17/10/2013
AVERE A DISPOSIZIONE CIRCA 500 MILA EURO L'ANNO E NON SAPERLO

“Recupereremo diversi milioni di euro che nessuno prima d’ora aveva mai chiesto alla Regione sugli idrocarburi. E li reinvestiremo in opere pubbliche”. Il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna annuncia la svolta a cui si è addivenuti dopo 3 anni di approfondimenti, a proposito dell’applicazione della legge regionale 7/2002.
Le società che estraggono e coltivano idrocarburi nei Monti Dauni versano annualmente una royalties ai Comuni ed un’altra, più consistente, alla Regione Puglia. Da 11 anni una normativa ad hoc obbliga la Regione a reinvestire nei Comuni territorialmente interessati le royalties percepite dalle società.
“In sostanza – spiega il 35enne primo cittadino biccarese – , i proventi versati alla Regione dovrebbero tornare nei Comuni dove sono materialmente presenti i pozzi per l’estrazione degli idrocarburi, e qui spesi in opere pubbliche, infrastrutture ed iniziative a favore dell’occupazione. Non sono bazzecole”. In effetti, Biccari, dal 2002 ad oggi, avrebbe maturato 5.551.211,99 euro.
“Nessuno però – incalza Mignogna – , prima d’ora, aveva mai chiesto queste somme alla Regione. Fino al 2010, quando è partita la prima richiesta da Biccari”. La situazione appare analoga per 7 Comuni dei Monti Dauni (Alberona, Ascoli Satriano, Biccari, Candela, Deliceto, Sant’Agata di Puglia e Volturino), con diversi milioni che giacciono a Bari, inutilizzati da anni. L’iter, che oggi entra nella fase decisiva, ebbe inizio nel 2011. “Alle nostre prime richieste – ricorda il sindaco di Biccari – la Regione non rispose immediatamente. Fummo quindi costretti a passare ad una diffida legale”.
Ad agosto scorso, la prima risposta da Via Capruzzi: l’assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone ha riconosciuto la legittimità della richiesta di Biccari, annunciando un imminente tavolo di concertazione per definire l’utilizzo dell’importante somma desiderata da parte di tutti i Comuni interessati. Anche l’assessore al Bilancio della Regione, Leonardo Di Gioia, ha recuperato gran parte di queste poste in bilancio. Poi, ancora silenzio, fino agli scorsi giorni, quando Mignogna ha avuto la certezza dell’avvio della procedura negoziata. “Mentre, prima del 2009, si contraevano mutui a raffica e si aumentava il debito a carico dell’Ente – riferisce Mignogna - , il nostro Comune ignorava di avere a disposizione circa 500mila euro l’anno, dimenticandosi di chiedere l’applicazione di una legge varata per il territorio dall’ex governatore pugliese, Raffaele Fitto. Quelle risorse ora, in tempo di grandi ristrettezze per i piccoli Comuni come il nostro, assumono una importanza enorme, perché tornano sul territorio al quale appartengono potendo garantire un aiuto fondamentale per lo sviluppo della nostra comunità”.
Fonte www.newsetvlucera.it