08/02/2013
FIAT MELFI, OK A CIG FERME PER DUE ANNI 5 MILA TUTE BLU

Di MASSIMO BRANCATI
MELFI (POTENZA) - L’accordo è stato ratificato. I sindacati di categoria Uilm, Fim, Fismic, Ugl e Aqcf, la Rsa della fabbrica, l’azienda, la Regione Basilicata e la Direzione del lavoro hanno raggiunto ieri l’intesa sulla cassa integrazione straordinaria alla Fiat-Sata di San Nicola di Melfi. Due anni di stop «a rotazione» dei lavoratori per consentire ai tecnici di adeguare gli impianti dello stabilimento, destinati a produrre, oltre alla Punto, i due nuovi modelli della Fiat, la 500X e un mini Suv con il marchio Jeep, per un investimento complessivo di un miliardo di euro.
L’accordo, in vigore da lunedì prossimo al 31 dicembre 2014, prevede che vi siano incontri periodici per verificare lo stato della ristrutturazione del sito dove i lavori sono già cominciati. In attesa del decreto ministeriale che autorizzerà formalmente la cassa integrazione straordinaria, l’azienda anticiperà i pagamenti ai dipendenti, il cui numero (circa 5.000) resterà invariato.
L’unica voce critica sull’accordo resta quella della Fiom che non è stata invitata al tavolo della firma per la Cigs: «Così facendo - dice il sindacato - la Fiat Sata continua a discriminarci e persegue una condotta tesa a chiedere alle organizzazioni sindacali complici di aderire a testi scritti dalla direzione aziendale». La Fiom, infatti, rileva come l’accordo firmato ricalchi la lettera di informazione che l’azienda ha inviato a tutti i sindacati. Entrando nel merito dell’intesa, il sindacato evidenzia che «il provvedimento non garantisce il mantenimento degli occupati al termine del periodo di cassa integrazione e non garantisce la produzione della nuova Punto presso lo stabilimento di Melfi per il mantenimento della saturazione degli impianti. Manca, inoltre, il crono programma degli investimenti con le cifre e con le date e - conclude la Fiom - non dà alcuna certezza sulla rotazione a parità di mansione dei lavoratori che oltre alla riduzione del salario derivante dalla Cigs rischiano di perdere la maturazione dei ratei di ferie, permessi, tredicesima e dovranno sostenere le spese di spostamento per la formazione obbligatoria».