IL BRIGANTE GENTILUOMO “PEPPE SCHIAVONE”
di Anna Rosati
Ei fu ( non Napoleone ) in parte la causa della fine della ricchezza della nostra famiglia.
Il nostro bisavolo, Domenico Rosati, unico maschio con sei sorelle che portarono in dote 1000
ducati per ognuna e sposarono: una Cerchione medico di Rocchetta, una un medico di
Lacedonia, una il medico Contillo, una il giudice Pennelli di Candela, un'altra Corrado di
Deliceto, pezzo grosso al Ministero.
Tutte vantavano oltre la dote, la bellezza.
Solo una, la più bella, dicevano, nacque menomata ( oggi si direbbe con una lussazione
congenita ) e sposò Di Gennaro di Sant'Agata, una pessima persona.
Consideriamo tutto questo un inciso e torniamo a Schiavone la cui moglie, Anna Pennacchia,
era una brigantessa e con stivali e fucile a tracolla girava con il marito ed il suo seguito.
Essendo rimasta incinta doveva fermarsi non potendo più girare a cavallo di notte e
nascondersi, di giorno, nei boschi di Rocchetta o Serbarolo per cui Peppe Schiavone chiese
asilo al mio antenato per tenerla nascosta, nella tenuta di Santopietro sotto Rocchetta, offrendo
un più che allettante compenso, ma questi si rifiutò.
La mattina dopo ecco l'avvisaglia, infatti, quando le vacche uscirono al pascolo,furono falciate
tutte.
Domenico Rosati si indignò, si irritò di più e tenne fermo il rifiuto.
Fu allora che i briganti diedero fuoco a Santopietro distruggendo anche l'oliveto.
La cosa si ripeté qualche anno dopo per Santulinzo (S. Lorenzo) per la stessa richiesta, con lo
stesso rifiuto.
Però questa volta essendo S. Lorenzo la tenuta di caccia perché vicina al bosco di Serbaroli
dove spesso i miei avi si intrattenevano con gli amici essendo la casina dotata di biliardo e di
una ricca biblioteca in quanto la moglie di Domenico, nobil donna proveniente da una Casata
di Mirabella, era dotata di grande cultura tanto che frequentava a Sant' Agata il Circolo dei
professionisti.
Qualche santagatese avanti negli anni ricorda che tanti attingevano consigli da lei,
specialmente nei momenti di votazione e qualcuno ricorda che il Circolo veniva denominato il
Circolo dei mirabellesi.
Ripeto era un'appassionata lettrice; comprava e leggeva sempre libri di cultura, di arte e di ogni
altra novità scientifica o letteraria,né mancavano classici ed opere letterarie.
Anche questa volta i briganti diedero fuoco distruggendo tutto.
Domenico Rosati per più giorni non uscì di casa pianse come se fosse stato in lutto
Sono momenti in cui anche il più buono viene preso, per istinto, dal desiderio di vendetta!.
Per cui quando, in seguito, Schiavone fu preso dai gendarmi e , incatenato, portato in piazza al
ludibrio del popolo (erano stati
in molti ad aver subito le sue angherie)prima di giustiziarlo al Piano di S. Carlo ( perché allora
c'era la pena di morte) passò sotto i nostri balconi e il mio antenato lo chiamò e gli disse:
"Schiavone mi hai impoverito (mi hai distrutto) ed ora ecco come sei finito, prega solo Iddio
che ti perdoni."
Il brigante rispose con un sorriso amaro senza schiamazzi o imprecazioni, con dignità.
Mi chiedo ma in quale Dio credeva o vedeva in quel momento?
E dove avvenne la sepoltura di quel corpo così mutilato? Quante cose orrende!....
(A cura di Filomena Marchese)