Dall'Italia  Tue, 16 Jul 2024 11:31 La spettacolare eruzione dell'Etna vista da Bronte e Ragalna - Intorno alle 22 di lunedì 15 luglio è cominciata una nuova attività lungo le pendici dell'Etna. Una fontana di lava ha iniziato a fuoriuscire dal Cratere Voragine e ha prodotto una colonna eruttiva alta circa 6000 m s.l.m. che si è propagata in direzione Est con segnalazione di ricaduta di cenere negli abitati di Viagrande e Acicastello. 
?La fontana di lava del cratere Voragine si è gradualmente esaurita per poi cessare intorno alle 2.10 mantenendo una modesta attività stromboliana sino alle 5. 
Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto i valori massimi tra le 21:40 e l'1 ha quindi mostrato un trend in decremento e alle 5:30 ha raggiunto l'intervallo dei valori medi. Le sorgenti del tremore sono confinate nell'area dei crateri sommitali a una elevazione di circa 3 mila metri. 
    Tue, 16 Jul 2024 09:19 Il primo giorno di Vannacci a Strasburgo, il "giallo" del trolley e poi semina tutti - Con il supertrolley avanti e indietro per i corridoi di Strasburgo. Dietro, il codazzo degli euro-Patrioti e dei giornalisti. Il primo giorno del generale Vannacci in Parlamento dura un’ora. In ritardo per il traffico, a ritirare il badge non si presenta: al suo posto manda un collaboratore. Alla riunione dove si doveva discutere della sua vicepresidenza non gradita ai francesi, entra ed esce dopo appena cinque minuti. Nuova corsa veloce e via verso la riunione del gruppo, un giornalista gli urta il trolley: «Vuole rubarmelo? I francesi non hanno letto il mio libro ma adesso arriva anche la versione nella loro lingua». S’infila dentro la sala scelta dai Patrioti per l’Europa proferendo: «Passo indietro? Solo i bersaglieri non ne fanno». La riunione finisce, il trolley esce senza Vannacci, in mano a un collaboratore: il generale ha seminato il codazzo ed è sparito.    Mon, 15 Jul 2024 23:10 Crisi idrica in Sicilia, la siccità prosciuga anche il lago Fanaco: è il terzo dopo Pergusa e Ogliastro - Il mix di siccità, carenza di acqua e temperature alte in Sicilia sta assumendo l'aspetto di una crisi gravissima che incide sulla vita quotidiana di milioni di persone. La grande siccità che dura da oltre un anno ha portato alla scomparsa di un altro invaso, il lago artificiale Fanaco

Si trova nel territorio comunale di Castronovo di Sicilia, nel Palermitano. Dopo la scomparsa del millenario lago di Pergusa (nell'Ennese) -unico lago naturale- si assiste al prosciugamento del lago artificiale dell'Ogliastro (tra l'area Ennese e quella Catanese) ed a quello del Fanaco- il che accentua la crisi idrica-. 

Prosciugati anche tratti del più grande fiume siciliano, il Simeto. Per comprendere bene quello che sta avvenendo in Sicilia, occorre porre mente ai nuovi dati del report dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico regionale. Negli invasi isolani i milioni di metri cubi davvero utilizzabili -su un totale attuale di 267 milioni - sono solo 121 milioni. Ben 33 milioni di litri in meno rispetto al mese precedente, in percentuale si tratta di un meno 21%

Se si fa il parallelismo con il mese di giugno dell'anno precedente (già in piena siccità) la diminuizione sale al 50%. In totale in un anno in tutti gli invasi isolani si è avuta una perdita di 261 milioni di metri cubi. Altro dato da record in negativo. Vi sono invasi nel Palermitano che fanno toccare il 96% in meno rispetto all'anno precedente, nell'Ennese e nel Messinese vi sono punte dell'80% in meno. Danni enormi per la natura, per l'ambiente, per l'agricoltura, per gli animali. Secondo alcune stime, solo nel comparto agricolo si rischia di raggiungere i due miliardi e mezzo di euro di danni entro fine anno se non viene invertita la rotta.

