Dall'Italia  Tue, 16 Jul 2024 11:31 La spettacolare eruzione dell'Etna vista da Bronte e Ragalna - Intorno alle 22 di lunedì 15 luglio è cominciata una nuova attività lungo le pendici dell'Etna. Una fontana di lava ha iniziato a fuoriuscire dal Cratere Voragine e ha prodotto una colonna eruttiva alta circa 6000 m s.l.m. che si è propagata in direzione Est con segnalazione di ricaduta di cenere negli abitati di Viagrande e Acicastello. 
?La fontana di lava del cratere Voragine si è gradualmente esaurita per poi cessare intorno alle 2.10 mantenendo una modesta attività stromboliana sino alle 5. 
Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto i valori massimi tra le 21:40 e l'1 ha quindi mostrato un trend in decremento e alle 5:30 ha raggiunto l'intervallo dei valori medi. Le sorgenti del tremore sono confinate nell'area dei crateri sommitali a una elevazione di circa 3 mila metri. 
    Tue, 16 Jul 2024 09:19 Il primo giorno di Vannacci a Strasburgo, il "giallo" del trolley e poi semina tutti - Con il supertrolley avanti e indietro per i corridoi di Strasburgo. Dietro, il codazzo degli euro-Patrioti e dei giornalisti. Il primo giorno del generale Vannacci in Parlamento dura un’ora. In ritardo per il traffico, a ritirare il badge non si presenta: al suo posto manda un collaboratore. Alla riunione dove si doveva discutere della sua vicepresidenza non gradita ai francesi, entra ed esce dopo appena cinque minuti. Nuova corsa veloce e via verso la riunione del gruppo, un giornalista gli urta il trolley: «Vuole rubarmelo? I francesi non hanno letto il mio libro ma adesso arriva anche la versione nella loro lingua». S’infila dentro la sala scelta dai Patrioti per l’Europa proferendo: «Passo indietro? Solo i bersaglieri non ne fanno». La riunione finisce, il trolley esce senza Vannacci, in mano a un collaboratore: il generale ha seminato il codazzo ed è sparito.    Mon, 15 Jul 2024 23:10 Crisi idrica in Sicilia, la siccità prosciuga anche il lago Fanaco: è il terzo dopo Pergusa e Ogliastro - Il mix di siccità, carenza di acqua e temperature alte in Sicilia sta assumendo l'aspetto di una crisi gravissima che incide sulla vita quotidiana di milioni di persone. La grande siccità che dura da oltre un anno ha portato alla scomparsa di un altro invaso, il lago artificiale Fanaco

Si trova nel territorio comunale di Castronovo di Sicilia, nel Palermitano. Dopo la scomparsa del millenario lago di Pergusa (nell'Ennese) -unico lago naturale- si assiste al prosciugamento del lago artificiale dell'Ogliastro (tra l'area Ennese e quella Catanese) ed a quello del Fanaco- il che accentua la crisi idrica-. 

Prosciugati anche tratti del più grande fiume siciliano, il Simeto. Per comprendere bene quello che sta avvenendo in Sicilia, occorre porre mente ai nuovi dati del report dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico regionale. Negli invasi isolani i milioni di metri cubi davvero utilizzabili -su un totale attuale di 267 milioni - sono solo 121 milioni. Ben 33 milioni di litri in meno rispetto al mese precedente, in percentuale si tratta di un meno 21%

Se si fa il parallelismo con il mese di giugno dell'anno precedente (già in piena siccità) la diminuizione sale al 50%. In totale in un anno in tutti gli invasi isolani si è avuta una perdita di 261 milioni di metri cubi. Altro dato da record in negativo. Vi sono invasi nel Palermitano che fanno toccare il 96% in meno rispetto all'anno precedente, nell'Ennese e nel Messinese vi sono punte dell'80% in meno. Danni enormi per la natura, per l'ambiente, per l'agricoltura, per gli animali. Secondo alcune stime, solo nel comparto agricolo si rischia di raggiungere i due miliardi e mezzo di euro di danni entro fine anno se non viene invertita la rotta.

