Dall'Italia  Tue, 16 Jul 2024 11:31 La spettacolare eruzione dell'Etna vista da Bronte e Ragalna - Intorno alle 22 di lunedì 15 luglio è cominciata una nuova attività lungo le pendici dell'Etna. Una fontana di lava ha iniziato a fuoriuscire dal Cratere Voragine e ha prodotto una colonna eruttiva alta circa 6000 m s.l.m. che si è propagata in direzione Est con segnalazione di ricaduta di cenere negli abitati di Viagrande e Acicastello. 
?La fontana di lava del cratere Voragine si è gradualmente esaurita per poi cessare intorno alle 2.10 mantenendo una modesta attività stromboliana sino alle 5. 
Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto i valori massimi tra le 21:40 e l'1 ha quindi mostrato un trend in decremento e alle 5:30 ha raggiunto l'intervallo dei valori medi. Le sorgenti del tremore sono confinate nell'area dei crateri sommitali a una elevazione di circa 3 mila metri. 
    Tue, 16 Jul 2024 09:19 Il primo giorno di Vannacci a Strasburgo, il "giallo" del trolley e poi semina tutti - Con il supertrolley avanti e indietro per i corridoi di Strasburgo. Dietro, il codazzo degli euro-Patrioti e dei giornalisti. Il primo giorno del generale Vannacci in Parlamento dura un’ora. In ritardo per il traffico, a ritirare il badge non si presenta: al suo posto manda un collaboratore. Alla riunione dove si doveva discutere della sua vicepresidenza non gradita ai francesi, entra ed esce dopo appena cinque minuti. Nuova corsa veloce e via verso la riunione del gruppo, un giornalista gli urta il trolley: «Vuole rubarmelo? I francesi non hanno letto il mio libro ma adesso arriva anche la versione nella loro lingua». S’infila dentro la sala scelta dai Patrioti per l’Europa proferendo: «Passo indietro? Solo i bersaglieri non ne fanno». La riunione finisce, il trolley esce senza Vannacci, in mano a un collaboratore: il generale ha seminato il codazzo ed è sparito.    Mon, 15 Jul 2024 23:10 Crisi idrica in Sicilia, la siccità prosciuga anche il lago Fanaco: è il terzo dopo Pergusa e Ogliastro - Il mix di siccità, carenza di acqua e temperature alte in Sicilia sta assumendo l'aspetto di una crisi gravissima che incide sulla vita quotidiana di milioni di persone. La grande siccità che dura da oltre un anno ha portato alla scomparsa di un altro invaso, il lago artificiale Fanaco

Si trova nel territorio comunale di Castronovo di Sicilia, nel Palermitano. Dopo la scomparsa del millenario lago di Pergusa (nell'Ennese) -unico lago naturale- si assiste al prosciugamento del lago artificiale dell'Ogliastro (tra l'area Ennese e quella Catanese) ed a quello del Fanaco- il che accentua la crisi idrica-. 

Prosciugati anche tratti del più grande fiume siciliano, il Simeto. Per comprendere bene quello che sta avvenendo in Sicilia, occorre porre mente ai nuovi dati del report dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico regionale. Negli invasi isolani i milioni di metri cubi davvero utilizzabili -su un totale attuale di 267 milioni - sono solo 121 milioni. Ben 33 milioni di litri in meno rispetto al mese precedente, in percentuale si tratta di un meno 21%

Se si fa il parallelismo con il mese di giugno dell'anno precedente (già in piena siccità) la diminuizione sale al 50%. In totale in un anno in tutti gli invasi isolani si è avuta una perdita di 261 milioni di metri cubi. Altro dato da record in negativo. Vi sono invasi nel Palermitano che fanno toccare il 96% in meno rispetto all'anno precedente, nell'Ennese e nel Messinese vi sono punte dell'80% in meno. Danni enormi per la natura, per l'ambiente, per l'agricoltura, per gli animali. Secondo alcune stime, solo nel comparto agricolo si rischia di raggiungere i due miliardi e mezzo di euro di danni entro fine anno se non viene invertita la rotta.