Disagi crescenti anche per le persone. Infatti accanto alla grande carenza di acqua irrigua vi è una crescente carenza di acqua potabile, a macchia di leopardo, in diverse province dell'Isola. In parecchi comuni vi è stato o vi è il razionamento dell'acqua potabile. E' probabilmente la siccità più grave in Sicilia dell'ultimo secolo, ed è sicuramente tra le più gravi allo stato attuale d'Europa. Molti agricoltori, imprenditori e cittadini si sentono abbandonati. Parecchi i raccolti perduti, vi è il progressivo abbandono di campi con differenti coltivazioni e di giardini di agrumi. Servono interventi urgenti, maggiori di quelli previsti.

    Mon, 15 Jul 2024 20:59 Camionista prende a cinghiate immigrate che si erano nascoste a bordo - Il video diffuso sui social è diventato virale: un camionista in sosta presso l'autoporto di Ventimiglia, scopre un gruppo di giovani immigrate nascoste nel suo camion, che cercavano di passare il confine con la Francia. L'uomo le fa scendere e le colpisce a cinghiate, come animali. Tutto dovrebbe essere accaduto lunedì mattina. Qualcuno ha filmato la scena con il cellulare e ha diffuso il video su Facebook, invece di chiamare la polizia.     Mon, 15 Jul 2024 18:21 Napoli, Meloni firma protocollo per rinascita Bagnoli: «Opera più ambiziosa di Europa» - (LaPresse) Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni questa mattina a Napoli ha firmato il protocollo d'intesa per la rinascita di Bagnoli. L'accordo prevede una copertura finanziaria di 1,2 miliardi di euro. «L'opera di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana più ambiziosa di Europa». «La sfida - ha proseguito la premier - è trasformare un'area abbandonata e inquinata, che è stata un simbolo dell'incapacità delle istituzioni nel dare risposte, in un moderno polo turistico, balneare e commerciale all'altezza della Campania e di Napoli».    Mon, 15 Jul 2024 15:20 Le ferite dell'America. La diretta tv - Con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, Massimo Gaggi, Viviana Mazza, Guido Olimpio, Federico Rampini, Simone Sabattini, Giuseppe Sarcina. Conduce Maria Serena Natale.    Wed, 10 Jul 2024 09:30 Le stragi dei bambini nelle guerre d’Ucraina e Gaza: la diretta con gli inviati del Corriere della Sera - Il missile russo sull'ospedale pediatrico di Kiev, il vertice Nato di Washington e le decisioni da prendere sull'Ucraina, la guerra di Gaza entrata nel decimo mese: la diretta con l'editorialista Giuseppe Sarcina, l'inviato a Kiev Lorenzo Cremonesi, l'esperto militare Guido Olimpio. Conduce Maria Serena Natale.    Tue, 09 Jul 2024 10:42 Dazi, difesa e disciplina di bilancio: l’Europa che ci aspetta? - Federico Fubini risponde ai lettori in diretta video    Mon, 01 Jul 2024 11:08 Francia, che succede ora? La diretta video - Domenica 30 giugno 2024 la Francia è stata chiamata al voto per rinnovare  il Parlamento, dopo che il presidente Emmanuel Macron, a seguito dei risultati sfavorevoli del suo partito alle Europee, ha chiesto lo scioglimento anticipato dell'Assemblea Nazionale. L'analisi dei risultati, in attesa del secondo turno di domenica 7 luglio, con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, l'editorialista e vicedirettore Aldo Cazzullo, il corrispondente da Parigi Stefano Montefiori, gli inviati Alessandra Coppola e Marco Imarisio. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 24 Jun 2024 10:49 Ballottaggi, chi vince? - La diretta dagli studi di Corriere Tv in live streaming: il secondo turno delle elezioni comunali, l’analisi dello scenario politico con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e il vice direttore Venanzio Postiglione, in collegamento con gli inviati Virginia Piccolillo e Nino Luca e con i responsabili delle redazioni di Firenze e Bari Roberto De Ponti e Michele Pennetti. Conduce Maria Serena Natale.
Sono 105 i Comuni chiamati al voto: le sfide più attese a Firenze e Bari. Nel capoluogo toscano vince Sara Funaro - che raccoglie il testimone di Dario Nardella, eletto a Bruxelles - che correva contro l'ex direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. A Bari, invece, l’ex capo di gabinetto di Antonio Decaro (a sua volta approdato al Parlamento europeo), Vito Leccese ha respinto l’assalto del leghista Fabio Romito come portabandiera del centrodestra.    Thu, 20 Jun 2024 09:40 Viaggiare per stupirsi ancora - Un evento per raccontare la passione per i viaggi e cogliere le caratteristiche del turismo contemporaneo di qualità nell’epoca digitale. E’ ancora possibile stupirsi in un mondo di cui disponiamo facilmente di informazioni e di immagini per ogni luogo? Attraverso il confronto con un importante tour operator di viaggi “sartoriali” e le parole di due reportage firmati da Dino Buzzati e Alberto Moravia scopriamo che le esigenze del viaggiare non cambiano: la migliore conoscenza di sé, la scoperta dell’altro, la ricerca di nuovi orizzonti con cui confrontarsi.

