Dall'Italia  Tue, 16 Jul 2024 11:31 La spettacolare eruzione dell'Etna vista da Bronte e Ragalna - Intorno alle 22 di lunedì 15 luglio è cominciata una nuova attività lungo le pendici dell'Etna. Una fontana di lava ha iniziato a fuoriuscire dal Cratere Voragine e ha prodotto una colonna eruttiva alta circa 6000 m s.l.m. che si è propagata in direzione Est con segnalazione di ricaduta di cenere negli abitati di Viagrande e Acicastello. 
?La fontana di lava del cratere Voragine si è gradualmente esaurita per poi cessare intorno alle 2.10 mantenendo una modesta attività stromboliana sino alle 5. 
Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto i valori massimi tra le 21:40 e l'1 ha quindi mostrato un trend in decremento e alle 5:30 ha raggiunto l'intervallo dei valori medi. Le sorgenti del tremore sono confinate nell'area dei crateri sommitali a una elevazione di circa 3 mila metri. 
    Tue, 16 Jul 2024 09:19 Il primo giorno di Vannacci a Strasburgo, il "giallo" del trolley e poi semina tutti - Con il supertrolley avanti e indietro per i corridoi di Strasburgo. Dietro, il codazzo degli euro-Patrioti e dei giornalisti. Il primo giorno del generale Vannacci in Parlamento dura un’ora. In ritardo per il traffico, a ritirare il badge non si presenta: al suo posto manda un collaboratore. Alla riunione dove si doveva discutere della sua vicepresidenza non gradita ai francesi, entra ed esce dopo appena cinque minuti. Nuova corsa veloce e via verso la riunione del gruppo, un giornalista gli urta il trolley: «Vuole rubarmelo? I francesi non hanno letto il mio libro ma adesso arriva anche la versione nella loro lingua». S’infila dentro la sala scelta dai Patrioti per l’Europa proferendo: «Passo indietro? Solo i bersaglieri non ne fanno». La riunione finisce, il trolley esce senza Vannacci, in mano a un collaboratore: il generale ha seminato il codazzo ed è sparito.    Mon, 15 Jul 2024 23:10 Crisi idrica in Sicilia, la siccità prosciuga anche il lago Fanaco: è il terzo dopo Pergusa e Ogliastro - Il mix di siccità, carenza di acqua e temperature alte in Sicilia sta assumendo l'aspetto di una crisi gravissima che incide sulla vita quotidiana di milioni di persone. La grande siccità che dura da oltre un anno ha portato alla scomparsa di un altro invaso, il lago artificiale Fanaco

Si trova nel territorio comunale di Castronovo di Sicilia, nel Palermitano. Dopo la scomparsa del millenario lago di Pergusa (nell'Ennese) -unico lago naturale- si assiste al prosciugamento del lago artificiale dell'Ogliastro (tra l'area Ennese e quella Catanese) ed a quello del Fanaco- il che accentua la crisi idrica-. 

Prosciugati anche tratti del più grande fiume siciliano, il Simeto. Per comprendere bene quello che sta avvenendo in Sicilia, occorre porre mente ai nuovi dati del report dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico regionale. Negli invasi isolani i milioni di metri cubi davvero utilizzabili -su un totale attuale di 267 milioni - sono solo 121 milioni. Ben 33 milioni di litri in meno rispetto al mese precedente, in percentuale si tratta di un meno 21%

Se si fa il parallelismo con il mese di giugno dell'anno precedente (già in piena siccità) la diminuizione sale al 50%. In totale in un anno in tutti gli invasi isolani si è avuta una perdita di 261 milioni di metri cubi. Altro dato da record in negativo. Vi sono invasi nel Palermitano che fanno toccare il 96% in meno rispetto all'anno precedente, nell'Ennese e nel Messinese vi sono punte dell'80% in meno. Danni enormi per la natura, per l'ambiente, per l'agricoltura, per gli animali. Secondo alcune stime, solo nel comparto agricolo si rischia di raggiungere i due miliardi e mezzo di euro di danni entro fine anno se non viene invertita la rotta.

Disagi crescenti anche per le persone. Infatti accanto alla grande carenza di acqua irrigua vi è una crescente carenza di acqua potabile, a macchia di leopardo, in diverse province dell'Isola. In parecchi comuni vi è stato o vi è il razionamento dell'acqua potabile. E' probabilmente la siccità più grave in Sicilia dell'ultimo secolo, ed è sicuramente tra le più gravi allo stato attuale d'Europa. Molti agricoltori, imprenditori e cittadini si sentono abbandonati. Parecchi i raccolti perduti, vi è il progressivo abbandono di campi con differenti coltivazioni e di giardini di agrumi. Servono interventi urgenti, maggiori di quelli previsti.