Disagi crescenti anche per le persone. Infatti accanto alla grande carenza di acqua irrigua vi è una crescente carenza di acqua potabile, a macchia di leopardo, in diverse province dell'Isola. In parecchi comuni vi è stato o vi è il razionamento dell'acqua potabile. E' probabilmente la siccità più grave in Sicilia dell'ultimo secolo, ed è sicuramente tra le più gravi allo stato attuale d'Europa. Molti agricoltori, imprenditori e cittadini si sentono abbandonati. Parecchi i raccolti perduti, vi è il progressivo abbandono di campi con differenti coltivazioni e di giardini di agrumi. Servono interventi urgenti, maggiori di quelli previsti.

    Mon, 15 Jul 2024 20:59 Camionista prende a cinghiate immigrate che si erano nascoste a bordo - Il video diffuso sui social è diventato virale: un camionista in sosta presso l'autoporto di Ventimiglia, scopre un gruppo di giovani immigrate nascoste nel suo camion, che cercavano di passare il confine con la Francia. L'uomo le fa scendere e le colpisce a cinghiate, come animali. Tutto dovrebbe essere accaduto lunedì mattina. Qualcuno ha filmato la scena con il cellulare e ha diffuso il video su Facebook, invece di chiamare la polizia.     Mon, 15 Jul 2024 18:21 Napoli, Meloni firma protocollo per rinascita Bagnoli: «Opera più ambiziosa di Europa» - (LaPresse) Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni questa mattina a Napoli ha firmato il protocollo d'intesa per la rinascita di Bagnoli. L'accordo prevede una copertura finanziaria di 1,2 miliardi di euro. «L'opera di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana più ambiziosa di Europa». «La sfida - ha proseguito la premier - è trasformare un'area abbandonata e inquinata, che è stata un simbolo dell'incapacità delle istituzioni nel dare risposte, in un moderno polo turistico, balneare e commerciale all'altezza della Campania e di Napoli».    Mon, 15 Jul 2024 15:20 Le ferite dell'America. La diretta tv - Con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, Massimo Gaggi, Viviana Mazza, Guido Olimpio, Federico Rampini, Simone Sabattini, Giuseppe Sarcina. Conduce Maria Serena Natale.    Wed, 10 Jul 2024 09:30 Le stragi dei bambini nelle guerre d’Ucraina e Gaza: la diretta con gli inviati del Corriere della Sera - Il missile russo sull'ospedale pediatrico di Kiev, il vertice Nato di Washington e le decisioni da prendere sull'Ucraina, la guerra di Gaza entrata nel decimo mese: la diretta con l'editorialista Giuseppe Sarcina, l'inviato a Kiev Lorenzo Cremonesi, l'esperto militare Guido Olimpio. Conduce Maria Serena Natale.    Tue, 09 Jul 2024 10:42 Dazi, difesa e disciplina di bilancio: l’Europa che ci aspetta? - Federico Fubini risponde ai lettori in diretta video    Mon, 01 Jul 2024 11:08 Francia, che succede ora? La diretta video - Domenica 30 giugno 2024 la Francia è stata chiamata al voto per rinnovare  il Parlamento, dopo che il presidente Emmanuel Macron, a seguito dei risultati sfavorevoli del suo partito alle Europee, ha chiesto lo scioglimento anticipato dell'Assemblea Nazionale. L'analisi dei risultati, in attesa del secondo turno di domenica 7 luglio, con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, l'editorialista e vicedirettore Aldo Cazzullo, il corrispondente da Parigi Stefano Montefiori, gli inviati Alessandra Coppola e Marco Imarisio. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 24 Jun 2024 10:49 Ballottaggi, chi vince? - La diretta dagli studi di Corriere Tv in live streaming: il secondo turno delle elezioni comunali, l’analisi dello scenario politico con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e il vice direttore Venanzio Postiglione, in collegamento con gli inviati Virginia Piccolillo e Nino Luca e con i responsabili delle redazioni di Firenze e Bari Roberto De Ponti e Michele Pennetti. Conduce Maria Serena Natale.