Con Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere della Sera, Federica Fracassi, attrice, ed Elisa Boscolo, CEO Boscolo Tours
    Wed, 19 Jun 2024 09:32 L’arte di raccontare un viaggio - La diretta video - Un evento per gli appassionati di viaggio con l’obiettivo di approfondire e cogliere le nuove dimensioni del viaggio contemporaneo attraverso 3 prospettive: viaggiare prima di tutto alla Scoperta di sé e del mondo ma anche alla Scoperta dell’altro e alla ricerca di Nuovi orizzonti di scoperta con cui confrontarsi.
Oggi affrontiamo il tema dell’esperienza di viaggio come incontro di culture grazie anche al ruolo di figure esperte che ne arricchiscono lo storytelling.

Con Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera, Dante Bartoli, archeologo ed esperto Kel 12 Tour Operator e Velasco Vitali, artista
    Thu, 13 Jun 2024 11:50 L’Europa che abbiamo scelto: il direttore Fontana risponde ai lettori - I risultati delle elezioni, i nuovi equilibri in Europa e le ricadute sulla politica italiana: l’analisi del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana che risponde alle domande dei nostri abbonati in diretta video. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 10 Jun 2024 22:57 Matteotti: un martire antifascista. Il racconto in video-animazione di Aldo Cazzullo al Festival della Comunicazione - Il 10 giugno 2024 segna la ricorrenza dei cento anni esatti dell’assassinio di Giacomo Matteotti, martire antifascista e politico che ha dato la vita per difendere onestà e democrazia, diventando riferimento della resistenza. 
Aldo Cazzullo, nella produzione video di Frame - Festival della Comunicazione realizzata a partire dall'incontro tenuto all’ultimo Salone del Libro, non solo tratteggia la figura di un uomo, ma intreccia le storie di resistenza e di antifascismo di Eugenio Montale e Filippo Turati, Adriano Olivetti e Sandro Pertini, Carlo Rosselli e Natalia Ginzburg. «Quel racconto ascoltato a Torino non poteva rimanere confinato in quella sala e in quel momento, ma merita di andare oltre» ha detto Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione (Camogli, 12-15 settembre). «Per questo ne abbiamo fatto un video che mantenesse la vividezza del momento, arricchendolo con un linguaggio visivo che mettesse a fuoco personaggi e concetti. Per arrivare a tutti, perché è una storia che ci appartiene e che ci riguarda».
?- Il CorriereTv ha realizzato inseme a Aldo Cazzullo una serie di nove puntate video sul centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti: qui il link al canale dove sono raccolte     Tue, 04 Jun 2024 13:43 Europa, perché sono le elezioni più importanti. La diretta video delle Conversazioni del Corriere per abbonati - Perché le Europee dell’8 e 9 giugno sono le elezioni più importanti? Ne parliamo, rispondendo come sempre in diretta video alle domande dei nostri abbonati, con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e con il senatore a vita Mario Monti, ex presidente del Consiglio e commissario Ue per il Mercato unico e per la Concorrenza, editorialista del Corriere oggi in libreria con «Demagonia. Dove porta la politica delle illusioni» (Solferino, 2024). Conduce Maria Serena Natale.    
Artemisium News
05/10/2013
PRESENZA FRANCESCANA A SANT'AGATA DI PUGLIA - LA CHIESA DELL'ANNUNZIATA ED PADRI CONVENTUALI
di Dora Donofrio Del Vecchio
La Chiesa dell'Annunziata come era prima

