(Il nonno sta cucinando mentre il nipotino è seduto al tavolo)
- Nonno, a quanto vedo, sai anche cucinare.
- Diciamo che me la cavo. E poi, oggi sei mio ospite. Devo fare bella figura.
Se no tua madre mi dice le parole. A che ora vai a lezione di inglese?
- At two post meridian, alle due.
- Beh, allora abbiamo ancora tempo. Come preferisci la pasta, al dente o tenera?
- Come piace a te, nonno.
- Stai guardando l’orologio. Non ti preoccupare, adesso facciamo subito, mangiamo e ti accompagno a scuola.
- School.
- Devo scolare? Ma la pasta non è ancora fatta.
- No, dicevo school, scuola.
- Eh, questa cucina è tutta sporca. Devo scopare. Senti, caro, per piacere passami quel mestolo.
- Scoop.
- Eh, certo che devo scopare. E’ sporco.
- No, scoop, mestolo. Nonno, vedo che tu, in quanto ad inglese, sei un po’ scarsetto.
- Che cosa? L’inglese? Guarda che l’inglese per tuo nonno è come una bevuta di birra. L’inglese è facilissimo.
(Si mettono a tavola e incominciano a mangiare)
Insomma, poco fa ti raccontavo dei miei amici: c’è uno che quando incomincia a parlare non la finisce più. E’ talmente bravo con la parola ……
- Speech.
- Sì, mi spiccio, faccio in fretta.
- Speech, parola.
- Ah. Un altro amico è Cenzino. Non so se te l’ho mai presentato……cammina un po’ curvo … come se volesse raccogliere qualcosa …..
- Stooping.
- Beh, a volte gli piace fare lo stupido.
- No, dicevo incurvato, stooping.
- Poi c’è Carlo, che è come un bambino…..
- Baby boy.
- L’hai sentito parlare? Effettivamente balbetta un poco.
- Ho detto baby boy, bambino.
- Ah. E’ uno fissato con la montagna, la neve, il freddo. D’inverno sarebbe capace di andare nudo….
- Bare...
- E’ di Bari? Mi pare di no.
- Bare, nudo, scoperto. Forse, nonno, è meglio che non parlo per niente in inglese, vedo che non mi capisci.
- Io non ti capisco? Guarda che l’inglese per tuo nonno è come fosse italiano.
Parla pure inglese, così ti eserciti. Non ti preoccupare per me, che io conosco tutte le lingue del mondo. Figurati se non conosco l’inglese.
- E quali altri amici hai, nonno?
- Eh, ne avevo uno carissimo, al quale ero molto affezionato, ma morì….
- Cheese?
- No, non morì ucciso. Morì di morte naturale.
- Ho detto cheese. Ti ho chiesto se volevi del formaggio.
- Ah, no, grazie.
- Sai, nonno, mi piaci quando mi racconti dei tuoi amici. Io starei sempre ad ascoltarti. Tu sei veramente strong.
- Beh, spero di non esserlo.
- Cosa hai capito? Ho detto che sei forte, strong. E poi tu sei honest e transparent, onesto e trasparente, chiaro come l’acqua. Sei come water.
- Eeeeh, addirittura.
- Acqua, water.
- Beh, figliolo, adesso ti accompagno. Tua madre ha detto che per i prossimi giorni è libera da impegni, perciò ci puo’ pensare lei a portarti a scuola. Io quasi quasi vorrei proprio partire.
- Vuoi partire? Why?
- Eh, proprio così, per guai. Come fai a saperlo?
- Dicevo why, perché?
- Eh, perché. Te l’ho detto: per guai. Devo andare in un centro medico, a Bologna. Mi devo fare delle analisi.
- When would you like to leave?
- Senti, figliolo, finchè si tratta di una parola in inglese, ti capisco perfettamente. Ma se ti metti a fare tutto un ragionamento, mi dispiace, ma non riesco più a seguirti.