Questa donna nella foto che puntualmente campeggia ogni anno su SNM nel giorno della festa della mamma, è la madre di Miki Morese e
simboleggia un po' tutte le nostre mamme.
La signora Vita Maria era ospite della Casa del Sacro Cuore di Gesù e proprio lo scorso agosto abbiamo incontrato Miki che andava giornalmente in visita a sua madre e ci ha detto che, data la malattia, la mamma non la riconosceva più.
Uno potrebbe obiettare:"Se non ti riconosce, perché ci vai?"
La stessa domanda la fecero ad un anziano signore che aveva la moglie nelle stesse condizioni ed ogni mattina si recava puntuale da lei per imboccarla nella colazione.
"Se non ti riconosce, perché ti affretti?", gli chiesero.
L'anziano rispose:"Lei non mi riconosce, ma io la riconosco benissimo!"
Oggi che ci arriva notizia di questa donna che ha concluso il suo cammino terreno, mentre ci stringiamo intorno alla nostra amica per farle coraggio; siamo anche spinti a qualche riflessione sul fondamentale ruolo della mamma nella nostra vita.
Che la perdi giovane o avanti negli anni, di mamma non c'è n'è mai abbastanza, perché è una miniera inesauribile di amore che rende lieta la nostra vita.
Una madre generosamente dà, senza nulla chiedere in cambio.
Anche quando ti muore, la mamma resta una cosa viva e palpitante in te: non la vedi, non la tocchi; ma l'avverti ogni istante col cuore e con la mente e qualche volta ti pare ancora di ascoltarla e sembra che ti chiama.
In un pensiero di Publio Virgilio Marone si dice:" per la morte non c'è spazio, ma le vite volano e si aggiungono alle altre stelle nel cielo.
E tu, mamma, quale meravigliosa stella nel firmamento sei adesso?".
Oggi, cara Miki, è come se si fosse arrotolata tutta la bobina del film di tua madre, ma quando avrai metabolizzato il dolore ed avrai voglia di srotolare quella bobina ci rivedrai dentro scene di te assieme alla tua mamma: quando ritornavi dal collegio, quando t'insegnava a far la pasta, quando piangeva per una tua partenza, quando abbracciava tua figlia; la ritroverai nei momenti dolci della tua infanzia e nei momenti tristi, quando ti ha infuso coraggio e ti ha donato amore, quello stesso che tu, mamma a tua volta, ora doni agli altri.