02/04/2015
LAVARE I PIEDI AL GIOVEDI' SANTO E' UNA LEZIONE DI UMILTA'
di MaestroCastello

Oggi è Giovedì Santo. Mancano tre giorni a Pasqua e la memoria corre indietro di parecchi anni, ad un Giovedì Santo degli anni sessanta. Seminarista a Bovino, ero in partenza per le vacanze pasquali da trascorrere coi miei che si erano da poco trasferiti a Roma. Di mattino presto, mi avvio alla corriera con un valigione colmo di libri e di panni da lavare. Una valigia troppo pesante per un ragazzino di appena dodici anni. Però con la caparbietà di un santagatese, arrancavo, sudavo; ma non mi davo per vinto. Di questa mia difficoltà si accorge un prete che faceva la mia stessa strada. Era don Paolo Lombardi, mio professore di italiano e latino che tutti temevamo per la sua severità. Lui si avvicina, risponde al mio saluto ed afferra il mio valigione senza esitazione alcuna, facendomi cenno di affiancarlo. Percorriamo assieme il lunghissimo viale del centro di Bovino, fino alla corriera; lui che mi portava la valigia ed io al fianco, imbarazzatissimo. Giunti alla corriera, don Paolo sistema la valigia nel bagagliaio e, non prima di avermi augurato buon viaggio, mi saluta, dandomi la mano come ai grandi.
Questo episodio, che racconto per la prima volta, non l'ho mai dimenticato. Sulla corriera ci pensavo con piacere, ma solo anni dopo ho capito quale grande gesto di umiltà aveva compiuto quel prete nei miei confronti e proprio di Giovedì Santo, il giorno in cui Gesù lavò i piedi ai suoi alunni, pardòn, discepoli. Lui, grande professore ed organista ufficiale in cattedrale che aveva portato la valigia ad un suo timido discepolo; pardòn, alunno.
“ Se non ti laverò i piedi, non avrai parte con me”. Ricordate il passo del Vangelo? Gesù con quel gesto intendeva raccomandare agli apostoli la pratica dell’umiltà. E’ questa, appunto, una grande lezione di umiltà che insegna come dovrebbe essere il carattere di un cristiano.
Buona Pasqua!