Martedì 13 ottobre, presso la Cattedrale di Foggia, si è svolto l’ultimo concerto dell’ottava edizione del Festival Via Francigena del Sud, il cui fine è promuovere la musica sacra all’interno dei luoghi storici e sacri della Capitanata, interamente dedicato alla musica di un nostro concittadino, il compositore barocco Enrico Antonio Radesca, nato a Foggia tra il 1570 e il 1574.
Agostino Ruscillo, maestro di cappella della Cattedrale di Foggia e direttore artistico del Festival, ha diretto l’Apulia Felix Vocal Ensemble & Consort, composto da Francesco Divito (sopranista), Michela Della Vista e Cristina Fanelli (soprani), Vincenzo Scarafile (contraltista), Anna La Porta (contralto), Giuseppe Cagiano e Rosario Lacasella (tenori), Carlo Monaco e Francesco Pedone (bassi), Pasquale Rinaldi e Sara Campobasso (flauti), Michele Carreca (arciliuto), Antonella Parisi (viola da gamba), Gaetano Magarelli (I organo) e Giovanna Tricarico (II organo).
Quella di martedì è la prima esecuzione in tempi moderni di alcune composizioni di Radesca: sono stati eseguiti cinque mottetti (Consolamini Taurinensen, dedicato ai santi martiri protettori della Città di Torino; Cantantibus organis Caecilia, dedicato alla cantante Francesca Massicci Gruminck; O dulcissime Iesu; Benedicite Dominum, dedicato al principe Amedeo di Savoia; e Gaudete omnes in Domino, dedicato al Capitolo di Foggia), alcuni madrigali spirituali (a voce sola e a tre voci) e la Messa Ottavo Tuono.
Foggia ha intitolato una via a Radesca, tra la chiesa di San Michele Arcangelo e la scuola De Sanctis. La via dovrebbe in realtà essere intitolata ad Enrico Antonio Radesca Radesca. Il Radesca, autore di canzonette profane, madrigali, messe, arie e mottetti, ha sempre ricordato la sua origine foggiana: sui frontespizi delle sue opere, infatti, l’autore si presentava come Radesca da Foggia. Poche, ma certe, le informazioni sulla sua vita: dopo aver lasciato Foggia, in cui ebbe i primi rudimenti musicali, avrebbe compiuto il classico viaggio di formazione a Napoli, per poi passare a Roma; dal 1597 visse con certezza in Piemonte. Trascorse alcuni anni a Vercelli e nel 1601 si stabilì a Torino, iniziando la sua carriera di musicista di corte e di maestro di cappella, al servizio di don Amedeo di Savoia e di Carlo Emanuele I di Savoia.
Radesca fu molto ammirato dai contemporanei: le sue composizioni profane conobbero una grande popolarità, tanto che furono ristampate almeno una volta, e il compositore bolognese Adriano Banchieri inserì nella Barca di Venetia per Padova, una raccolta di madrigali, un’Aria a imitatione del Radesca. Il Radesca, organista e compositore di musica sacra e profana, combatté in Dalmazia, arruolandosi con la Repubblica di Venezia, e morì a Torino nel 1625.
Il Conservatorio ”Umberto Giordano” ha dato alle stampe l’intero corpus del Radesca, sotto la spinta di Antonio Vitulli, che fu presidente del conservatorio da uno dal 1996 al 2010: Agostino Ruscillo ha contribuito alla stesura dell’Opera Omnia, trascrivendo in edizione critica il bellissimo mottetto Gaudete omnes in Domino, applauditissimo dal numeroso pubblico, che ha chiuso il concerto dedicato a un grande compositore dimenticato ingiustamente.
Fonte www.foggia.zon.it