Disagi crescenti anche per le persone. Infatti accanto alla grande carenza di acqua irrigua vi è una crescente carenza di acqua potabile, a macchia di leopardo, in diverse province dell'Isola. In parecchi comuni vi è stato o vi è il razionamento dell'acqua potabile. E' probabilmente la siccità più grave in Sicilia dell'ultimo secolo, ed è sicuramente tra le più gravi allo stato attuale d'Europa. Molti agricoltori, imprenditori e cittadini si sentono abbandonati. Parecchi i raccolti perduti, vi è il progressivo abbandono di campi con differenti coltivazioni e di giardini di agrumi. Servono interventi urgenti, maggiori di quelli previsti.

    Mon, 15 Jul 2024 20:59 Camionista prende a cinghiate immigrate che si erano nascoste a bordo - Il video diffuso sui social è diventato virale: un camionista in sosta presso l'autoporto di Ventimiglia, scopre un gruppo di giovani immigrate nascoste nel suo camion, che cercavano di passare il confine con la Francia. L'uomo le fa scendere e le colpisce a cinghiate, come animali. Tutto dovrebbe essere accaduto lunedì mattina. Qualcuno ha filmato la scena con il cellulare e ha diffuso il video su Facebook, invece di chiamare la polizia.     Mon, 15 Jul 2024 18:21 Napoli, Meloni firma protocollo per rinascita Bagnoli: «Opera più ambiziosa di Europa» - (LaPresse) Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni questa mattina a Napoli ha firmato il protocollo d'intesa per la rinascita di Bagnoli. L'accordo prevede una copertura finanziaria di 1,2 miliardi di euro. «L'opera di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana più ambiziosa di Europa». «La sfida - ha proseguito la premier - è trasformare un'area abbandonata e inquinata, che è stata un simbolo dell'incapacità delle istituzioni nel dare risposte, in un moderno polo turistico, balneare e commerciale all'altezza della Campania e di Napoli».    Mon, 15 Jul 2024 15:20 Le ferite dell'America. La diretta tv - Con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, Massimo Gaggi, Viviana Mazza, Guido Olimpio, Federico Rampini, Simone Sabattini, Giuseppe Sarcina. Conduce Maria Serena Natale.    Wed, 10 Jul 2024 09:30 Le stragi dei bambini nelle guerre d’Ucraina e Gaza: la diretta con gli inviati del Corriere della Sera - Il missile russo sull'ospedale pediatrico di Kiev, il vertice Nato di Washington e le decisioni da prendere sull'Ucraina, la guerra di Gaza entrata nel decimo mese: la diretta con l'editorialista Giuseppe Sarcina, l'inviato a Kiev Lorenzo Cremonesi, l'esperto militare Guido Olimpio. Conduce Maria Serena Natale.    Tue, 09 Jul 2024 10:42 Dazi, difesa e disciplina di bilancio: l’Europa che ci aspetta? - Federico Fubini risponde ai lettori in diretta video    Mon, 01 Jul 2024 11:08 Francia, che succede ora? La diretta video - Domenica 30 giugno 2024 la Francia è stata chiamata al voto per rinnovare  il Parlamento, dopo che il presidente Emmanuel Macron, a seguito dei risultati sfavorevoli del suo partito alle Europee, ha chiesto lo scioglimento anticipato dell'Assemblea Nazionale. L'analisi dei risultati, in attesa del secondo turno di domenica 7 luglio, con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, l'editorialista e vicedirettore Aldo Cazzullo, il corrispondente da Parigi Stefano Montefiori, gli inviati Alessandra Coppola e Marco Imarisio. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 24 Jun 2024 10:49 Ballottaggi, chi vince? - La diretta dagli studi di Corriere Tv in live streaming: il secondo turno delle elezioni comunali, l’analisi dello scenario politico con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e il vice direttore Venanzio Postiglione, in collegamento con gli inviati Virginia Piccolillo e Nino Luca e con i responsabili delle redazioni di Firenze e Bari Roberto De Ponti e Michele Pennetti. Conduce Maria Serena Natale.
Sono 105 i Comuni chiamati al voto: le sfide più attese a Firenze e Bari. Nel capoluogo toscano vince Sara Funaro - che raccoglie il testimone di Dario Nardella, eletto a Bruxelles - che correva contro l'ex direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. A Bari, invece, l’ex capo di gabinetto di Antonio Decaro (a sua volta approdato al Parlamento europeo), Vito Leccese ha respinto l’assalto del leghista Fabio Romito come portabandiera del centrodestra.    Thu, 20 Jun 2024 09:40 Viaggiare per stupirsi ancora - Un evento per raccontare la passione per i viaggi e cogliere le caratteristiche del turismo contemporaneo di qualità nell’epoca digitale. E’ ancora possibile stupirsi in un mondo di cui disponiamo facilmente di informazioni e di immagini per ogni luogo? Attraverso il confronto con un importante tour operator di viaggi “sartoriali” e le parole di due reportage firmati da Dino Buzzati e Alberto Moravia scopriamo che le esigenze del viaggiare non cambiano: la migliore conoscenza di sé, la scoperta dell’altro, la ricerca di nuovi orizzonti con cui confrontarsi.

