Per assicurare il ghiaccio alla popolazione nel periodo estivo si conservava la neve che cadeva nel periodo invernale. I luoghi destinati alla conservazione della neve erano le neviere, sorta di grotte o grandi pozzi scavati nel suolo con esposizione a nord. Le più recenti erano due, prossime al paese: una era sulla strada che da S. Maria dell’Arco portava a S. Carlo, l’altra nell’area tra il castello e S. Rocco, precisamente sull’abitazione attuale di Pasquale Donofrio. In esse per tutto l’inverno esperti del mestiere, ma soprattutto giovani, mettevano la neve tra strati di paglia, elemento molto isolante. Per affrontare il gelo interno ed esterno, bevevano abbondante vino che accompagnavano a canti e musica di organetti. Dai registri delle deliberazioni comunali si apprende che il servizio della fornitura del ghiaccio veniva dato ad un gestore di bar con regolare contratto e penalità in caso di mancanza durante la stagione calda. Uno degli ultimi contratti fu stabilito con Nicola Antonacci, che aveva il bar Aurora.