Sono 105 i Comuni chiamati al voto: le sfide più attese a Firenze e Bari. Nel capoluogo toscano vince Sara Funaro - che raccoglie il testimone di Dario Nardella, eletto a Bruxelles - che correva contro l'ex direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. A Bari, invece, l’ex capo di gabinetto di Antonio Decaro (a sua volta approdato al Parlamento europeo), Vito Leccese ha respinto l’assalto del leghista Fabio Romito come portabandiera del centrodestra.    Thu, 20 Jun 2024 09:40 Viaggiare per stupirsi ancora - Un evento per raccontare la passione per i viaggi e cogliere le caratteristiche del turismo contemporaneo di qualità nell’epoca digitale. E’ ancora possibile stupirsi in un mondo di cui disponiamo facilmente di informazioni e di immagini per ogni luogo? Attraverso il confronto con un importante tour operator di viaggi “sartoriali” e le parole di due reportage firmati da Dino Buzzati e Alberto Moravia scopriamo che le esigenze del viaggiare non cambiano: la migliore conoscenza di sé, la scoperta dell’altro, la ricerca di nuovi orizzonti con cui confrontarsi.

Con Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere della Sera, Federica Fracassi, attrice, ed Elisa Boscolo, CEO Boscolo Tours
    Wed, 19 Jun 2024 09:32 L’arte di raccontare un viaggio - La diretta video - Un evento per gli appassionati di viaggio con l’obiettivo di approfondire e cogliere le nuove dimensioni del viaggio contemporaneo attraverso 3 prospettive: viaggiare prima di tutto alla Scoperta di sé e del mondo ma anche alla Scoperta dell’altro e alla ricerca di Nuovi orizzonti di scoperta con cui confrontarsi.
Oggi affrontiamo il tema dell’esperienza di viaggio come incontro di culture grazie anche al ruolo di figure esperte che ne arricchiscono lo storytelling.

Con Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera, Dante Bartoli, archeologo ed esperto Kel 12 Tour Operator e Velasco Vitali, artista
    Thu, 13 Jun 2024 11:50 L’Europa che abbiamo scelto: il direttore Fontana risponde ai lettori - I risultati delle elezioni, i nuovi equilibri in Europa e le ricadute sulla politica italiana: l’analisi del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana che risponde alle domande dei nostri abbonati in diretta video. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 10 Jun 2024 22:57 Matteotti: un martire antifascista. Il racconto in video-animazione di Aldo Cazzullo al Festival della Comunicazione - Il 10 giugno 2024 segna la ricorrenza dei cento anni esatti dell’assassinio di Giacomo Matteotti, martire antifascista e politico che ha dato la vita per difendere onestà e democrazia, diventando riferimento della resistenza. 
Aldo Cazzullo, nella produzione video di Frame - Festival della Comunicazione realizzata a partire dall'incontro tenuto all’ultimo Salone del Libro, non solo tratteggia la figura di un uomo, ma intreccia le storie di resistenza e di antifascismo di Eugenio Montale e Filippo Turati, Adriano Olivetti e Sandro Pertini, Carlo Rosselli e Natalia Ginzburg. «Quel racconto ascoltato a Torino non poteva rimanere confinato in quella sala e in quel momento, ma merita di andare oltre» ha detto Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione (Camogli, 12-15 settembre). «Per questo ne abbiamo fatto un video che mantenesse la vividezza del momento, arricchendolo con un linguaggio visivo che mettesse a fuoco personaggi e concetti. Per arrivare a tutti, perché è una storia che ci appartiene e che ci riguarda».
?- Il CorriereTv ha realizzato inseme a Aldo Cazzullo una serie di nove puntate video sul centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti: qui il link al canale dove sono raccolte     Tue, 04 Jun 2024 13:43 Europa, perché sono le elezioni più importanti. La diretta video delle Conversazioni del Corriere per abbonati - Perché le Europee dell’8 e 9 giugno sono le elezioni più importanti? Ne parliamo, rispondendo come sempre in diretta video alle domande dei nostri abbonati, con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e con il senatore a vita Mario Monti, ex presidente del Consiglio e commissario Ue per il Mercato unico e per la Concorrenza, editorialista del Corriere oggi in libreria con «Demagonia. Dove porta la politica delle illusioni» (Solferino, 2024). Conduce Maria Serena Natale.    
