Sciopero del trasporto pubblico revocato e parcheggi gratis per la Madonna che ha più volte miracolosamente protetto la città
Per via della festa patronale a Foggia persino l'azienda di trasporto pubblico locale Ataf ha fatto sapere di aver revocato lo sciopero previsto per oggi. Gli ausiliari del traffico, inoltre, non svolgeranno le consuete azioni di controllo della sosta per cui sarà possibile parcheggiare gratuitamente anche sulle strisce blu.
Tutto ciò per la festa della Mdonna dei Sette Veli, patrona della città dal 1731, anno dell'apparizione della Madonna ai fedeli.
Fu un anno difficile per la città, a causa di un violento terremoto che rase al suolo la città e provocò circa 20 mila vittime. Avvenne intorno alle 3 di notte, quasi tutte le case furono distrutte e le testimonianze storiche parlano anche di molta acqua insalubre che sgorgò dal sottosuolo, a conferma del fatto che l'insediamento era costruito in una zona decisamente paludosa, che provocò il diffondersi anche di pericolose malattie virali da cui la città fu però miracolosamente risparmiata.
Quest'anno la Santa Patrona, il cui quadro è avvolto in sette veli e conservato in una preziosa, suggestiva e inviolabile teca, tornerà a essere venerata dai foggiani proprio nella sua antica casa, la Cattedrale del capoluogo, rimasta chiusa per anni a causa di lavori di rifacimento e restauro finalmente terminati.
Per questo motivo oggi il traffico su via Arpi sarà regolamentato come di consuetudine nei giorni feriali, quindi con transito consentito dalle 7 alle 22 per permettere un più agevole accesso proprio alla splendida Cattedrale.
Il culto della Santa Protettrice di Foggia è senza dubbio avvolto dal mistero considerando che, fatto alquanto singolare, nessuno mai tra i fedeli ha potuto vedere l'immagine della Madonna dipinta sul tavolo ritrovato dai pastori intorno all'anno mille.
Il Sacro Tavolo infatti ancora oggi si presenta tutto ricoperto da preziosi drappi riccamente ricamati e verso la sommità si vede un'apertura ovoidale ricoperta di stoffa nera.
Nel 1062 Foggia era solo un piccolo borgo nella campagna cocente del Tavoliere delle Puglie.
Su uno dei tanti stagni e acquitrini presenti ebbe inizio la storia della Madonna dei Sette Veli e di Foggia stessa.
Alcuni contadini, che conducevano i buoi ad abbeverarsi, videro tre fiammelle sulle acque. Incuriositi e timorosi, si avvicinarono a quella strana apparizione. Probabilmente si trattav soltanto di fuochi fatui ma essi rinvennero, sepolta nella melma, una grande tavola avvolta in teli, forse per sottrarla alla furia iconoclasta dell'epoca. Dopo averla ripulita scoprirono che era un'icona che né l'acqua, né le traversie del tempo erano riuscite a distruggere. Nonostante fosse degradata, si distingueva bene l'immagine della Vergine Madre di Dio nell'atto di offrire all'adorazione suo Figlio Gesù.
Avrebbe infatti il bambino fra le braccia, all'altezza del petto, sarebbe stata dipinta di fronte, avrebbe metà volto dipinto oltre il quadro, che uscirebbe fuori dal dipinto quindi, e somiglierebbe abbastanza alla Madonna di Montevergine, secondo alcune testimonianze di persone presenti durante i restauri del quadro.
I contadini così rivestirono l'immagine di veli nuovi e la portarono lì vicino, nella storica Taverna del Gufo. La capanna divenne ben presto il centro religioso e di pellegrinaggio della zona e nei dintorni si costruirono molte case.
La provenienza del quadro è incerta ma secondo la tradizione fu dipinta dall'evangelista Luca, portata nel 485 d.C. a Siponto dalla città di Costantinopoli, dove era oggetto di grande venerazione, e donata poi al vescovo Lorenzo Mariano che, a sua volta, ne fece dono alla città di Arpi.
A questo punto, durante la distruzione della città del 600 d.C. il quadro sarebbe stato nascosto da un contadino per metterlo in salvo, coperto dai drappi, nel luogo del suo rinvenimento circa 1000 anni dopo.
Fatto sta che i forestieri cominciarono ad affluire numerosi a Foggia per venerare quella misteriosa Madonna, approfittando del traffico commercial nella zona grazie alla presenza dei pastori abruzzesi che venivano in Puglia per la transumanza.
La Taverna del Gufo divenne così il centro di un agglomerato chiamato 'Sancta Maria de Focis', a ricordo della Vergine Santa apparsa sulle acque del laghetto.
Nel 1080 Roberto il Guiscardo volle che sullo stagno dove era stato rinvenuto il Sacro Tavolo fosse costruita una grande Chiesa per venerare la sacra immagine e nacque così l'attuale Cattedrale.
Fu ampliata nel 1172 su interessamento di Guglielmo II di Sicilia e con la chiesa cresceva anche la città che divenne ben presto una delle più importanti del Regno.
Tutti i regnanti passati di qui consideravano quella di Foggia come una delle chiese più care. Diverse volte i Principi Regnanti scelsero la Chiesa di Santa Maria de Focis per i loro matrimoni. Re Carlo I d'Angiò, ad esempio, morto a Foggia nel 1285, volle che lì fosse sepolto il suo cuore.
Nel 1731, anno del terribile terremoto, il Sacro Tavolo era alloggiato nella chiesa di San Giovanni Battista. Il 22 marzo, che coincideva quell'anno con il giovedì santo, mentre il popolo era raccolto in chiesa per la messa, si vide distintamente apparire nella piccola finestra ogivale del Sacro Tavolo il volto della Vergine Madre di Dio.
Alfonso de' Liguori allora, appresa la notizia, volle recarsi a Foggia per rendere omaggio alla Vergine. Anche lui ebbe il privilegio di vedere la Madonna che appariva come una giovinetta di 13-14 anni col capo coperto di velo bianco, e per di più il Santo, sotto gli occhi dei partecipanti, si sollevò da terra.
Le apparizioni continuarono e nel 1806 la chiesa di San Giovanni Battista divenne Basilica Minore.
Infine, nel 1855, con la istituzione della Diocesi di Foggia, la chiesa di Santa Maria del Focis venne elevata a Cattedrale.
Le celebrazioni si svolgono due volte all'anno: dal 20 al 22 marzo per ricordare le apparizioni avvenute nel Settecento e il 15 agosto.
Foggia, Madonna Sette Veli 22 marzo 2013: parcheggi gratis
„Oggi, alle 11, nella Cattedrale si è svolta la celebrazione della Messa solenne con indulgenza plenaria presieduta dall'arcivescovo Francesco Pio Tamburrino.
Processione invece, come ogni anno, 'piccola' fino alla Chiesa di San Giovanni Battista, luogo della prima apparizione, e 'grande' il giorno successivo con il ritorno in Cattedrale.