L'atleta pugliese, olimpionico record del mondo, simbolo dello sport sano e dell'atletica mondiale è scomparso questa mattina a soli 60 anni
Arriva la primavera e con essa purtroppo una terribile notizia per il nostro Paese.
Si è spento infatti stamattina a Roma, all'età di 60 anni, il campione olimpico dei 200 metri di Mosca 1980, Pietro Mennea. Lottava da anni con grande riservatezza contro un grave tumore.
La camera ardente sarà allestita al Coni di Roma.
Campione olimpico, definito Il Pugliese Volante, era nato a Barletta da una modesta famiglia e nella nostra terra, tra le altre cose, aiutò i superstiti del crollo di viale Giotto a Foggia nel 2002 grazie a una iniziativa benefica con cui riuscì a ricavare circa 25mila euro.
Pietro Mennea è considerato il più grande corridore italiano di tutti i tempi.
Fu l’atleta che nel 1979 a Città del Messico stabilì il nuovo record del mondo nei 200 metri piani, che l’anno successivo conquistò l’oro olimpico a Mosca e che alla cerimonia d’apertura delle olimpiadi di Seul fu il portabandiera della nazionale italiana, ma non solo.
Fu anche colui che diede vita alla Fondazione Onlus per la Ricerca e lo Sport che porta il suo nome, onlus di carattere filantropico, che effettua donazioni e assistenza sociale a enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive, attraverso progetti specifici. Lo scopo secondario è di carattere culturale e consiste nel diffondere lo sport e i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping.
Mennea fu detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 (con il tempo di 19"72, attuale record europeo).
Figlio di un sarto e di una casalinga, dopo le medie si iscrive al ragioneria. A 15 anni, su uno stradone di Barletta, sfidava in velocità le auto potenti per guadagnarsi i soldi per il cinema o un panino.
Si laurea a Bari una prima volta in Scienze politiche, poi consegue anche le lauree in Giurisprudenza, Scienze motorie e Lettere e filosofia.
Pietro Mennea ha esercitato diverse professioni, tra cui quella di avvocato ed è stato autore di venti libri. Fu inoltre eurodeputato a Bruxelles dal 1999 al 2004.
Mennea ha cominciato la sua lunga carriera internazionale nel 1971, agli Europei, piazzandosi al sesto posto nei 200 e conquistando il bronzo nella staffetta 4X100.
L'anno dopo, il debutto olimpico a Monaco di Baviera e la prima medaglia, un bronzo, nei 200 mentre nel '74, agli Europei di Roma, sale sul gradino più alto del podio oltre a conquistare l'argento nei 100.
Dopo qualche anno sottotono Mennea si rilancia a Praga, nel '78, centrando l'accoppiata europea 100-200. Ma per scrivere la storia bisogna aspettare Città del Messico e le Universiadi del '79. Studente di Scienze Politiche, vince i 200 metri in 19"72, nuovo record del mondo che resisterà per ben 17 anni, battuto solo da Michael Johnson ai Trials per Atlanta '96.
L'anno dopo a Mosca, ai Giochi Olimpici, Mennea vince l'oro, beffando per due centesimi Allan Wells e l'atleta italiano torna dalla Russia anche col bronzo della 4X400. Annuncia il ritiro ma poi torna sui suoi passi e per lui arrivano altre due medaglie mondiali (bronzo nei 200 e argento nella 4X100 a Helsinki '82) e un oro ai Giochi del Mediterraneo nei 200 metri. Per lui, nel 1983, anche il primato mondiale dei 150 piani con 14"8 a Cassino.
Addio a un grande campione, non solo sulle piste d'atletica, un vero pugliese nel mondo.