Artemisium News
08/11/2014
SANT'AGATA DI PUGLIA : UNA PAGINA DI STORIA, " LA RIVOLUZIONE"
di Redazione

Il 29 aprile del 1929, S. Agata fu teatro di una sommossa popolare che ebbe tutti i caratteri di una rivoluzione. Quando il Procuratore del Re presso il Tribunale di Foggia esaminò il rapporto e i verbali trasmessi dal Comando della stazione dei CC. di S. Agata, esclamò: <<Anche le pulci hanno la tosse>>. In alto loco, la rivoluzione santagatese venne definita e considerata: <<Il ronzio di un’ ape dentro un bugno vuoto>>. Ma, invero, una rivoluzione è sempre una rivoluzione, per cui vale la pena di rievocarla. E ne vale la pena sia perché costituì un avvenimento insolito nella pacifica vita paesana del tempo, sia perché le cause che la determinarono potrebbero sembrare strane e ingiustificate, per un osservatore superficiale e per chi non è adusato alla osservazione analitica dei fatti storici o dei fatti di cronaca. <<Regnava>> in quel tempo, come Podestà di S. Agata, l’ avv. Don Donato Barbato, persona di tutto rispetto ma dotato di un carattere piuttosto teorico e di una precisione teutonica. Alla distanza di tanto tempo, si può tranquillamente affermare che egli desiderava effettivamente il progresso della comunità che egli amministrava, in ogni campo e soprattutto in quello dell’ igiene e della sicurezza pubblica che, invero, allora lasciavano molto a desiderare. Per avere una precisa idea della <<crociata>> che egli bandì per il benessere del paese, dobbiamo brevemente riferire quali erano le condizioni igieniche di S. Agata nel periodo in cui il potestà Barbato aveva assunto le responsabilità della civica amministrazione. Le statistiche del tempo informano che i santagatesi crescevano, nell’ ambito del paese, ben 237 maiali, ingrassandoli con amorevole cura; che ben 144 cani vagavano incustoditi per il paese e che infine ben 363 tra asini, muli, cavalli e giumente albergavano nello stesso vano di abitazione dei rispettivi proprietari che si giovavano di dette cavalcature per raggiungere le campagne al mattino e fare ritorno in paese la sera., o per andare a ritirare barili d’ acqua alla fontana. Per quanto riguarda la questione suina, che si affacciò subito alla solerte attenzione del potestà, possiamo francamente affermare che la sua soluzione presentava effettivamente carattere di urgenza, allo scopo di salvaguardare i principi più spiccioli di ogni elementare igiene. L’ abitudine del popolo era quella di far sdraiare il maiale fuori la propria abitazione e ciò avveniva specie nelle ore pomeridiane, quando il maiale, dopo aver consumato un abbondante pasto di caniglia stemperata nella <<sciotta>>, si consentiva il lusso di sdraiarsi sulla pubblica via e rimanere, in quella comoda posizione di riposo tanto benefica per il suo ingrasso , fino a quando la campana di S. Nicola non avesse annunziato le prime ombre della sera. I 367 maiali che riposavano sdraiati sulle pubbliche vie negli assolati, silenziosi e pigri pomeriggi d’ estate, costituivano un bel numero, considerati dal punto di vista patrimoniale: costituivano inoltre una bella riserva di futuri prosciutti, salsicce, carne e cotiche per l’ economia del paese e per il vettovagliamento dei santagatesi, ma non costituivano certamente una scena decorosa per l’ igiene di un paese che si vantava di essere uno dei più ricchi della Provincia e di aver dato i natali a tanti cervelloni che mantenevano alto il nome del paese stesso in tutte le città d’ Italia. Lo spettacolo più indecoroso si manifestava soprattutto nelle vie centrali. Ricordo che sulla strada compresa tra la porta Nuova e la Piazza, riposavano saporitamente i seguenti maiali: il maiale di Rocco Colotti, quello di Peppino Colotti, quello di Rocco Gennarino, quello del Santaro, quello della famiglia