Con Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere della Sera, Federica Fracassi, attrice, ed Elisa Boscolo, CEO Boscolo Tours
    Wed, 19 Jun 2024 09:32 L’arte di raccontare un viaggio - La diretta video - Un evento per gli appassionati di viaggio con l’obiettivo di approfondire e cogliere le nuove dimensioni del viaggio contemporaneo attraverso 3 prospettive: viaggiare prima di tutto alla Scoperta di sé e del mondo ma anche alla Scoperta dell’altro e alla ricerca di Nuovi orizzonti di scoperta con cui confrontarsi.
Oggi affrontiamo il tema dell’esperienza di viaggio come incontro di culture grazie anche al ruolo di figure esperte che ne arricchiscono lo storytelling.

Con Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera, Dante Bartoli, archeologo ed esperto Kel 12 Tour Operator e Velasco Vitali, artista
    Thu, 13 Jun 2024 11:50 L’Europa che abbiamo scelto: il direttore Fontana risponde ai lettori - I risultati delle elezioni, i nuovi equilibri in Europa e le ricadute sulla politica italiana: l’analisi del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana che risponde alle domande dei nostri abbonati in diretta video. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 10 Jun 2024 22:57 Matteotti: un martire antifascista. Il racconto in video-animazione di Aldo Cazzullo al Festival della Comunicazione - Il 10 giugno 2024 segna la ricorrenza dei cento anni esatti dell’assassinio di Giacomo Matteotti, martire antifascista e politico che ha dato la vita per difendere onestà e democrazia, diventando riferimento della resistenza. 
Aldo Cazzullo, nella produzione video di Frame - Festival della Comunicazione realizzata a partire dall'incontro tenuto all’ultimo Salone del Libro, non solo tratteggia la figura di un uomo, ma intreccia le storie di resistenza e di antifascismo di Eugenio Montale e Filippo Turati, Adriano Olivetti e Sandro Pertini, Carlo Rosselli e Natalia Ginzburg. «Quel racconto ascoltato a Torino non poteva rimanere confinato in quella sala e in quel momento, ma merita di andare oltre» ha detto Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione (Camogli, 12-15 settembre). «Per questo ne abbiamo fatto un video che mantenesse la vividezza del momento, arricchendolo con un linguaggio visivo che mettesse a fuoco personaggi e concetti. Per arrivare a tutti, perché è una storia che ci appartiene e che ci riguarda».
?- Il CorriereTv ha realizzato inseme a Aldo Cazzullo una serie di nove puntate video sul centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti: qui il link al canale dove sono raccolte     Tue, 04 Jun 2024 13:43 Europa, perché sono le elezioni più importanti. La diretta video delle Conversazioni del Corriere per abbonati - Perché le Europee dell’8 e 9 giugno sono le elezioni più importanti? Ne parliamo, rispondendo come sempre in diretta video alle domande dei nostri abbonati, con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e con il senatore a vita Mario Monti, ex presidente del Consiglio e commissario Ue per il Mercato unico e per la Concorrenza, editorialista del Corriere oggi in libreria con «Demagonia. Dove porta la politica delle illusioni» (Solferino, 2024). Conduce Maria Serena Natale.    
Artemisium News
20/05/2013
OMAGGIO A VERDI : " I DUE FOSCARI "
di Alfonso De Capraris
Il Cofanetto dell'Opera

