Continua l'assalto al territorio di Capitanata da parte di vecchie e nuove centrali a biomassa che mettono sotto assedio la città di Foggia. L'ultima in partenza è quella della Caviro a Carapelle, per la quale una determina del Dirigente all'Ambiente della Provincia di Foggia prevede l'inchiesta pubblica a breve. Di questo progetto si sa poco, solo che dovrà produrre 11Mw elettrici e circa 40 Mw termici, bruciando vinacce . Lo stesso progetto era stato già presentato qualche anno fa ed il Comune l'aveva rigettato.
Intanto il comitato VIA della Provincia di Foggia ha approvato il progetto della centrale a biomasse della Agritre, Gruppo Tozzi, (Tozzi Renewable Energy S.r.l. nel comune di S.Agata di Puglia ( località Viticone), con una serie di prescrizioni assolutamente tecniche e difficili da controllare in fase di esecuzione. Insomma con il tecnicismo “più” spietato” e le prescrizioni si sono lavati la “ coscienza” e si va avanti .
Da una lettura più attenta della determina del Dirigente Ambiente della Provincia di Foggia n° 3281/6.15 del 18/10/2012 , e dalle prescrizioni vengono rafforzate tutte le obiezioni già espresse e non ci rassicurano sulla bontà e necessità di un progetto di cui non ha bisogno il territorio e che comporterà solo danni all'economia e alla salute dei cittadini.
Fra le prescrizioni( bontà loro) la società:
Inoltre, dalla determina del Dirigente Ambiente della Provincia di Foggia n°3909.15 del 12/12/2012 si evince che l'impianto è assimilabile ad un termovalorizzatore e su richiesta della AGRITRE viene aumentato il limite di emissione del PM10( polveri sottili), ma l’AGRITRE non è contenta e fa ricorso al TAR in data 17/12/2012 per ottenere l’annullamento delle 2 determine dirigenziali e veder così innalzato il limite di EMISSIONE DEL PM 10 e chiama in causa, la Provincia, la Regione Puglia,la ASL,, l’ARPA, i Comuni di S.Agata di puglia, Candela, Accadia, Deliceto,Monteleone di puglia e Legambiente Circolo “Gaia” in persona del suo legale rappresentante Pro-tempore.
Insomma cominciano le intimidazioni giudiziarie per raggiungere gli obiettivi , cioè costruire la centrale alle loro condizioni.
La realizzazione di questa centrale comporterà la modifica del microclima dell’area interessata; la qualità dell’aria sarà peggiorata dalle emissioni da camino della centrale e dall’aumento indotto del traffico veicolare (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) ; non senza dimenticare il peggioramento della qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e di metalli pesanti.
Anche nelle prescrizioni non viene risolto il problema delle 2,5 tonnellate al giorno di ceneri umide, leggere e delle polveri residue derivanti dalla combustione , che dovrebbero essere utilizzate come ammendanti dei terreni, ovviamente facendole pagare agli agricoltori. L’azienda acquista la paglia o la pianta energetica e rivende la cenere agli stessi. Sembra un bel meccanismo se le ceneri non fossero rifiuti da smaltire in discariche autorizzate.
Preoccupante è stato ed è l'assordante silenzio delle amministrazioni comunali interessate Sant'Agata di Puglia, Deliceto, Accadia, Ascoli Satriano, Castelluccio dei Sauri, Rocchetta S. Antonio e Candela, che come si evince dalle prescrizioni sono interessate, eppure questi comuni si sono disinteressati a discapito della salute delle popolazioni che amministrano.
Foggia, 30/12/2012
Per Il direttivo
Prof. Tonino Soldo
LEGAMBIENTE Circolo GAIA
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e-mail: legambientegaiafg@tiscali.it