Palazzo il macellaio, quello del compare Fonso Palazzo, quello di Nicola Sanità, quello delle sorelle Callararo, ed infine quello di Nicola Picariello, salvi errori ed omissioni. I predetti maiali, che non avevano certamente un gradevole profumo, come quando essi diventano salsicce prosciutti o carne fresca, erano sistemati in un posteggio fisso, alcuni legati ad un anello di ferro mediante una fune. Chi avesse osservato attentamente quello spettacolo, si sarebbe accorto che le utili bestie emettevano delicati e brevi grugniti non contemporaneamente, ma ciascuno dopo aver sentito quello del vicino compagno, quasi che tra di loro, attraverso i grugniti, si svolgesse un pigro, simpatico, amichevole e dilettevole colloquio nella penombra della strada silenziosa, nell’ ora in cui anche i padroni erano intenti a schiacciare un pisolino. Non è difficile rappresentare la difficoltà che incontrava un passante che, spesso, oltre a scavalcare un maiale, doveva evitare anche gli immancabili escrementi, non di rado senza fortuna. Poteva il potestà Barbato, francamente, tollerare questa situazione igienica particolarmente critica ed indecorosa? L’ altro aspetto critico dell’ igiene cittadina era costituito dall’ abitudine da parte dei contadini e degli agricoltori di far sostare davanti alla porta della propria abitazione una bestia da soma, allo scopo di caricare il materiale da portare in campagna la mattina o allo scopo di scaricare il materiale portato dalla campagna la sera, materiale tra cui grosse fascine di legna o di erba ecc. ecc. Non è difficile immaginare la situazione di transitabilità delle strade. Giova solo sottolineare che il passante era costretto a strisciare lungo la parete del muro di fronte per sottrarsi ad una codata in faccia o ad un calcio nella pancia da parte della bestia che ingombrava la strada. Codate e calci, dati non per cattiveria dell’ animale, ma perché le povere bestie dovevano muovere coda e zampe posteriori per difendersi dalle mosche cavalline che infestavano l’ ambiente. Poteva il Potestà Barbato tollerare questo stato di cose che contrastava con i principi più elementari della sicurezza pubblica ed anche dell’ igiene, considerando anche che spesso le predette bestie lasciavano sulla strada notevole quantità di materiale liquido e solido non eccessivamente profumato? E poteva il podestà Barbato tollerare lo spettacolo che si presentava ai suoi occhi, quando, specie nelle ore pomeridiane, le massaie santagatesi si liberavano dalle acque sporche contenenti residui di lavatura di piatti, di biancheria e di pavimenti, gettando senza complimenti il tutto sulla pubblica via? Invero le povere massaie, non avendo allora, a disposizione la conduttura per il rifluito delle acque luride, e non potendo impiegarle come bibite per se e per i propri familiari, erano costrette a liberarsi di esse, vuotando i recipienti sulla pubblica via, come pure, per mancanza di cortili o terrazze, erano costrette a esporre il bucato fuori della propria abitazione per farlo asciugare. Come abbiamo innanzi accennato, in Sant’ Agata, a quel tempo, esistevano ben 144 cani randagi. Randagi perché essi vagavano indisturbati per il paese, senza museruola pur avendo ognuno di essi un padrone. Questa libertà canina non costituiva uno spettacolo indecoroso, nemmeno quando i cani cercavano di entrare nelle chiese o si accodavano ai rispettivi proprietari che seguivano la processione di S. Rocco o di S. Antonio. Essi costituivano solo un pericolo per la pubblica incolumità, perché, di tanto in tanto, qualche cane, stanco dei cibi canini, si prendeva il gusto di assaggiare o di tentare di assaggiare la carne umana, con qualche morso ben assestato, generatore di liti e querele. Particolarmente incustoditi erano i cani di don Filuzzo Barbato