Dora Donofrio Del Vecchio

 Con la Bolla del 18 dicembre 1443, indirizzata al vescovo di Bovino, mons. Pietro Scalera, papa Eugenio IV consentiva al duca Francesco Orsini di costruire in S. Agata un convento per i Frati minori sul luogo ove sorgeva un’antica chiesa dedicata alla Vergine Annunziata. L’Orsini, che era prefetto dell’Urbe e signore di S. Agata, metteva a disposizione case, magazzini, orti, terreni di sua proprietà e quanto potesse essere necessario per la costruzione di chiesa e convento.

Il convento di S. Agata sorgeva proprio quando la rete ubicativa francescana s’andava completando verso la zona occidentale della Capitanata e, consideravate le direttrici di marcia dell’Ordine e la sua strategia insediativa, tenendo conto anche del carattere itinerante delle fraternità del primo secolo francescano, non possiamo escludere, cronologicamente parlando, che i francescani siano giunti a S. Agata prima del 1443. Bisogna tener presente il rapporto che essi ebbero con la Capitanata, in cui già nei primi tempi del francescanesimo, cioè tra la seconda metà del 1200 e la prima del 1300, erano sorti conventi a Foggia, Troia, Corneto (questo pare sia stato fondato dallo stesso S. Francesco e in esso si spense il beato Benvenuto da Gubbio, le cui reliquie, dopo la distruzione del paese da parte di Carlo II d’Angiò, nel 1258, furono portate a Deliceto, ove il beato si venera come compatrono), Casalnuovo e Sansevero. Erano questi i centri gravitazionali da cui si irradiava l’azione pastorale, vasta e molteplice, della famiglia minoritica, ed il convento di Corneto, che era presso Ascoli, era molto vicino a S. Agata. Ci è grato riscoprire e ritrovare una presenza la cui voce ci giunge dal lontano medioevo.

La chiesa dell’Annunziata era ubicata extra muros, su un roccioso sperone a sud est della collina su cui sorge il paese. Da essa derivò l’intitolazione ancora oggi in uso, anche se dal ‘600 e ‘700 si disse indifferentemente chiesa “dell’Annunziata” e chiesa “di S. Antonio”, essendo divenuto molto popolare il culto per il Santo di Padova. Fu una chiesa cara a vescovi e Papi che l’arricchirono di privilegi e di indulgenze.

Ha subito nel corso dei secoli molti rifacimenti ed ampliamenti strutturali per frane e terremoti, ma anche per volontà dei devoti, che l’hanno voluta sempre più adorna, più ampia, più funzionale. I più significativi interventi si realizzarono nei primi decenni del ‘700 (fu consacrata dal beato mons. Antonio Lucci, frate francescano conventuale, nel 1729); nel 1920, dopo il crollo di buona parte dell’edificio causato da una frana; dopo il terremoto del 1930 e nel 1972.

