23/03/2015
SEMPRE UNITI DOVUNQUE
di MaestroCastello

Ho appena finito di leggere il libro di Pietro Paolo Danza " S U D : sempre uniti dovunque", cento paginette gustose che sembrano un compendio dei nostri valori più profondi. Da ragazzo conoscevo solo di vista questo ragazzone che tutti chiamavamo Pietro e Paolo, come fossero due persone, tanto era alto. Lo vedevo giocare nel Sant'Agata al campo sportivo San Carlo ed, oltre la sua stazza che dava sicurezza alla nostra squadra; mi colpiva la sua compostezza. Ricordo che nel giugno del 1960, a casa mia comprammo eccezionalmente il giornale che lo ritraeva a portare la bandiera italiana nella giornata inaugurale delle Olimpiadi di Roma: un santagatese sui giornali!
Allora mi colpiva la sua compostezza, ora che ho letto il suo libro, ammiro l'umiltà e l'amore con cui confida la sua fanciullezza a Sant'Agata durante gli anni cinquanta. Il suo libro è uno specchio fedele di quei tempi, quando povertà faceva rima con dignità e non c'era posto per il furbo che veniva sempre isolato. Danza ricorda di quando la gente si ammazzava di fatica, peggio del mulo che teneva nella grotta e da un pezzo di terra ci ricavava tutto il possibile per sfamare la numerosa famiglia. Di come la fede in Dio scandisse la vita delle persone in paese, non solo quelle a lui care, e la speranza la facesse sempre da padrona sulla rassegnazione. L'amore è il sentimento principe che trasuda dai suoi ricordi: amore per gli amici, amore per la natura, amore per la sua terra e la sua gente a cui rivolge l'invito ad essere "piccoli specchi di ricordi che ci fanno sentire più vicini".