I Favonio al Premio Tenco? Una soddisfazione assoluta e forti emozioni.
L’esperienza sanremese, sul palco con big come Francesco De Gregori, Daniele Silvestri, Ambrogio Sparagna e la sua Orchestra, Sarah Lee Guthrie e Johnny Irion (niente poco di meno che il nipote di John Steinbeck) , The Klezmatics, Giovanna Marini, Davide Van De Sfroos e tanti altri è valsa l’emozione di suonare sul palco del Teatro del Casinò gremito, con il meglio della stampa e dei produttori italiani in prima fila ad applaudire.
Per i Favonio è andata più che bene, apprezzati e applauditi all’unisono, hanno raccolto ampi consensi e critiche entusiaste da chi li ha persino definiti “la vera salvezza del Premio Tenco“, quest’anno forse leggermente sottotono rispetto ai fasti del passato, quantomeno per alcune difficoltà economiche che non hanno risparmiato la storica manifestazione dedicata a Luigi Tenco.
Protagonisti assoluti della serata del Casinò dedicata agli emergenti, “Siamo in Tenco”, i Favonio hanno confermato di essere una eccellenza del panorama musicale italiano e della canzone d’autore, teatrali ma mai ostentati, professionali ma capaci di trasferire in una sala fredda e importante come quella dell’illustre Premio Tenco un impatto emozionale degno di riscaldare l’atmosfera un po’ ostica e formale di una location talmente importante.
Aprono la serata col botto dopo una presentazione entusiastica di Antonio Silva, grazie ad una introduzione di Paolo Marrone che ha ironicamente presentato lo “stile Favonio“, quell’essere tutt’altro che brutti di faccia e brutti di cuore, ma assolutamente lenti, artisti, grandiosi e mai scontati che affascina con la parola suonata, con la voce, la presenza scenica e con quell’ensemble di suoni che fa dire all’ascoltatore: “Caspita, che bravi!”.
Loro sono così. Artisti d’altri tempi e d’avanguardia insieme, compositi, creativi, pieni di idee, un po’ naif e un po’ bohemien, come il percussionista Piernicola ha dimostrato acquistando tutte le rose della Città dei fiori dai venditori ambulanti e omaggiando chiunque nei pressi del Teatro Ariston, capaci di trasmettere una sensazione di profondità attraverso gli arrangiamenti, metafora di quello che accade tra loro. Perché i Favonio non sono solo otto ottimi musicisti, ma otto amici, anzi otto elementi di una famiglia in cui ognuno fa dono agli altri della sua arte per condividerla e metterla in circolo. E questo all’esterno si sente, col cuore e con l’orecchio.
Sul palco i Favonio hanno presentato alcuni brani tratti dal loro nuovo album, in uscita il prossimo 27 novembre, “Brutto di faccia brutto di cuore” che è andato a ruba durante la prevendita promozionale all’interno del Teatro.
Esordiscono con Amore bradipo, di Mimmo Petruzzelli riarrangiato a mo’ di rag time, che racconta un po’ l’amore secondo i Favonio, “come un istrice in un campo di canne di bambù“, con la consueta e inconsueta poetica visiva del suo autore, accompagnata da un bell’assolo di pianoforte che ha destato l’attenzione dei critici nell’area riservata alla stampa e da un irresistibile motivetto con la chitarra del magistrale Lucio Pentrella.
Secondo pezzo un altro dei capolavori di Petruzzelli, Sono un artista, con inserti di Piero Ciampi e Franco Fanigliulo nelle liriche, un vero inno all’arte di vivere alla grande, citando sempre Fanigliulo (prima traccia dell’album dei Favonio), un brano trascinato dai fiati e dagli accordi di pianoforte, che da solo vale tutto il Premio Tenco e l’esibizione dei nostri. Artisti senza peli sulla lingua, che sfuggono alle definizioni anche perché le comprendono tutte e lo dimostrano con un secondo album che davvero sfiora tutte le corde dei generi.
Ma il vero boom emotivo al Teatro del Casinò lo regala Lo scrittore e la ragazza, brano di Paolo Marrone, ode a un incontro che profuma di Asia e di vino, che ha il gusto di una cena e il suono di un poema, musicale già nel testo, un brano che dal vivo dà i brividi, anche grazie all’apporto sublime del violoncello di Michela Celozzi e alla ritmica del contrabbasso, con i contrappunti di pianoforte che restituiscono una forma di catarsi ad un brano decisamente carnale e altrettanto spirituale, come d’altronde sono gli incontri tra il mondo maschile e quello femminile, tra la parola scritta e la musica…
Gran finale con il pezzo che dà il titolo al nuovo album, Brutto di faccia brutto di cuore, altro brano di Petruzzelli, alla Petruzzelli, con il contributo musicale di Lucio Pentrella, che racconta quel Meridione caldo e amaro dove soffia il Favonio e quei modi di fare e di dire che sono apparentemente così folk e qui diventano invece elementi fondamentali da canzone d’autore. Suoni da bande del Sud Italia arrangiati alla Morricone, percussioni tipiche della musica popolare resa però ‘colta’ dal fraseggio ordinato e armonico degli strumenti, dal soffio della fisarmonica che accompagna un tema tutt’altro che banale. Una sola parola: un uragano, in cui “la chitarra e il tamburello fanno ballare tutta la terra”, oltre i manierismi e le convenzioni sociali, quando essere brutti di faccia e brutti di cuore è la maschera che mette all’artista una società sorda e ignorante.
D’obbligo la citazione singola per i musicisti, tecnicamente ben al di sopra della media, oltre ai già citati Paolo Marrone (voce) e Mimmo Petruzzelli (sax), Lucio Pentrella (chitarre) anche tra gli autori dell’album e di un pezzo meravigliosamente rock e sui generis come Dorimire, Stefano Capasso (pianoforte e fisarmonica), Antonello Del Sordo (tromba), Giovanni Mastrangelo (basso e contrabbasso), anche autore della ballata in stile quasi celtico Giano, dedicata alla terra di Capitanata e al nostro Sud, Giuseppe Guerrieri (batteria) e un ispirato Piernicola Morese, di giorno commercialista, di notte stravagante percussionista.
Ma non finisce qui perché sabato 24 novembre alle ore 21,30 i Favonio saranno in concerto presso i Frigoriferi Milanesi (via Piranesi 10) per Writers #0, il festival di libri e scrittori che li vedrà esibirsi in un tributo alla “Canzone d’autore”, accompagnando le parole del critico musicale Enrico De Angelis e del giornalista e critico letterario Pietro Cheli che presenteranno “Musica sulla carta. Quarant’anni di giornalismo intorno alla canzone”.
WRITERS #0 - Gli scrittori (si) raccontano, è un variopinto incontro di scrittori e poeti, attori e musicisti che si muovono negli spazi dei Frigoriferi Milanesi, inventandosi modi diversi di avvicinare pubblico e lettori, partendo dalle risorse di spazio e tesori del luogo, ricco di suggestioni e di storia, fusione di arte, manualità e cultura.
A pochi giorni dalla trasferta sanremese i Favonio interpreteranno alcuni brani di canzoni d’autore del passato, da Luigi Tenco appunto a Piero Ciampi, passando per Lucio Dalla e Paolo Conte, a pochi giorni dall’uscita del nuovo album Brutto di faccia brutto di cuore, nei negozi dal 27 novembre.