L’interesse verso le scienze della terra, in particolare la terra colpita dallo spazio, ha registrato un notevole incremento da parte del grosso pubblico per gli avvenimenti che tutti conosciamo. Le collisioni di meteoriti con il nostro pianeta producono microstrutture particolari nei minerali colpiti, ma anche fasi di altissima pressione. La traccia di questi impatti è stata importante sin dal secolo scorso perché, una volta datata, ha consentito agli studiosi di correlarla con episodi legati alla storia della terra. Viviamo su un pianeta in evoluzione, la cui dinamica continua (deriva dei continenti) o pulsionale (eruzioni vulcaniche, terremoti) alla fine controlla il divenire di tutte le specie viventi che esso ospita e, tra queste, noi; per quanto possiamo aver raggiunto capacità altissime e conquistato mete insperate.
Le gemme, che costituiscono l’aristocrazia dei materiali cristallizzati, da sempre sono oggetto di desiderio e anche di numerosi tentativi di riproduzione in laboratorio, per il basso costo e per la maggiore quantità voluta dal mercato. Le richieste tecnologiche attuali, specie in microelettroniche, portano a preparare cristalli che non esistono come tali in natura, perché caratterizzati da una purezza chimica e da una rara perfezione cristallina. Il diamante di sintesi è stato ottenuto innanzitutto per fornire il più duro materiale abrasivo, essenziale per la meccanica di precisione, per i trapani delle perforazioni petrolifere, per tagliare rocce . . .
Il rubino sintetico è prodotto in grande quantità per essere impiegato principalmente nella fabbricazione del laser a rubino e di perni micro meccanici. Le prime sintesi di smeraldo sintetico risalgono agli inizi del 1900; oggi sono meno costose di quelle naturali, che si trovano in rarissimi giacimenti (Colombia, Brasile). Lo smeraldo è certo il più misterioso tra le gemme; in natura è necessario un evento eccezionale, che una roccia acida incontri una roccia basica. In laboratorio la combinazione degli elementi è più facile, come per l’opale e per altre pietre.
Sappiamo che l’uomo da sempre si è servito dei materiali naturali della crosta terrestre e di materiali grezzi per produrne di nuovi, dopo osservazioni fortuite con l’azione del fuoco, la vetrificazione delle rocce, l’estrazione di metalli dai minerali, la cottura delle argille. Nel tempo ha, inoltre, completato l’utilizzo dei materiali naturali per le materie plastiche e altri polimeri organici, oggi largamente utilizzati.