Carnevale è il periodo che ricordo più volentieri di quand'ero bambino. Forse perché ci era consentito almeno, una volta all'anno, essere trasgressivi, come dicevano i latini (Semel in anno licet insavire...). Ci vestivamo con le cose dei grandi e questo già ci faceva impazzire, specie se ti vestivi da donna. In faccia del lucido da scarpe per fare barba e baffi ed il gioco era fatto! Comunque le maschere che ci insegnavano a scuola mi affascinavano tanto: preferivo Arlecchino tutto colorato, perché il suo vestito fatto con pezze colorate rappresentava bene la mia povertà di allora. Poi in un teatrino di burattini conobbi Pulcinella e m'introdusse nel mondo dello scherzo e del sorriso e capii che era la maschera più appropriata per rappresentare il Carnevale. L'Italia ha una grande ricchezza di maschere nate dal teatro dei burattini, dalla Commedia dell'arte, da tradizioni antiche oppure sono state ideate appositamente come simboli dell'allegria e del divertimento. Nella nostra Puglia ad esempio ci sono: "Farinella" (Putignano), "lu Pagghiuse e Gibergallo" ( Massafra), " u Titoru" (Gallipoli), "u Panzone", " a vicchiaredd", "u sceriff" (Corato), "Ze' Peppe (Manfredonia) ed a Foggia ne abbiamo addirittura sette: 'u Moneche cercande, 'a Pacchianèlle, Menille, Ursitte stagnarille, Sciammi sciamme, Zechille, Peppuzze. E a Sant'Agata di Puglia abbiamo una maschera? Ma certo! Abbiamo CACCAVONE! Caccavone è nato da un'idea di Leonardo Capano e sua moglie Lina e quest'anno ha sfilato con tutte le altre per le strade del nostro paese. Dice Leonardo con grande schiettezza: - L'ho intitolata io per scherzo di carnevale, visto che in tante parti hanno la loro maschera, ho detto perché noi no, e così è nato CACCAVONE, una maschera costruita da me e mia moglie . Forse nemmeno Nardino Capano s'è reso conto che nome più azzeccato non poteva dare a questa maschera. Caccavone viene da caccavella che significa pignèta o anche strumento a frizione (tamburo con un bastone al suo interno) ed è chiamato pure: "Pernacchiatore", "Puti-puti", "Pignato", "Cute-cute", "Cupellone" e...... udite udite : " cupe cupe". La canzone dice infatti: - Agge sapute ch'éje accìse lu puórche lu cupe cupe. Cupe cupe significa caccavella, da cui CACCAVONE; vedete che i conti tornano? Ora anche a Sant'Agata di Puglia, grazie a Nardino, abbiamo la nostra maschera tutta santagatese e si chiama CACCAVONE. Lunga vita a CACCAVONE!
Autorizzazione del Tribunale di Foggia n.20 del 20 settembre 2006
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