    Mon, 15 Jul 2024 20:59 Camionista prende a cinghiate immigrate che si erano nascoste a bordo - Il video diffuso sui social è diventato virale: un camionista in sosta presso l'autoporto di Ventimiglia, scopre un gruppo di giovani immigrate nascoste nel suo camion, che cercavano di passare il confine con la Francia. L'uomo le fa scendere e le colpisce a cinghiate, come animali. Tutto dovrebbe essere accaduto lunedì mattina. Qualcuno ha filmato la scena con il cellulare e ha diffuso il video su Facebook, invece di chiamare la polizia.     Mon, 15 Jul 2024 18:21 Napoli, Meloni firma protocollo per rinascita Bagnoli: «Opera più ambiziosa di Europa» - (LaPresse) Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni questa mattina a Napoli ha firmato il protocollo d'intesa per la rinascita di Bagnoli. L'accordo prevede una copertura finanziaria di 1,2 miliardi di euro. «L'opera di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana più ambiziosa di Europa». «La sfida - ha proseguito la premier - è trasformare un'area abbandonata e inquinata, che è stata un simbolo dell'incapacità delle istituzioni nel dare risposte, in un moderno polo turistico, balneare e commerciale all'altezza della Campania e di Napoli».    Mon, 15 Jul 2024 15:20 Le ferite dell'America. La diretta tv - Con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, Massimo Gaggi, Viviana Mazza, Guido Olimpio, Federico Rampini, Simone Sabattini, Giuseppe Sarcina. Conduce Maria Serena Natale.    Wed, 10 Jul 2024 09:30 Le stragi dei bambini nelle guerre d’Ucraina e Gaza: la diretta con gli inviati del Corriere della Sera - Il missile russo sull'ospedale pediatrico di Kiev, il vertice Nato di Washington e le decisioni da prendere sull'Ucraina, la guerra di Gaza entrata nel decimo mese: la diretta con l'editorialista Giuseppe Sarcina, l'inviato a Kiev Lorenzo Cremonesi, l'esperto militare Guido Olimpio. Conduce Maria Serena Natale.    Tue, 09 Jul 2024 10:42 Dazi, difesa e disciplina di bilancio: l’Europa che ci aspetta? - Federico Fubini risponde ai lettori in diretta video    Mon, 01 Jul 2024 11:08 Francia, che succede ora? La diretta video - Domenica 30 giugno 2024 la Francia è stata chiamata al voto per rinnovare  il Parlamento, dopo che il presidente Emmanuel Macron, a seguito dei risultati sfavorevoli del suo partito alle Europee, ha chiesto lo scioglimento anticipato dell'Assemblea Nazionale. L'analisi dei risultati, in attesa del secondo turno di domenica 7 luglio, con il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, l'editorialista e vicedirettore Aldo Cazzullo, il corrispondente da Parigi Stefano Montefiori, gli inviati Alessandra Coppola e Marco Imarisio. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 24 Jun 2024 10:49 Ballottaggi, chi vince? - La diretta dagli studi di Corriere Tv in live streaming: il secondo turno delle elezioni comunali, l’analisi dello scenario politico con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e il vice direttore Venanzio Postiglione, in collegamento con gli inviati Virginia Piccolillo e Nino Luca e con i responsabili delle redazioni di Firenze e Bari Roberto De Ponti e Michele Pennetti. Conduce Maria Serena Natale.
Sono 105 i Comuni chiamati al voto: le sfide più attese a Firenze e Bari. Nel capoluogo toscano vince Sara Funaro - che raccoglie il testimone di Dario Nardella, eletto a Bruxelles - che correva contro l'ex direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. A Bari, invece, l’ex capo di gabinetto di Antonio Decaro (a sua volta approdato al Parlamento europeo), Vito Leccese ha respinto l’assalto del leghista Fabio Romito come portabandiera del centrodestra.    Thu, 20 Jun 2024 09:40 Viaggiare per stupirsi ancora - Un evento per raccontare la passione per i viaggi e cogliere le caratteristiche del turismo contemporaneo di qualità nell’epoca digitale. E’ ancora possibile stupirsi in un mondo di cui disponiamo facilmente di informazioni e di immagini per ogni luogo? Attraverso il confronto con un importante tour operator di viaggi “sartoriali” e le parole di due reportage firmati da Dino Buzzati e Alberto Moravia scopriamo che le esigenze del viaggiare non cambiano: la migliore conoscenza di sé, la scoperta dell’altro, la ricerca di nuovi orizzonti con cui confrontarsi.