e quelli del dott. Enrico Nova i quali continuamente si rincorrevano in lungo e in largo per la piazza, non di rado danneggiando piatti, bicchieri e tazze esposte davanti al negozio di Seppa Cilicca, quando la loro vivacità li portava a rotolarsi proprio su quella merce esposta con tanta cura. La situazione come sopra descritta era tragica, per cui il podestà Barbato ebbe ben ragione di bandire una vera crociata per sradicare la mala pianta di quelle abitudini che degradavano il paese ad uno sporco e lercio borgo campestre. Egli convocò Peppino il Capo Guardia, gli espose le sue determinazioni ed entrambi rimasero d’ accordo di agire con severità. Il Podestà emise una serie di ordinanze che prevedevano pene pecunarie severe per i contravventori: fece affiggere manifesti intimidatori e si mise all’ opera, con la collaborazione di Peppino, girando per il paese. Le statistiche del tempo informano che vennero elevate ben 755 contravvenzioni in soli due mesi, cosa enorme per una popolazione di 7000 abitanti. Il contadino M. C. aveva, in un sol mese, totalizzato 6 contravvenzioni, essendo egli padrone di una mula, di un maiale, di alcune galline,di un cane e avendo una moglie che, quando scaricava acqua sporca per la strada, faceva formare una vera piena. Piena che, spesso arrivava in piazza, poiché essa contadina abitava in un sottano vicino alla casa del notaio Lo Curcio, a livello dell’ orologio. Dopo l’ applicazione ed il pagamento di numerose contravvenzioni, in paese cominciò a circolare un certo malcontento e un certo fermento alimentato dalla intolleranza dei contadini che, per non pagare una lira, si sarebbero fatti cavare un occhio. Quando il Podestà girava per il paese, in compagnia di Peppino, di mattina, di pomeriggio, o di sera, veniva sempre accolto da un coro di proteste. Erano le massaie che cercavano di giustificare le loro necessità. Ma il Podestà Barbato era inflessibile. <<Peppino! Vedi se quel cane ha la museruola!>> <<No, non ce l’ ha!>> <<E allora scrivi!>> E Peppino scriveva. Scrivi oggi, scrivi domani, Peppino aveva totalizzato un’ esorbitante numero di contravvenzioni, tanto che fu necessario ordinare un’ altro blocco di stampati, perché, quello in dotazione al Comune, era esaurito. La girandola delle contravvenzioni in paese cominciò a prender fuoco: maiale, cane, Podestà, Peppino, cavallo, ciuccio, mulo, panni stesi a Isole, contravvenzione, verbale, maiale, panni, Peppino, danaro, acqua sporca, Podestà, manifesti, bando, contravvenzione e poi ancora maiale, panni e così via di seguito. La girandola si incendiò e fu la rivoluzione. La sera prima della vera e propria sommossa popolare in piazza, si notava un insolito fermento. I contadini che, di solito, fanno la loro comparsa in piazza solo la domenica, quel pomeriggio affluirono numerosi a confabulare sommessamente e con fare circospetto nei pressi dei circoli e nei pressi del monumento ai caduti. I fomentatori della sommossa passavano da un gruppo all’ altro di contadini e d’ operai, dando disposizioni, fissando modalità precise per il giorno successivo in cui doveva avvenire l’ assalto al Municipio. I rivoltosi avevano deciso di costringere il Potestà Barbato alle dimissioni, ma prevalse la corrente estremista dei rivoltosi stessi che ritenevano opportuno di estrometterlo a viva forza, con la violenza e la minaccia. Tra gli estremisti vi erano alcuni che avevano in programma di distruggere tutto ciò che di documentato raccoglieva l’ edificio Comunale, allo scopo di disperdere la prova delle contravvenzioni. Ma, come generalmente accade nelle sommosse popolari, il programma minimo viene sempre di gran lunga superato dalla violenza della folla che, nel tumulto e nella suggestione collettiva, perde ogni freno inibitorio e sconfina molto facilmente