Quando si parla di mito bisogna risalire all’origine della parola greca “mythos”, che significa “racconto, narrazione; un linguaggio fantastico nel quale si incarnano gli ideali di vita e di cultura. I racconti tramandati oralmente di generazione in generazione e narrati da antichi poeti o dai cantastorie nei villaggi sono poi diventatitradizione, appartenenti quindi alla collettività; nel tempo sono stati arricchiti di tante variazioni e infine di storie sacre, diventando fonte di ispirazione per scrittori e poeti.
Se ci chiediamo perché sono nati i miti bisogna pensare alla esigenza dell’uomo di andare alla ricerca dei tanti perché che riguardano la vita e il mondo che lo circonda; i grandi misteri della vita, l’origine dell’uomo, il perché del giorno e della notte, delle stelle e del sole…. Pensiamo ai primi uomini, che non conoscevano la scrittura, che vivevano di caccia e pesca e non sapevano spiegarsi i fenomeni della natura. L’uomo allora, come quello di tutti i tempi si poneva mille domande perché, come dice Dante: “ Foste non fatti per vivere come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”. Dal momento in cui la ragione, la cultura, la scienza non potevano e ancora non danno risposte soddisfacenti, si ricorreva alla fantasia. In tutto il mondo, presso tutte le culture sono stati prodotti dei miti, a volte molto simili tra loro, che al di là delle culture e della latitudine, hanno alla base un carattere religioso. Se per esempio consideriamo il mito biblico del diluvio universale lo riscontriamo anche presso altre civiltà come quella mesopotamica, in Gilgamesh. Cambiano i luoghi e i personaggi, ma il dramma è sempre lo stesso, in quanto sopravvivono solo pochi simboleggiando il riscatto dell’umanità dal peccato. Si tratta ora di considerare un po’ questi racconti confrontandoli con i miti odierni: “mitico”, dicono a volte i ragazzi per indicare qualcosa di fantastico, ed è proprio questo l’aspetto essenziale del mito: la fantasia, l’attribuzione e la proiezione di virtù e poteri che si vorrebbe possedere:I miti sono l’alleggerimento della vita. Platone definiva il mito “ Racconto intorno agli Dei, esseri divini, eroi discesi dall’al di là” riferendosi soprattutto alla mitologia greca. Oltre al Dio creatore conosciuto o sconosciuto, l’uomo con la sua fantasia ha immaginato divinità con caratteristiche, abitudini, sentimenti simili agli uomini e anche luoghi dove abitare quasi per elevarsi verso l’alto.
Il mito dell’epoca greca, che poi ci è rimasto in eredità, aveva anche un valore etico; esso riguardava soprattutto dei ed eroi: nei primi si riscontravano spesso comportamenti immorali, ma negli eroi soprattutto valori, rispetto, coraggio: Achille, Eracle, Leonida, l’elenco potrebbe continuare. Dei miti classici sono stati invasi tutti gli aspetti della nostra cultura, dalla pittura alla scultura, alla letteratura etc.
Nell’Odissea Menelao (IV – vv. 204/211) dice rivolgendosi a Pisistrato, figlio di Nestore “ Tu parli o caro come uomo prudente direbbe e farebbe, sei di tal padre che parli anche tu saggiamente. E’ ben riconoscibile il seme di un uomo al quale Zeus ha dato lafortuna di invecchiare con figli saggi e valorosi.” Sono tanti gli esempi di eroi greci che offrono ai giovani un parametro di virtù filiale; basti pensare agli aurighi Trasibulo e Chirone che si immolano per salvare la vita del padre.Questi miti, che hanno sempre esercitato un fascino sulla nostra cultura, ricchi di credenze religiose, vengono intrecciati con il presente perché nel presente devono essere punto di riferimento per i giovani.
Anche nel recente passato, nella famiglia patriarcale, racconti, storie di eroi, anche del Medio Evo del ciclo d’oc e d’oil, venivano narrate ai bambini intorno al focolare, insieme alle narrazioni riguardanti la propria collettività. Soprattutto queste costituivano un segno di identità. Esse poi si mescolavano e si confrontavano con altre narrazioni a cui veniva aggiunto un alone di fantasia. Nella società attuale l’esigenza di proiettare i propri desideri e ideali per creare miti si è diversificata in vari generi. Dalla letteratura di massa vengono fuori personaggi imposti come modelli e che condensano tutto ciò che l’uomo di oggi vorrebbe essere capace di essere e di avere. Questo mitizzare è diverso da quello del mondo antico, perché i miti di oggi sono quasi sempre privi di virtù morali, in quanto prodotti dalla massa e dai sogni proposti ed imposti dai mass-media: benessere, automobili di lusso,comfort e in questo turbinio di offerte la mente va via dalla realtàper entrare in un mondo virtuale dove dei valori non c’è neanche l’ombra. Gli eroi di oggi sono spesso personaggi incollati già di per sé nella fantasia, eroi che a volte prendono sembianze umane come Batman, Superman, che con la loro superiorità soprannaturale risolvono le ingiustizie e l’uomo, livellato di oggi, frustrato, complessato e soprattutto se non supportato da motivazioni religiose si identifica in loro. A tutto ciò si aggiungono gli eroi dei videogiochi nei quali predomina la violenza, il diritto di farsi giustizia, ma della virtù dell’eroe delle Termopili non c’è più niente: tutto corre verso il basso e non verso l’alto. La società di oggi non offre ai giovani alcun valore ma solo disvalori, siamo pronti, però, a criticare gli abusi sessuali, gli omicidi, l’abbandono di bambini, l’indifferenza verso gli anziani e i più deboli sentendoci impotenti. Forse sarebbe il caso di creare dei miti pieni di umanità, di cuore, di comprensione, di solidarietà! Non a caso a Roma è stato dipinto un murales con la scritta “Super papa Francesco”. Siamo capaci di creare giovani che diventino i cantastorie per le generazioni future?
Maria Lucia De Carlo