Al mio paese, Sant’Agata di Puglia (Foggia), ogni pomeriggio,
verso le tre, il campanone della Chiesa Madre
batte 33 rintocchi in memoria della morte di Gesù:
la gente si segna e, in silenzio recita il credo.
Ho raccolto questa pia usanza nei seguenti versi,
che dedico ai miei concittadini, a testimonianza della loro
fede, ad esempio per gli altri.
Lenti, solenni,
trentatre rintocchi
rompono l’aria:
sanno di mistero!
Ai primi tocchi,
si cheta il chiacchierio delle comari
a sferruzzare intente,
ferma la nonna
con sommessa voce
l’allegro trastullar del nipotino.
Scoprono i vecchi il capo
e il religioso
grande silenzio
sol dal bronzo inciso,
tutti devotamente
si segnano di croce.
- Nonna, perché?
- È l’ora del Signore:
a ventun’ora
morì per noi Gesù
sul legno della croce!
Or, segnati anche tu,
eleva al cielo la mente
e insieme a me ripeti:
"Io credo in Dio, Padre onnipotente…"!
E il campanone batte lentamente…:
voce d’amor portato alla follia,
batti e tonfi,
in eco amplificata, dell’estremo
gocciante al suol in pozza,
redentore sangue divino…
Dolce, la grazia
stilla in ogni cuore…
L’ultimo tocco… poi:
l’onde sonore perdensi,
intrecciate in suadente angelica armonia,
per l’infinito…
l’etra, d’intorno, ricomposta, tace…
e, in estasi rapito,
il cuor affonda in sovrumana pace!
Roma, 19 marzo 1977
P. Giuseppe Leo
(Filomena Marchese, a cura di)