I rossoneri, privi di Giglio, non riescono a conquistare la prima vittoria interna del 2013 |
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di Lino Mongiello Foggia, 3 marzo 2013. Tra sbadigli e tanta noia il Foggia non va oltre lo 0-0 contro il Sant’Antonio Abate. E continua la serie senza vittorie allo Zaccheria dall’inizio dell’anno. Ma, al di là del mancato successo, la formazione di Pasquale Padalino ha fortemente deluso le aspettative esibendo una prestazione per nulla convincente. Poco concentrata e scarsamente determinata, inspiegabilmente “spenta”, ha fatto letteralmente il “solletico” al Sant’Antonio Abate, compagine che staziona stabilmente nei bassifondi della graduatoria, in zona playout. Evidentemente Agnelli e compagni quando incrociano le “cenerentole” del campionato non riescono proprio ad esprimersi al meglio delle loro possibilità. E, a questo punto, possono solo dedicarsi a chiudere in maniera dignitosa il torneo e consentire alla società di programmare il prossimo. Come sarebbe pure il caso di concordare con l’allenatore una strategia che consenta di dar maggior spazio agli uomini che potrebbero essere utili al progetto futuro. Vedremo. Per l’ennesima volta Mister Padalino rivoluziona l’undici iniziale rispetto alla gara precedente. La linea difensiva, oltre al portiere Micale, ritrova la coppia centrale Loiacono-D’Angelo, mentre sulle corsie esterne ci sono Tommaselli a destra e Picascia a sinistra. Solo il reparto “mediano” è confermato. I soliti Agnelli e Quinto a dirigere il gioco e Coccia ed Agostinone schierati più “larghi” a creare spazi per le due “insolite” punte Famiano e Palazzo. Proprio in attacco l’assenza per squalifica di Giglio è “pesante”, non avendo a disposizione in quel ruolo un “naturale” sostituto. Ma, probabilmente, l’inserimento dal 1’ di Leonetti avrebbe consentito di schierare in attacco un uomo con maggiore prestanza fisica e attitudine alla fase offensiva. Ma l’allenatore ha deciso in modo diverso. E le difficoltà dei rossoneri si sono avvertite sin dal fischio d’inizio. Gli ospiti, accortisi dei problemi dei padroni di casa si sono impossessati del centrocampo e si sono portati con insistenza nella metà campo avversaria. Per fortuna senza incidere più di tanto. Il Foggia, invece, lezioso e dormiente, si è svegliato sotto il tiepido sole solo dopo i primi 15’. Ma Palazzo che non è una punta “vera” ha fallito tre buone occasioni da rete (15’, 17’ e 21’), così come pure Agostinone (20’). Dopo i dieci minuti di “sussulto” foggiano la gara è scesa drasticamente di tono. Il Foggia ha inutilmente tentato di costruire qualche apprezzabile trama di gioco ma il Sant’Antonio Abate, ben “piazzato” in ogni zona del campo, non ha concesso spazi. Le difficoltà nella fase di costruzione hanno messo ancor più in evidenza le carenze in fase offensiva dove, a parte la tanta buona volontà di Palazzo, si è rivelato piuttosto inconsistente l’apporto di Famiano. In generale, la confusione in mezzo al campo è stata tanta e il sempre più scarso pubblico presente sugli spalti ha fatto una fatica enorme a tenere alta l’attenzione. Un “piccolo” sussulto l’hanno determinano gli ospiti, andati persino in gol con il colpo di testa di Sperandeo (33’) “pescato” però in posizione di offside. E’ stato l’ultimo sussurro di una prima frazione tutta da dimenticare. E l’inizio della ripresa non ha promesso niente di diverso. Padalino ha tentato di “scrollare” i suoi inserendo Leonetti (13’) al posto dello spento Famiano. Nemmeno questa mossa però ha prodotto effetti positivi. La manovra è risultata sempre lenta e poco incisiva. Una sola opportunità l’ha creata Palazzo per Agostinone (16’) il cui tiro è andato completamente fuori bersaglio. Solo negli ultimi 20’ la gara è diventa leggermente più interessante. Il Sant’Antonio avrebbe potuto approfittare in una delle poche sortite in area rossonera ma il neo entrato Volpicelli (26’) a tu per tu con Micale s’è fatto respingere la sfera. Ha risposto Palazzo (33’) che dopo un perfetto controllo della sfera l’ha girata a rete ma Apuzzo s’è fatto trovare pronto. Ci ha provato, andando vicino alla marcatura anche Tedesco (35’) su calcio di punizione. Ma l’azione più bella, che avrebbe meritato miglior sorte è stata ad opera di Tommaselli (37’) che prima ha saltato diversi avversari come birilli ma poi ha sbagliato la battuta a rete. E’ stata questa l’ultima emozione e il risultato non si è schiodato dallo scialbo 0-0 che ha rimandato ancora una volta l’appuntamento con la prima vittoria interna del 2013.
Acd Foggia: Micale 6, Tommaselli 6, Picascia 5.5 (22’ s.t. Cassandro 6), Agnelli 6, Loiacono 6, D’Angelo 6, Coccia 5.5, Quinto 6 (31’ s.t. D’Ambrosio s.v.), Famiano 5 (13’ s.t. Leonetti 5.5), Agostinone 5, Palazzo 6. A disposizione: Mormile, Basta, Esposito, Gentile. All. Padalino 6. Sant’Antonio Abate: Apuzzo 6, Esposito 6, Giordano 6, Morella 6 (16’ s.t. Eligibile 6), D’Aniello 6, Lagnena 6, Tedesco 6 (48’ s.t. Russo s.v.), Pontillo 6, Sperandeo 6 (14’ s.t. Volpicelli 6), Cirillo 6, Amendola 6. A disposizione: Di Lorenzo, Perrella, Romano, Zambardino. All. Carannante 6. Arbitro: Giacomo Costantini di Ascoli Piceno 6. Note: Cielo sereno. Terreno in buone condizioni. Spettatori 2.000 circa (una ventina gli ospiti nell’apposito settore). Ammoniti: Palazzo, Loiacono, D’Angelo (F) D’Aniello, Cirillo, Pontillo, Apuzzo (SA). Angoli: 5 – 3 per il Sant’Antonio Abate. Recuperi: 1’ e 4’. Nella foto un'azione del Foggia in area campana |