Con Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere della Sera, Federica Fracassi, attrice, ed Elisa Boscolo, CEO Boscolo Tours
    Wed, 19 Jun 2024 09:32 L’arte di raccontare un viaggio - La diretta video - Un evento per gli appassionati di viaggio con l’obiettivo di approfondire e cogliere le nuove dimensioni del viaggio contemporaneo attraverso 3 prospettive: viaggiare prima di tutto alla Scoperta di sé e del mondo ma anche alla Scoperta dell’altro e alla ricerca di Nuovi orizzonti di scoperta con cui confrontarsi.
Oggi affrontiamo il tema dell’esperienza di viaggio come incontro di culture grazie anche al ruolo di figure esperte che ne arricchiscono lo storytelling.

Con Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera, Dante Bartoli, archeologo ed esperto Kel 12 Tour Operator e Velasco Vitali, artista
    Thu, 13 Jun 2024 11:50 L’Europa che abbiamo scelto: il direttore Fontana risponde ai lettori - I risultati delle elezioni, i nuovi equilibri in Europa e le ricadute sulla politica italiana: l’analisi del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana che risponde alle domande dei nostri abbonati in diretta video. Conduce Maria Serena Natale.    Mon, 10 Jun 2024 22:57 Matteotti: un martire antifascista. Il racconto in video-animazione di Aldo Cazzullo al Festival della Comunicazione - Il 10 giugno 2024 segna la ricorrenza dei cento anni esatti dell’assassinio di Giacomo Matteotti, martire antifascista e politico che ha dato la vita per difendere onestà e democrazia, diventando riferimento della resistenza. 
Aldo Cazzullo, nella produzione video di Frame - Festival della Comunicazione realizzata a partire dall'incontro tenuto all’ultimo Salone del Libro, non solo tratteggia la figura di un uomo, ma intreccia le storie di resistenza e di antifascismo di Eugenio Montale e Filippo Turati, Adriano Olivetti e Sandro Pertini, Carlo Rosselli e Natalia Ginzburg. «Quel racconto ascoltato a Torino non poteva rimanere confinato in quella sala e in quel momento, ma merita di andare oltre» ha detto Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione (Camogli, 12-15 settembre). «Per questo ne abbiamo fatto un video che mantenesse la vividezza del momento, arricchendolo con un linguaggio visivo che mettesse a fuoco personaggi e concetti. Per arrivare a tutti, perché è una storia che ci appartiene e che ci riguarda».
?- Il CorriereTv ha realizzato inseme a Aldo Cazzullo una serie di nove puntate video sul centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti: qui il link al canale dove sono raccolte     Tue, 04 Jun 2024 13:43 Europa, perché sono le elezioni più importanti. La diretta video delle Conversazioni del Corriere per abbonati - Perché le Europee dell’8 e 9 giugno sono le elezioni più importanti? Ne parliamo, rispondendo come sempre in diretta video alle domande dei nostri abbonati, con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e con il senatore a vita Mario Monti, ex presidente del Consiglio e commissario Ue per il Mercato unico e per la Concorrenza, editorialista del Corriere oggi in libreria con «Demagonia. Dove porta la politica delle illusioni» (Solferino, 2024). Conduce Maria Serena Natale.    
Artemisium News
19/11/2012
SANTAGATA DI PUGLIA E IL SUO CASTELLO
di Redazione
Il Castello Imperiale di Sant'Agata di Puglia

