR. CC. Di Girolamo; presidente dei Sindacati riuniti il geometra Antonio Rampino. Era presidente della Sezione Agricoltori Antonio Carrillo; fiduciario Giuseppe Contillo; presidente della Congrega di Carità Rocco Fredella; presidente dei Commercianti Luigi De Carlo; fiduciario dell’Opera Nazionale Dopolavoro Comunale Raffaele Pagano. Operavano anche il medico Pasqualino Mele, il farmacista Domenico Mele, gli avvocati Francesco Maffei, Raffaele Barbato, Del Buono Rodrigo; i geometra Lorenzo Locurcio, Francesco Palazzo (nominato segretario del Comitato con deliberazione l’8 maggio 1936 - XIV), Fredella Nicola. Il prof. Domenico Rosati era presidente dell’Opera Balilla; segretario comunale era Quintino Mascia, ufficiale postale Egidio Mele, esattore comunale Giuseppe Fredella. Personalità autorevoli erano anche don Vincenzo Mele; don Francesco Del Buono, don Ascanio Barbato, don Claudio Del Buono.
Tra gli imprenditori citiamo i fratelli Gennaro, Battista, Rocco, Francesco Fredella, che tra il1910-1920 a Sant’Agata impiantarono un mulino e pastificio, con biscottificio e panificio. Divennero, nel giro di qualche decennio, grandi industriali imponendosi per la qualità dei loro prodotti a livello nazionale ed internazionale.
Tra gli agricoltori merita menzione il cav Giuseppe Contillo che nell’azienda Fontana la Donna, nella battaglia del grano, ebbe tre premi consegnati dal prefetto di Foggia per un vapore complessivo di lire 1150.
Fiorente era l’attività artigiana: nel 1928 a Sant’Agata si contavano 31 calzolai, 30 falegnami, ben 72 sarte, diecine di muratori, 5 barbieri, 5 barilai, 4 bastai, 2 fotografi.
Tra i religiosi: oltre al clero santagatese (parroci don Donato Pagano, don Pasquale Mazzeo, don Marciano Palazzo, don Antonio Labriola), i francescani padre Anselmo Laganaro (confessore di vescovi, ministro provinciale, prefetto degli studi, guardiano di più conventi, benedisse la prima pietra di Borgo Celano); padre Giambattista Fredella (fondò a Bari nel 1957 l’Istituto Orfanelli di S. Antonio e con i padri Agostino Castrillo e Egidio Costantino costituì la “Triplice alleanza” per soccorrere le famiglie colpite dai bombardamenti durante la II guerra mondiale, per aiutare contadini e coloni del Tavoliere); padre Giuseppe Leo, rogazionista, missionario, più volte rettore; padre Nicola D’Amato dell’Ordine della Madre di Dio, padre Filippo Santoro, padre Mario Mele.
Si affacciavano, intanto, sulla scena sociale gli studenti Filippo Mazzeo, studente in medicina, Domenico Danza fu Michele e Michele Cancellaro, studenti in veterinaria, Gino Marchitelli, studente in architettura, Antonio Marchitelli, studente in chimica, Vincenzo Contillo, studente in giurisprudenza ma già archivista presso il Provveditorato agli Studi di Matera.
(L’elenco non vuole e non può essere esaustivo. Ci scusiamo per eventuali omissioni.)
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