La primitiva chiesa era ad una sola navata e dalla struttura lineare, rispondente agli ideali di semplicità e di chiarezza predicati da S. Francesco. Aveva coro, sacrestia, cappelle ed altari consacrati, di cui tre erano di ius patronato con diritto di sepoltura, e tre rispettivamente delle confraternite della SS.ma Annunziata, del SS.mo Rosario, di S. Antonio di Padova attive già dal 1500 (ad esse si aggiunse, nell’800, la confraternita dell’Immacolata Concezione, nel 1881 il Terz’Ordine francescano maschile e femminile, nel 1953 la Milizia Mariana ed il gruppo di Piccoli Militi). Nella ricostruzione seguita al terremoto del 1930 divenne una chiesa ampia, spaziosa, a tre navate. Nel 1937 si ricostruì il campanile, progettato dall’architetto Gino Marchitelli. Una completa ristrutturazione del sacro edificio fu realizzato nel 1972, sempre su progetto del Marchitelli, grazie all’interessamento del compianto padre guardiano P. Michele Massa, di P. Emanuele Popolizio e P. Bernardino Fondaco, con contributi dello Stato, del popolo e del benefattore Gerardo Maruotti di Palino. Con il tempo la chiesa è stata dotata di nuove suppellettili, nuovi confessionali, di un armonium, di organo, di porte di bronzo realizzate da padre Tarcisio, di vetrate istoriate, di impianto di riscaldamento, di un salone per incontri culturali e di catechesi.

La chiesa dell’Annunziata, anche durante l’assenza dei francescani in seguito alla soppressione dell’Ordine del 1809, è rimasta sempre aperta al culto ed officiata, grazie alle confraternite dell’Immacolata Concezione e di S. Antonio di Padova. E’ loro merito aver mantenuto vive tutte le pratiche devozionali accese dalla famiglia francescana (come la Via Crucis e le tre Ore di Agonia della Settimana Santa, il digiuno nella vigilia dell’Immacolata Concezione, il culto del Presepe), di aver provveduto alla manutenzione ed alla ricostruzione dei locali, alla dotazione delle campane, di aver salvato suppellettili, arredi ed archivio. E non possiano, con le confraternite, non ricordare i secolari che hanno curato la chiesa e caldeggiato il ritorno dei frati, come don Raffaele Anzano, don Francesco Lavilla, don Francesco Mariconda, don Nicola Mavilia, don Francesco Fredella, don Francesco Paolo Mazzeo, don Remigio Cela, ed i numerosissimi benefattori.

Complessa è anche la storia del convento. Nel ‘500 ospitava cinque Padri e non aveva ambienti sufficienti per ospitarne di più, ragion per cui fu soppresso nel 1652. Rimesso a norma, si riaprì due anni dopo. Poi venne la soppressione del 1809, quella del periodo francese, che interessava gli ordini religiosi possidenti, e fu l’inizio di una triste odissea anche per i nostri Francescani. Il convento, che con la chiesa venne valutato 3400 ducati, contava nove stanze di abitazione, oltre a cucina e refettorio, “magazzini”, cantina e fosse granarie. Una volta chiuso ed allontanati i frati, fu assegnato al Seminario di Bovino; gli oggetti preziosi furono riservati allo Stato, le rendite furono assegnate allo studentato dei Liguorini di Deliceto ed al collegio governativo di Lucera; allo stesso collegio furono destinati i libri della biblioteca.

Nel 1950 fu ricostruito ex novo grazie alla generosità dei fratelli Gennaro e Rocco Fredella di S. Agata di Puglia, gli stessi che contribuirono alla costruzione dell’annesso Collegio serafico che ha ospitato fino a 30 fratini l’anno, dal 1955 al 1981. Rifatto l’impianto elettrico e quello d’illuminazione, è stato installato l’ascensore.