La storia del Castello di Sant'Agata, che per lo più riflette anche quella del paese, è legata principalmente alla natura del luogo che lo ospita, quale ottimo osservatorio e punto strategico, dominante la valle del Calaggio, i confini dell'Irpinia, della Lucania e della Daunia, e posto proprio allo sbocco dei valichi campani verso la Puglia (confini di dominio Longobardo- Bizantino).
Il territorio è stato attraversato da una vasta viabilità romana ed ha avuto una notevole presenza monastica, come è testimoniato da monumenti e vestigia.
Il Castello,Castrum o Rocca, era denominato nel periodo romano Artemisium, forse per il fatto che in vetta al monte vi fosse un tempio pagano.  
Con l'avvento del Cristianesimo, e precisamente quando nel 592 per volontà del Papa Gregorio Magno furono trasportate le reliquie della Martire S.Agata da Catania a Roma, l'Artemisium fu battezzato S.Agata in onore della Santa. La Rocca di Sant'Agata ha ricoperto nel medioevo la funzione importantissima di provincia o distretto militare - amministrativo, avendo il comando di una circoscrizione composta da un determinato numero di paesi. Questo distretto con i Longobardi era denominato Gastaldato, al comando di questo vi era il Gastaldo, che nell'anno 997 risulta essere un tale Marino.
Durante la dominazione longobarda Sant'Agata fu l'ultimo avamposto del Ducato di Benevento.
Verso il mille ne erano padroni Landolfo e Pandolfo, principi beneventani.
La tradizione orale santagatese ha tramandato la leggenda del valoroso condottiero Capitano Agatone, Signore di Sant'Agata, abile e astuto nelle sue imprese, rigido nel far rispettare le leggi, trovò la morte per mano del suo barbiere che non accettò che fosse applicato nei confronti della sua sposa la "ius primae noctìs".I Marchesi Loffredo fecero dipingere un ritratto di Agatone, tutt'ora esistente, sotto la volta dell'atrio di accesso al cortile del Castello, in un ovale delimitato da una fascia su cui è scritto: "Agatho dux arcis Sanctae Agathae - mori potius quam foedari".
Nella seconda metà dell'anno Mille la Rocca era in mano ai Normanni. Abagelardo, nipote del Duca Roberto il Guiscardo, con suo cognato Gradelone, tentò di sollevare contro il Duca molte città della Puglia e in questa azione si fortificò in Rocca Sant'Agata. Roberto il Guiscardo per porre fine a questa insurrezione mosse alla cattura di Abagelardo assediando la Rocca che si arrese nel 1079. Nel 1086 era padrone della Rocca il Duca Ruggiero d'Altavilla figlio di Roberto il Guiscardo al quale seguirono i consanguinei Brittone, Rainolfo, suo figlio Ioele e Riccardo figlio di quest'ultimo, i quali saranno padroni della Rocca fino al 1133 anno in cui il Re normanno Ruggiero II -  primo Re di Sicilia che governava su tutto il regno dell'Italia meridionale - come ci ha tramandato un cronista dell'epoca: volle e ricevette da Riccardo, la fortezza di Sant'Agata, per il fatto che, posto su inaccessibile monte, dominava quasi tutta la Puglia, che egli di là poteva difendere in grandissima parte.
Nel periodo della dominazione normanna la provincia militare era denominata "Comestabulia" ed a capo vi era il Contestabile. Dal 1150 e probabilmente fino al 1163 fu Contestabile Garmondo. In questo periodo gli ufficiali che presidiavano il comando militare
Nel 1153 risulta "magister castelli sancte agathes" Guglielmo De Marri, accanto al quale vi sono i milites con il catapano Pietro Maledetto prima e Gualeramo poi. Risultano poi Contestabili Leadasio e Carlo De Anzano. Costui era a servizio di Ruggiero Conte di Andria, il quale parteggiava per Costanza d'Altavilla e cospirò contro Tancredi sollevando le città di Puglia, conquistando Corneto, fortificando Sant'Agata e ritirandosi in Ascoli ove trovò la morte nel 1170.
Dopo Ruggiero fu padrone di Sant'Agata suo figlio Roberto il Calagio il quale subì la sconfitta da parte di Tancredi al quale dovette arrendersi dopo tre anni, quella fu l'unica volta che Sant'Agata venne presa con la forza delle armi. Il Castello, oltre che presidio reale, fu anche buon rifugio e come tale fu usato dal Conte Diopoldo, Duca di Spoleto, (tutore del piccolo Federico II, il futuro imperatore), il quale rifugiatosi nella Rocca per sfuggire a Gualtieri di Brienne, fu fatto prigioniero dal castellano che lo liberò dietro il pagamento di una forte somma.
