Cosenza, 25 ottobre 2013.
Nella difficile trasferta contro la capolista Cosenza, il Foggia riesce a sfatare la tradizione negativa al San Vito e a portare a casa un prezioso punto, frutto del sesto risultato utile consecutivo. Un pari che 'premia' l’ennesima prova da libro 'cuore' dei ragazzi di Padalino che hanno dovuto “riprendere” una gara più che complicata nella prima mezzora da un gol e un uomo 'regalati' agli avversari. Probabilmente, con un atteggiamento diverso avremmo potuto assistere ad una gara diversa. Con diverso risultato. Si perché la capolista, al di là dell’asfissiante pressing sul portatore di palla di turno, non ha poi entusiasmato più di tanto. E se nella prima mezzora ha dettato legge è stato più per demerito del Foggia. Inopportunamente ed eccessivamente timoroso. Completamente bloccato. Almeno fino all’espulsione dell’impazzito Pambianchi. Da quel momento l’inferiorità numerica e lo svantaggio iniziale l’hanno forse “liberato” dalle responsabilità di far risultato a tutti i costi. Comunque, al di là degli episodi negativi, il punto è tutto meritato e conferma le potenzialità di Agnelli e compagni. Anche nell’affrontare compagini di prima “fascia”. A patto che mantengano “sempre” alta la concentrazione, soprattutto nel reparto arretrato. Padalino anche a Cosenza, nell’anticipo per esigenze televisive, s’affida all’undici che ha colto i cinque risultati utili consecutivi. La diretta tv dovrebbe esaltare la truppa rossonera e, invece, il Foggia sembra “imbalsamato”. La brutta copia delle ultime prestazioni che fa rivedere nelle “menti” di fede rossonera l’incubo di Teramo. Incubo che ben presto si materializza perché gli uomini in “bianco” appaiono imballati e fuori condizione. Soprattutto dal punto di vista mentale. Il Cosenza adotta un pressing asfissiante sui portatori di palla e li costringe a liberarsi della palla in modo frettoloso, inducendoli all’errore. Così bastano soli 6’ e il mancato disimpegno di D’Angelo consente a Mosciaro di presentarsi solo soletto davanti a Narciso e di superarlo. Un “vero” regalo che il Cosenza “incassa” e porta a casa. I silani, pur senza “strafare”, si affacciano pericolosamente e con continuità dalle parti di Narciso. De Angelis (12’ e 18’) e Mosciaro (20’) hanno a disposizione i match-ball che però falliscono. Intanto il festival delle “indecisioni” in casa rossonera non è ancora terminato. Purtroppo. Gli errori sono macroscopici e le difficoltà aumentano col passare dei minuti. Pambianchi (26’) va fuori “giri” e in pochi minuti rimedia due “gialli” e la giusta espulsione che costringe i suoi compagni all’inferiorità numerica. Il Cosenza intravede una “facile” sesta vittoria consecutiva e rallenta i ritmi. Il Foggia non ci sta e, finalmente, lascia intravedere qualche segnale, sia pur timido di risveglio. Giglio (42’) è anticipato da Blondett sul cross di Cavallaro. Nella ripresa il Foggia riprova subito a riequilibrare le sorti della gara ancora con Giglio (3’) ma la sfera termina di poco fuori bersaglio. Risponde Mosciaro (7’) con identico risultato. Il Cosenza dopo questo tentativo si “spegne”. Consentendo all’indomito e volenteroso Foggia di affacciarsi nell’area calabrese con i suoi uomini di “punta”, Giglio e Cavallaro. I migliori in campo. Il pari sembra cosa fatta quando Giglio (13’), puntuale, manco a dirlo, sul preciso cross di Cavallaro, manda la sfera in rete ma, per la seconda gara consecutiva, c’è il guardalinee con la bandiera alzata a vanificare la prodezza del bomber. Giglio è visibilmente contrariato ma, evidentemente, ha un conto in sospeso con i calabresi. Dopo aver sferrato un gran tiro respinto dalla difesa (25’), si catapulta sulla sfera ed è toccato fallosamente dall’ex Meduri. Il Sig. Lacagnina è irremovibile e concede il sacrosanto calcio di rigore che Cavallaro (27’) realizza spiazzando Frattali. L’1-1 fa “riaprire” gli occhi al Cosenza che riprende “minacciosamente” il forcing dei venti minuti iniziali per “riprendersi” il vantaggio e la vittoria. Meduri e Mosciaro prima (34’) e Criaco poi (37’) fanno “salire” alle stelle l’adrenalina. Nelle battute finali i calabresi le tentano tutte, anche con atteggiamenti “poco” sportivi nell’area rossonera per indurre l’arbitro a concedere la massima punizione. Biancolino, evidentemente, a Cosenza è un esempio da “imitare”. Per fortuna del Foggia il Sig. Lacagnina non è di Avezzano e “punisce” col giallo le evidenti simulazioni.
Marcatori: 6’ p.t. Mosciaro, 27’ s.t. Cavallaro (rig.).
Cosenza: Frattali 6, Palazzi 5.5 (23’ s.t. Criaco 5), Mannini 6, Meduri 5.5, Blondett 5.5, Guidi 6, Bigoni 6, Giordano 6 (31’ s.t. Calderini 5), Mosciaro 6.5, De Angelis 6, Alessandro 6 (41’ s.t. Napolano s.v.). A disposizione: Orlandi, Adamo, Carrieri, Pepe. All. Cappellacci 5.
Foggia: Narciso 6, D’Allocco 6, Pambianchi 3, Agnelli 6, Loiacono 6, D’Angelo 4, Venitucci 6 (31’ s.t. Grea 6) Giglio 7, Cavallaro 7 (46’ s.t. Licata s.v.), Agostinone. A disposizione: Monaco, Filosa, Sciannamè, Leonetti, Zizzari. All. Padalino 6.
Arbitro: Antonio Eros Lacagnina di Caltanissetta 6.5.
1°Ass.: Alessandro Allegra di Messina 6.5.
2°Ass.: Danilo Ruggeri di Palermo 6.5.
Note: Terreno in non perfette condizioni. Spettatori 4.000 circa. Ammoniti: Palazzi, Alessandro, De Angelis (C) Agostinone, Venitucci (F). Espulso 26’ p.t. Pambianchi per doppio giallo. Angoli: 5 – 4 per il Cosenza. Recuperi: 1’ e 4’.