La straordinaria avventura di un Marinaio italiano della Marina Mercantile, di nome Marco, che trascorse il suo periodo di prigionia in una fattoria agricola (Bauernhof) nel circondario della cittadina di Freising, in Baviera, a pochi chilometri da Monaco.
Il marinaio Marco, seppe mantenere nascosto il tricolore che era riuscito a trafugare e a portare con se dal luogo che era stato preso prigioniero. Nella prima decade del mese di maggio 1945, dopo l'avvenuta capitolazione incondizionata della Germania, egli si riteneva, festosamente, prossimo al rientro in Italia. Ma, evidentemente, non tutti condividevano, alla stessa maniera, la sua legittima aspettativa.
La ragazza bavarese, di nome Walburga, che lavorava nella medesima azienda agricola e perdutamente innamorata di lui, non voleva che rientrasse definitivamente in Italia. Quando, però, ogni argomento di farlo desistere dal rientro (senza ritorno!) risultò vano, la ragazza si inpadronì dell'innocente bandiera e, a sua volta, la nascose agli occhi dell'ignaro innamorato.
Il nostro Marco, contro ogni aspettativa da parte di Walburga, decise di rientrare - ad ogni costo - in Italia. Ma la bandiera, la "sua" bandiera, rimase in Germania! Forse lasciata come "pegno d'amore ?" o forse "in ostaggio?" o forse ancora come "insanabile vendetta d'amore, non placata?". Noi non lo sapremo mai con esattezza! Possiamo solo azzardare delle vaghe concetture ipotetiche, ma nulla di più!
Quello che, invece, sappiamo - con assoluta certezza - è che tra il Signor Erich Beisinger, l'ultimo detentore temporaneo del Drappo/savoiardo, e il Presidente del Gruppo/ANMI del capoluogo bavarese, Giuseppe Malascalza, sono intercorse lungue trattative per trovare una base di comune accordo affinchè la bandiera, fautrice e tacita testimone della Love Story italo/bavarese, tornasse libera e riscattata "a casa" domiciliandosi tra i Marinai italiani a Monaco di Baviera. Ponendo, finalmente, così termine al lungo ed immeritato "esilio d'amore forzato".