L’estate offre, senza dubbio, uno sfondo infinito e variegato da cui muoversi per un percorso personale in cui le varie attività possono essere corroborate da emozioni e sentimenti che, nel nostro mondo così dominato da una pretesa razionalità, tendono a essere dimenticati. La vita è un’esperienza affascinante e i poeti ben ci comunicano tale stato d’animo di fronte all’eterno mistero dell’esistenza in continua altalena tra gioia e dolori.
Il rimpianto della vita e la speranza che, dopo la morte, non tutto si dissolva nel nulla di F. Garcia Lorca (Congedo) e la consapevolezza della brevità per l’esistenza umana di S. Quasimodo (Ed è subito sera). E. Montale ci ricorda che la vita è un lungo e faticoso itinerario di dolore (Meriggiare pallido e assorto), ma la voglia di vivere dell’uomo è simile a quella dell’agave che, dopo essere stata sradicata da un uragano, trova la forza di rinverdire (L. Bartolini – L’Agave).
I legami non si costruiscono senza una cultura degli affetti e il senso estetico non si sviluppa senza vibrazione emotiva di fronte al bello, perciò la sempre rinnovata partecipazione affettiva al nostro mondo umano e al nostro universo facilita la nascita di un sentimento di condivisione e di solidarietà tra i singoli e tra i popoli.
Teilhard de Chardin avverte che il futuro del processo evolutivo dell’umanità non è più affidato alla sola razionalità, ma piuttosto a un’elevazione qualitativa delle relazioni affettive interumane (l’esprit de la mathière). Si tratta, innanzitutto, di emozioni e sentimenti che permettono lo sbocciare dell’amore per la natura e per i propri simili, perfino quando abbiamo l’opportunità di osservare il volo di una farfalla. Va ricordato che nel medioevo la farfalla era considerato segno dell’anima della natura: la metamorfosi non annienta, ma rigenera nuova vita.
Per associazione ritroviamo la preziosità della vita a livello simbolico nel Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exuperi. A chi è concesso il tempo, dev’essere offerta una speranza, per camminare verso una fontana e per estinguere la sete. Questa è l’aspirazione del piccolo principe, di tutti i bambini, e di ogni essere umano: “Ecco ciò che mi commuove di più in questo piccolo principe addormentato: è la sua fedeltà a un fiore, è l’immagine di una rosa che risplende in lui come la fiamma di una lampada, anche quando dorme . . . E lo pensavo ancora più fragile. Bisogna ben proteggere le lampade: un colpo di vento le può spegnere”.