Siamo così giunti al sesto lavoro teatrale di Giuseppe Verdi dal titolo “I due Foscari”, Opera lirica in tre atti e otto quadri su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’Historical Tragedy di Lord George Byron “The two Foscari”, un drammone in cinque atti in versi che il poeta inglese scrisse nel 1821, e che per la sua dimensione e struttura stessa scarsa di avvenimenti mal si prestava ad una rappresentazione teatrale, avendo l’autore rivolto la propria attenzione piuttosto verso il dialogo fra i personaggi in forma statica, laddove il melodramma italiano faceva affidamento su dinamici colpi di scena con effetto sorpresa.

Ciò non toglie che a Verdi, comunque, la storia umana in tragica alternanza fra vicende politiche e passioni amorose piaceva, tanto da scrivere al librettista “è un bel soggetto, delicato, ed assai patetico”, facendogli però, nello stesso tempo presente, che era privo di “quella grandiosità scenica” indispensabile per la buona riuscita dell’Opera, così da costringere il povero Piave a darsi un bel da fare, per contemperare l’esigenza di rispettare al massimo l’essenza del lavoro byroniano, come del resto pretendeva lo stesso Verdi, con la necessità di creare grandiosi effetti drammatici, elementi fondamentali del linguaggio teatrale.

Ancor prima di realizzare “Ernani”, Verdi aveva già pensato a “I due Foscari” come un’Opera per il Teatro “La Fenice” di Venezia, città festaiola per antonomasia, laddove la trama di quella tragedia poteva apparire di cattivo gusto agli occhi dei veneziani, non inclini a scoprire il volto reale dell’assolutismo dispotico del governo della città, per cui, come gli suggerì anche la direzione del teatro, abbandonò l’idea, ma non il progetto di mettere in musica una storia tanto avvincente e, per di più, realmente accaduta.

La cosa gli riuscì nel momento stesso in cui, sondate già le piazze di Milano, di Palermo e di Napoli, perché non pensare di approdare anche nella Roma papalina, pur con la sua rigorosa censura, con un soggetto nuovo per un’opera diversa? E così la sera del 3 novembre 1844 “I due Foscari” vanno in scena al Teatro “Argentina”, riscuotendo un successo largamente inferiore alle aspettative sia del pubblico romano, forse anche a causa della non felice prestazione degli interpreti, e sia dello stesso Compositore, il quale molti anni più tardi ebbe a giudicare il lavoro come un’opera monotona, carente di varietà, portata ad “arpeggiare sempre sulla stessa corda”.

Ciò è facilmente intuibile, perché dopo la monumentalità dei cori del “Nabucco” e la sfrenata frenesia che esplose nell’ “Ernani”, il pubblico si aspettava qualcosa di più per il debutto romano del “Cigno di Busseto”, e certamente i tre atti con la loro brevità non contribuirono a rinnovare i successi ottenuti in precedenza, anche se Verdi la pensava diversamente, convinto com’era quando affermava che “la brevità non è mai un difetto”.

Cionondimeno “I due Foscari”, come d’altronde, ognuna delle opere del repertorio verdiano, recita il suo ruolo importante nell’arco compositivo di Verdi, allorquando, discostandosi dal percorso tracciato dal Compositore nelle opere precedenti, presenta caratteri di assoluta novità sul piano formale, a cominciare dall’orchestrazione, sempre oggetto di critiche, ma in quest’Opera più curata.