nella più sconsigliabile violenza. Avvenne che la folla in tumulto,facilmente superata la debolissima resistenza che potevano opporre alcune guardie municipali ed alcuni carabinieri accorsi sul posto alle prima manifestazioni di sommossa, riuscì a penetrare nell’ edificio Comunale, mettendo in fuga il Potestà e gli impiegati dell’ Amministrazione. Furono distrutti i documenti di stato civile, atti amministrativi di ordinaria e straordinaria amministrazione, sedie tavoli, macchine da scrivere e suppellettili varie. Dopo due ore dall’ occupazione dell’ edificio Comunale, la piazza, sulla quale affacciavano i balconi del vecchi palazzo, era letteralmente coperta di carte sottratte agli archivi comunali, di mobili sfasciati, di vetri infranti, di libri e di mobili spaccati. Con tutto ciò che era caduto sotto la indiscriminata violenza dei rivoltosi, venne alimentato un gran falò il cui bagliore, nell’ imbrunire, dava una luce sinistra alla piazza che man mano cominciava a spopolarsi. Mentre tutto bruciava, i rivoltosi si mossero in corteo e raggiunsero l’ abitazione del vecchio sindaco Don Ciccillo Barbato, ritenuto persona degna di essere posto in quel momento a capo dell’ Amministrazione Comunale. Don Ciccillo venne prelevato dalla sua abitazione e portato in trionfo sulle spalle di alcuni contadini per tutto il paese. Naturalmente alcuni rivoltosi pensarono a tagliare i fili del telefono, altri innalzarono una vera e propria barricata con mattoni e sassi vari, in località Ponte e in località Mulino Fredella, allo scopo di impedire il traffico di automezzi. Essi ragionevolmente temevano che i Carabinieri potessero recarsi immediatamente ad Accadia o a Candela per chiedere rinforzi. Verso le dieci della sera, quando i rinforzi arrivarono da Foggia e da Accadia, le strade del paese erano deserte: i rivoltosi avevano abbandonato il campo e alcuni di loro si erano dati alla campagna o al bosco di Serbaroli, per sottrarsi alla immancabile cattura da parte delle Forze dell’ Ordine. Ma chi erano i rivoltosi? Chi indicò al Capitano dei Carabinieri i nominativi dei rivoluzionari? I delatori rimasero sempre sconosciuti. La notte stessa, dopo la formazione di una lista di proscrizione, vennero arrestati una quarantina di elementi, tra cui alcuni innocenti, e la mattina successiva furono tradotti, in stato d’ arresto, nelle carceri giudiziarie di Foggia, con una pesante accusa sulle spalle. Dopo una ventina di giorni furono tutti scarcerati e non vennero sottoposti a procedimento penale perché usufruirono di un provvedimento di amnistia che il Governo emanò in quel periodo di tempo. Perché i santagatesi organizzarono questa sommossa? A prima vista potrebbe sembrare che essi fossero così arretrati nella civiltà da contestare le determinazioni dell’ Amministrazione Comunale la quale, in sostanza, per il bene del paese, desiderava mettere un po’ di ordine nel campo dell’ igiene e della sicurezza pubblica. Ma, invero, i santagatesi non si ribellarono al programma di ordine di igiene e di sicurezza, perché la pulizia piace a tutti e l’ igiene non viene rifiutata da nessuno: essi si ribellarono contro il sistema che venne usato per reprimere e per modificare uno stato di cose che si era creato attraverso decenni di trascuratezza e di noncuranza da parte della medesima Amministrazione Comunale la quale aveva creato una situazione che non poteva essere cambiata in brevissimo tempo attraverso pesanti sanzioni, senza offrire al paese, e specie ai contadini ed agli operai, i mezzi, le possibilità, e le comodità per svolgere una vita più igienica e più conforme alle regole della sicurezza e della pulizia.

 N. L

Tratto dalla rivista L'INCONTRO dell'Associazione dei santagatesi residenti a Roma

 

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