Il rapporto Ecosistema Urbano compie venti anni ed offre una straordinaria occasione di riflessione per capire in che direzione occorre muoversi , a partire da un grande patrimonio di informazioni, sull’evoluzione delle performance ambientali negli ultimi due decenni, su come la città debba oggi cambiare per liberarsi dalle molteplici contraddizioni che pesano come macigni sulla vita dei cittadini.
Oggi pur conoscendo i problemi non decolla il cambiamento.
Accanto a lenti e progressivi miglioramenti nello spreco idrico,nel trattamento dei reflui, aumenta
la produzione complessiva di rifiuti (con qualche rallentamento negli ultimi anni di crisi), peggiora
il trasporto pubblico (nonostante l’impoverimento del paese), continua a crescere il tasso
di motorizzazione e aumentano i consumi elettrici. Stabile il verde urbano. Un miglioramento
contraddittorio e al rallentatore, incerto, inadeguato, incapace di rispondere alla rivoluzione in atto negli stili di vita dei cittadini, nel lavoro, nell’innovazione tecnologica, nell'uso delle risorse e dei beni pubblici, nell’accesso alla cultura, nei centri storici,spesso spopolati di abitanti e funzioni, come nelle periferie e alla ricerca di nuova identità.
Le città rappresentano il nodo intorno a cui si intrecciano e dipanano le emergenze umane, ambientali, sociali e culturali più drammatiche del nostro tempo ed insieme lo scenario di soluzioni possibili e praticabili.
Questo è tanto più vero in Italia, dove la città è scrigno di un glorioso passato culturale economico e sociale ed insieme palcoscenico delle più macroscopiche criticità
di una società bloccata, priva di lungimiranza, succube di logiche novecentesche.
Il rapporto segnala che la crisi urbana chiede di immaginare con urgenza un altro futuro.
Bisogna avere il coraggio di restaurare, ristrutturare e abbattere per ricostruire, rigenerare interi
quartieri, recuperare edifici e dare casa, in affitto e a prezzi accessibili, a chi ne ha bisogno non solo fermando il consumo di suolo, ma persino restituendo al verde suolo oggi impermeabilizzato.
E’ necessario pensare un modo nuovo di usare le risorse e l’energia, un altro tipo di
mobilità a basso tasso di motorizzazione e con alti livelli di efficienza e soddisfazione, spazi
pubblici più sicuri, più silenziosi, più salutari, più efficienti e meno alienanti. E nel fare questo
si deve puntare alla ricostruzione dell’essenza stessa di città come luogo dove si realizzino le
condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità.
Foggia presenta una diminuzione di popolazione, legata sia al decremento demografico che alla fuga dei giovani. Una nuova emigrazione, infatti al 31/12/2012 la popolazione residente è pari a 148.573 abitanti e nella classifica generale di ecosistema urbano si colloca al 40 posto sulle 43 città medie. Questo per la nostra città non è una novità, infatti siamo sempre nelle ultime posizioni di tutte le graduatorie che vengono pubblicate, evidenziando un quadro desolante e degradato. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale i problemi evidenziati dai dati di ecosistema urbano e su cui si invitano tutti a discutere e a trovare soluzioni afferiscono:
Il Presidente
prof . Tonino Soldo