Inoltre in questa nuova esperienza Verdi assegna a ciascun personaggio un proprio tema caratteristico, nuovo, evitando il ricorso a temi già presentati in precedenza, e matura una diversa concezione del duetto, in cui è possibile scorgere l’essenzialità della drammaturgia verdiana, aspetti che consentono al lavoro di restare in cartellone per diversi decenni; addirittura nel 1847 si rappresentava in contemporanea nei due più importanti teatri della capitale inglese.

Questo perché probabilmente in seguito il pubblico acquistò maggior conoscenza dell’Opera, ed apprezzò l’intento del Musicista, che non era quello di voler giocare al risparmio delle proprie proverbiali vulcaniche energie, bensì piuttosto il tentativo di sperimentare forme nuove mediante la semplicità e l’impiego di ritmi meno travolgenti; lo dimostra il ricorso frequente ai dolci e cullanti movimenti di barcarola nel classico 6/8, anche per meglio rimarcare l’ambientazione veneziana della vicenda.

Come ne “I lombardi alla prima crociata”, dove nella terza parte si ascolta un lungo struggente assolo del violino, anche in quest’Opera il secondo atto inizia con un famoso Preludio, affidato ad un duo per viola e violoncello, che fa da contrasto, rafforzandone il vigore, alla drammaticità della scena successiva, così come, ancora una volta, Verdi non manca di riservare un angolino in cui fare esibire in maniera discreta la banda.

In definitiva, pur non disponendo “I due Foscari” di una varietà di situazioni drammatiche pari a quelle che si riscontrano nelle opere precedenti, grazie al rinnovamento autoimpostosi dal Compositore ed ai ritocchi del librettista, l’Opera resta un lavoro fresco per le novità che presenta, ed avvincente per il pathos che è insito in sé.

La trama, che, come già detto, non può non risentire della scarsa propensione del testo originale inglese a rappresentare grandiose scene drammatiche, si riferisce ad un fatto storico realmente avvenuto nell’anno 1457 a Venezia, che io, sull’esempio di Francesco Maria Piave, il quale faceva precedere le prime edizioni del libretto da una nota storica, intendo tracciare nelle grandi linee, mettendo un po’ da parte l’adattamento che ne fa il librettista, senza escludere a priori un possibile riferimento in corso d’opera allo stesso.

Il 15 aprile 1423 Francesco Foscari, di nobile antica famiglia veneziana, dopo una brillante carriera politica, venne eletto sessantacinquesimo Doge di Venezia, battendo il rivale Pietro Loredàn, il quale non smise mai di rendergli la vita difficile, finché una volta in Senato Francesco, perdendo la pazienza, non ebbe a dichiarare che non si sarebbe mai sentito veramente Doge, finché Pietro fosse vissuto.

Il caso volle che alcuni mesi dopo Pietro e suo fratello Marco morirono, per vox populi, avvelenati, coincidenza che creò in Jacopo, figlio di Pietro, la convinzione della colpevolezza di Foscari, radicata al punto tale da indurlo a scolpire ciò sulle tombe dei congiunti, e ad annotare sui registri del proprio commercio una partita, per la quale i Foscari risultavano essergli debitori di due vite, aspettando il momento buono per farsi pagare.

Dei quattro figli maschi del Doge Francesco, l’unico sopravvissuto alla peste che aveva falcidiato la Repubblica era Jacopo, sposato con Lucrezia Contarini, il quale, accusato di concussione e corruzione per aver ricevuto donativi da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, possibilità che le rigide leggi veneziane vietavano rigorosamente, era stato mandato al confino da Ermolao Donà, Capo del Consiglio dei Dieci.

Quest’ultimo nella notte del 5 novembre 1450 venne trucidato, e poiché il giorno precedente in Venezia era stato visto aggirarsi Oliviero, servo di Jacopo, i sospetti caddero su Foscari, il quale, portato a Venezia, prima di essere inutilmente torturato, rivolse un accorato saluto alla sua natia Venezia “regina del mar”, quindi venne esiliato a vita a Candia, nell’isola di Creta; questa condanna lo spinse ad imprecare contro l’odio implacabile di cui si sentiva ingiustamente vittima, ed a reclamare la propria innocenza.