Nel corso della sua esistenza il complesso conventuale ha raccolto numerose testimonianze di fede e di devozione, strettamente legate alle proposte cultuali francescane, che spaziavano da quelle proprie quelle dell’Ordine (S. Francesco d’Assisi, S. Chiara, S. Antonio di Padova, Immacolata Concezione, S. Maria degli Angeli) alle devozioni più fresche rispondenti a nuove correnti spirituali, come quella per la Madonna di Pompei, per S. Vito, S. Gerardo Maiella, S. Leonardo, P. Fasani, P. Pio. Forte impulso essi hanno dato al culto mariano, come attestano anche le confraternite ed i sodalizi da loro promossi. Con particolare solennità venivano e vengono celebrate le festività di S. Antonio, di S. Gerardo e S. Leonardo. Per la festa del Taumaturgo di Padova, il 13 giugno, si animava il paese, si abbandonavano le campagne e si interrompevano tutti i lavori; si preparavano con anticipo stendardi di paglia bianca e cappelloni carichi di gigli, oltre a monumentali “palii” ricchi di gigli e ciliegie che sfilavano con la processione. Molti devoti si consacravano al Santo e per voto vestivano il saio francescano. Nel 1918 il popolo raccolto nella chiesa del Santo decise di eleggerlo patrono principale di Sant’Agata, ma non si diede attuazione a questo disegno.

Il forte richiamo esercitato dalla famiglia minoritica è attestato anche dai numerosi lasciti di beni mobili ed immobili, tra cui anche un mulino ad acqua (documentati dagli inventari della soppressione del 1809 e, per la cappella di S. Antonio di Padova, dal Catasto Onciario di S. Agata di Puglia del 1754), dalla scelta di molti, nobili, abbienti ed umili, di essere sepolti nella chiesa dell’Annunziata; dal coinvolgimento dei frati nella vita civile ed economica della comunità, gestendo i beni di cui erano destinatari e partecipando anche alla gestione del Monte frumentario e dei Monti di maritaggio.

E fu tale il “ruolo catalizzatore ed animatore” esercitato dai francescani, che il convento sorto extra moenia, si è trovato al centro di un popolatissimo rione, quello dell’Annunziata, detto anche “di S. Antonio”, cresciuto dal ‘600 in poi.

Ci chiediamo il perché di tanto calore intorno ai frati di S. Francesco: perché alla loro scuola si apprendeva un umanesimo nuovo, ispirato al valore dell’umana fraternità, dell’uguaglianza fra gli uomini, dell’amore e della pacifica convivenza. Perché essi, calandosi nel concreto del contesto socio-religioso, seppero prenderne parte attiva, aiutando materialmente e moralmente, istruendo, formando le coscienze, soccorrendo nel bisogno (durante la peste del 1556 trasformarono il convento in lazzaretto, riuscendo a contenere il contagio ed a salvare tante vite umane). Adattandosi alla realtà ambientale ed utilizzando le strutture sia laiche che ecclesiastiche esistenti, riuscivano, con l’aiuto delle confraternite da loro promosse e che si rivelarono utili strumenti di penetrazione sociale, attraverso un vasto e variegato campo di attività ed interventi, a coprire le varie esigenze e da religioso il loro impegno seppe farsi “storicamente sociale”.

Il ritorno dei Francescani a S. Agata nel 1953 (25 ottobre, festa di Cristo re), ritorno a lungo atteso ed invocato da tutto il popolo, dopo 144 anni dalla soppressione, consente di riprendere un dialogo mai interrotto. E’ un piccolo drappello che arriva (P. Bonaventura Popolizio, P. Massimiliano Amoroso - superiore, P. Giuseppe Piemontese, frate Francesco Rinaldi) che rende, operativamente parlando, più di un esercito. Ad essi si aggiunsero i padri Bernardino Fondaco, Giuseppe Rolli, Bernardino Nonni, Alfonso Granchelli, Giuseppe Maria Sorgente, Beniamino Manzo, Michele Massa, Giuseppe Daprile, Lorenzo Aracri).

La fraternità ritornava in un momento difficile: il paese si andava spopolando per l’emigrazione, il lavoro mancava, le ferite della guerra non erano ancora rimarginate, e dura era la ripresa. Ma loro, sulla scia dei predecessori, con quell’empito di vitalità che è propria francescana, riuscirono subito ad immettersi nella realtà quotidiana, più forti ed agguerriti che mai. Adeguandosi alla concretezza della vita ed percependo i segni dei tempi nuovi, essi risposero con la massima efficienza e competenza alle istanze ambientali, sociali e religiose del luogo. Coinvolgendo i laici nelle loro forme di apostolato, promuovendone la sensibilità e curandone la formazione spirituale, costituirono un’associazione cattolica interparrocchiale (GIAC) il 15 novembre 1953; istituirono la Giornata Pro emigrato il 29 novembre, il 9 dicembre la Milizia di Maria Immacolata. Celebrarono la Giornata universitaria e fecero il “falò della stampa cattiva” sul sagrato della chiesa di S. Antonio. Consacrarono Sant’Agata all’Immacolata l’8 dicembre 1954 e avviarono la peregrinatio Mariae, portando la statua della Vergine nelle carceri, nelle scuole, negli uffici, nelle case, e promovendo la recita del S. Rosario in tutte le famiglie. Collaboravano con i parroci delle tre parrocchie santagatesi nelle feste religiose, nella benedizione delle case dell’area extra urbana nel periodo pasquale. Portarono la loro parola di “Pace e bene” ai carcerati, cui consegnarono un gran Crocifisso. Con grande solennità celebravano in particolare le feste dell’Annunciazione, di S. Antonio, dell’Immacolata, del Perdono d’Assisi, di S. Francesco, dell’Immacolata Concezione, di S. Elisabetta, protettrice del Terz’Ordine femminile e di S. Ludovico, patrono del terz’Ordine maschile. Un loro foglio, l”Eco di S. Antonio”, raggiungeva benefattori e cittadini lontani dal paese, recando note di vita religiosa, cronaca locale, ed interessanti pagine di studi francescani (ricordiamo quelle di padre Bernardino Fondaco sui beati vescovi A. Lucci e A. Fasani).

La loro attività non si è mai esaurita nella predicazione né ha avuto i limiti del campanile, come documenta un convegno realizzato il 21 ottobre del 2000 per trattare un tema di grande interesse “L’amministrazione penitenziaria all’inizio del terzo millennio”. Fu un incontro di studio che riunì rappresentanti del Governo centrale, del Ministero della giustizia, della Provincia di Foggia, del Comune di S. Agata di Puglia, della Provincia dei Frati Minori Conventuali, e che raccolse ampi consensi di critica e di stampa. Ne vengono pubblicati gli Atti. Ed è una felice realtà la ricaduta di quelle proposte nelle vita carceraria italiana: molti ne hanno compreso la valenza e si moltiplicano le iniziative imprenditoriali nelle carceri, con corsi di formazione professionale.

Sono trascorsi secoli, sono passati uomini, e molti di preclari virtù, che meriterebbero menzione e degna considerazione. Di molti la polvere del tempo ha cancellato anche le orme, ma del loro apostolato restano tracce indelebili in ambito squisitamente etico e spirituale.

I nostri cari padri non sono mai venuti meno alle aspettative della gente; il loro è stato l’intervento del fratello, dell’amico, della persona cara. Hanno asciugato lacrime e consolato, assistito moribondi e benedetto ogni forma di vita. Tutti hanno avuto da loro una considerazione, soprattutto i carcerati, gli umili, i giovani, i bisognosi. Loro è stata la cura della chiesa di S. Maria delle Grazie di ascendenza benedettina e l’assistenza spirituale degli anziani ricoverati nella “Casa del S. Cuore” di S. Agata.

Per il pane quotidiano hanno dovuto bussare al cuore ad alla generosità dei benefattori, si sono fatti “figli del popolo” mentre sono “gli apostoli di una nuova vita religiosa”. La loro presenza ha portato “nuovi valori nella vita di ogni focolare e di tutta la comunità”, contribuendo alla sua promozione e crescita umana e culturale. Per la sua storia i nostri Padri hanno scritto una pagina eroica, luminosa e di grande interesse.

Dal 2012, purtroppo, i Padri Conventali hanno lasciato il convento dell’Annunziata dopo oltre sette secoli dal loro insediamento, lasciando nella comunità un vuoto incolmabile.

La chiesa dell’Annunziata è  aperta al culto ed officiata dal parroco della chiesa matrice di S. Nicola.

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