Cinque anni più tardi, Jacopo, non potendo più vivere lontano dalla sua patria, in mancanza di una grazia, scrisse a Francesco Sforza, Duca di Milano, affinché intercedesse per lui presso la Serenissima; la lettera, però, venne intercettata dal Consiglio dei Dieci, che la ritenne molto compromettente e prova sufficiente della colpevolezza del giovane.

Ricondotto a Venezia, Jacopo viene sottoposto di nuovo a tortura, e, nonostante avesse confessato di essere l’autore della lettera, scritta soltanto per il desiderio di rivedere la patria, fu condannato di nuovo all’esilio a vita a Candia, oltre ad un anno di carcere duro.

Nelle prigioni di Stato, scena con cui inizia il secondo atto dell’Opera, langue Jacopo; nel libretto di Piave il prigioniero durante un delirio si vede minacciato dallo spettro del Conte di Carmagnola, il quale lo accusa di essere stato giustiziato a seguito di condanna emessa dal Doge Francesco; scosso da questo triste presagio, Jacopo cade a terra svenuto.

Quando riprende i sensi, si trova fra le braccia di Lucrezia, giunta per riferirgli della sentenza del Consiglio dei Dieci, di fronte ai quali ella si era presentata con l’amica Pisana ed un seguito di dame, tenendo per mano i suoi due bambini; il gesto, però, di farli inginocchiare davanti al Doge non mosse a compassione Loredàn (Loredano nel libretto) e gli altri senatori, i quali intimarono a Jacopo l’immediata partenza per l’esilio, e per giunta da solo, separazione che per i due coniugi suonò più di una condanna a morte, al punto da far sentire a Jacopo essere prossima la sua fine.

Il povero Doge, oramai ottantenne, dopo avere resistito con fermezza, sia pure con le lacrime agli occhi, alle pressanti ed anche veementi suppliche di Lucrezia per un suo intervento in difesa del marito, assiste con grande dignità alle vicissitudini del figlio, al quale non può fare altro che consigliargli obbedienza e rassegnazione ai voleri del Leone Alato.

La situazione muta radicalmente allorquando il senatore Barbarigo presenta una confessione del nobile veneziano Nicolò Erizzo, il quale, in punto di morte, dichiara, a discolpa di Jacopo, di essere stato lui l’autore dell’assassinio di Ermolao Donà (nel libretto Donato), inducendo alcuni senatori a chiedere la grazia per Jacopo, il quale, però, nel frattempo, muore nel suo carcere di Candia, notizia che annulla di colpo la gioia dell’anziano padre provata nell’apprendere dell’innocenza del figlio.

Intanto nel 1457 Jacopo Loredàn viene eletto componente del Consiglio dei Dieci, carica che gli fa credere che sia giunta l’ora della sua vendetta, quindi, supportato dagli altri senatori, trama contro il Doge al fine di costringerlo ad abdicare in ragione dell’età avanzata che non gli consentirebbe di attendere pienamente ai suoi impegni.

In realtà il povero vecchio, afflitto per la sorte dei figli, aveva già presentato precedentemente due volte le proprie dimissioni, che non furono mai accettate, anzi era stato piuttosto costretto a giurare che sarebbe morto nell’esercizio delle sue funzioni, giuramento che ora il Doge intendeva rispettare categoricamente, senza, però, potervi riuscire a causa della protervia del Consiglio dei Dieci.

Privato delle insegne del potere, Francesco, distrutto nel morale, il 23 ottobre 1457 si ritirò a vita privata, ma quando il successivo 31 ottobre, udì le campane di San Marco annunciare la elezione del suo successore, Pasquale Malipiero, avvertì un tale dispiacere, che il giorno dopo morì di crepacuore, con ciò completandosi il percorso vendicativo di Jacopo Loredàn, il quale pare che avesse scritto sui suoi registri accanto alla partita sopra citata: “I Foscari mi hanno pagato”.

Così si conclude anche l’Opera, mentre la biografia del Doge Francesco Foscari narra di splendidi funerali di stato in forma regale decretati dal governo della città, nonostante la contrarietà della vedova, la quale vedeva in questa messa in scena un goffo quanto ipocrita atto riparatore da parte di coloro che coloro che le avevano ammazzato un figlio e spodestato il marito.

Una vicenda, quindi come si vede, fortemente drammatica e patetica, che ha offerto a questa nuova coppia vincente Piave-Verdi l’occasione per mettere in risalto aspetti salienti della natura umana: il furore con cui Lucrezia caldeggia la sorte del suo sposo, le sofferenze di Jacopo, l’amore coniugale, che già nel “Fidelio” di Beethoven aveva visto la sua massima sublimazione, la grandezza del Doge, il dramma di una famiglia, la spietata sete di vendetta di Loredano.

Ed ancora risaltano la pietà suscitata dai bambini inutilmente inginocchiati ai piedi dei potenti, la crudezza dei giudici davanti alle angosciate suppliche di una sposa e madre, l’alto riconoscimento elevato nei confronti della giustizia umana, irremovibile anche quando si è trattato di condannare il figlio di un Doge, laddove la giustizia divina è portata a perdonare.

Di contro vi è una rappresentazione scenica, come dicevo, molto scarna, nonostante gli sforzi del librettista, con cambi di scena limitati, ma che nulla toglie alla grandezza della musica, alla cui base comunque c’è sempre un Verdi appena trentunenne, capace di creare linee melodiche di altissimo valore che conferiscono all’Opera il piacere di un ascolto estremamente gradevole.

Dal giorno della sua Prima ad oggi, molteplici sono stati gli allestimenti operati nei confronti di quest’Opera, così come le incisioni discografiche per le quali si sono cimentati direttori d’orchestra del calibro di Tullio Serafin, Carlo Maria Giulini, Gianandrea Gavazzeni e Lamberto Gardelli, del quale vi presento la registrazione effettuata a Vienna nel giugno del 1976 con un cast d’eccezione, e che vede nei panni di:

 

-Francesco Foscari, Doge di Venezia, Piero Cappuccilli, Baritono;

-Jacopo Foscari, suo figlio, José Carreras, Tenore;

-Lucrezia Contarini, di lui moglie, una splendida Katia Ricciarelli, Soprano;

-Jacopo Loredano, membro del Consiglio dei Dieci, Samuel Ramey, Basso;

-Barbarigo, senatore membro della Giunta, Vincenzo Bello, Tenore;

-Pisana, amica e confidente di Lucrezia, Elizabeth Connel, Mezzosoprno;

-Servo del Doge, Franz Handlos, Basso;

-Fante del Consiglio de’ Dieci, Mieczyslaw Antoniak, Tenore.

 

Compaiono inoltre: Membri del Consiglio dei Dieci e Giunta, Ancelle di Lucrezia, Dame veneziane, Popolo e Maschere d’ambo i sessi, il Messer Grande, due figlioletti di Jacopo Foscari, Comandadori, Carcerieri, Gondolieri, Marinai, Paggi del Doge.

 

“ORF Symphony Orchestra and Chorus”, Vienna.

Maestro del Coro: Gottfried Preinfalk.

Direttore: Lamberto Gardelli.

 

Philips 422 426-2

(2 CD Stereo disponibili per l’ascolto presso il sottoscritto).

 

Alfonso De Capraris.


Altre Foto:
Il Libretto dell'Opera
Facebook Twitter Google+
Autorizzazione del Tribunale di Foggia n.20 del 20 settembre 2006
Direttore Responsabile Samantha Berardino



Quotidiano di Video Informazione on-line. Direttore Responsabile: Samantha Berardino
Reg.Trib. di Foggia n.20 del 20 settembre 2006. Tutti i diritti sono riservati.
Direzione e Redazione: Via G.Garibaldi, 44 - 71028 Sant'Agata di Puglia (FG) Tel. +39 0881 984319 - +39 368 7216910
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni: Leonardo Capano redazione@santagatesinelmondo.it

Tutto il materiale presente in questo sito è strettamente riservato - è vietato l'utilizzo dei contenuti del sito senza l'autorizzazione dei gestori. Privacy Policy | Cookie Policy