Durante la dominazione sveva, la provincia militare di Sant'Agata era denominata "Castellania". L'Imperatore Federico II emanò due mandati con i quali obbligava tutti i paesi appartenenti alla Castellania di Rocca Sant'Agata a riparare il castello. Il primo mandato del 1239 così recita: "E' stato assodato tramite un'inchiesta che è stata eseguita, che i seguenti paesi del Giustizierato della Terra Beneventana, sono tenuti e debbono riparare il castello di Rocca Sant'Agata in Capitanata, cioè gli uomini di Gesualdo, di Frigento, di Mirabella, Paternopoli, S.Mango, Trevico, Vallata, Flumeri, Villanova del Battista, Zuncoli, Bisaccia, Lacedonia, Rocchetta, Monte Verde, Aquilonia, Morra, Castelbaronia, Savignano e Greci". Se nella prima inchiesta i paesi appartengono al Giustizierato della Terra Beneventana, nella seconda si apprende che il distretto si allarga e comprende anche alcuni paesi della Capitanata, infatti i capitoli del secondo mandato, del 1250, sono due: par.99: IL Castello di S.Agata può essere riparato dagli uomini dello stesso paese con  il Casale di S.Antuono, Ascoli,Candela, S.Stefano in Iuncarico e S.Pietro in Olivola, le quali terre debbono anche prestare una determinata obbligazione ogni anno nel predetto castello."par.90 "Il Castello di Rocca S.Agata deve essere riparato dagli uomini di Gesualdo, Frigento, Mirabella,Paternapoli,S.Mango,Trevico, Vallata,   Flumeri,   Villanova del Battista,   Zungoli,   Bisaccia,  Lacedonia,   Rocchetta  S.Antonio,
Monteverde, Aquilonia, Morra,Castelbaronia, Savignano e Greci e dagli uomini di Rocca S.Agata."
Con Federico II si ha modo di comprendere la vera importanza che ha ricoperto il Castello.
Infatti il 5 ottobre  del  1239  l'Imperatore  trovandosi a  Milano,  tramite  il suo segretario Pier delle
Vigne, inviò ai provvisori regionali dei suoi castelli privati un mandato.  Si tratta in breve di questo: i provvisori avevano pieni poteri di sostituire con nuovi castellani quelli che dalle loro improvvise ispezioni risultassero o poco fedeli o poco solleciti nei loro doveri di cura dei castelli. Secondo questo mandato per una quarantina di castelli ? su 242 - l'Imperatore aveva deciso di provvedervi di persona nella scelta e nella nomina dei castellani. Si tratta dei cosiddetti 'castra exempta', castelli eccettuati, di primaria importanza, sia come fortezza del Regno, sia come dimore residenziali preferite dall'Imperatore. In Capitanata i castelli preferiti erano soltanto due: quello di Rocca Sant'Agata e quello di Monte S.Angelo.
Alla dominazione sveva succedette quella angioina, durante la quale il nostro Castello conserva ancora la sua funzione di provincia militare?amministrativa. Ancora una volta, in seguito alle continue guerre, la Rocca deve essere riparata ed il  Re Carlo I d'Angiò provvede a far  realizzare i
lavori di riparazione  tramite il  Giustiziere di Capitanata.  La  documentazione va  dal 1274 al 1279
ed il mandato Reale del 1279 riporta il lungo elenco dei paesi obbligati alla riparazione, il quale corrisponde a quello già stabilito da Federico II. Il Re aveva una sua abitazione privata nel Castello e nel 1269?70 aveva fatto ornare la Cappella interna dedicata a S.Agata, e vi aveva fatto collocare tre artistiche lonze, oggi inesistenti.
Da vari documenti apprendiamo come era organizzata l'amministrazione del Castello sotto il Re Carlo I d'Angiò:
- Negli anni 1269?70 troviamo due Castellani: Simon de Fontana e Guillelmus Marmorellis.
- Dal 1265 al 1271 il Castello risulta custodito da 35 servi.
- Il Castello era anche prigione.
- Nel 1272 i servi sono 20.
- Nel 1273 la Castellania è affidata a Giovanni di S.Stefano.
- Il 1° gennaio del 1295 Re Carlo nomina Castellano di Rocca Sant'Agata il milite Guglielmo Lande;  sei giorni dopo il Re muore a Foggia.
- A Carlo I succede suo figlio Re Carlo II.

Nel 1294 il Castello è ancora regio e ne è Signore Goffredo de Jonville; nel 1296 Carlo II d'Angiò ordina alle Terre del fu Goffredo di obbedire a suo fratello Giovanni.
Nel 1304 era Signora di Sant'Agata Filippa Belmonte.
Nel 1396 nel Castello si svolse un avvenimento di particolare importanza. Il Vicerè vi convocò un parlamento per il bene pubblico al quale parteciparono tutti i baroni che avevano seguito la fazione angioina e, seguendo l'esempio di Napoli che aveva creato gi Otto del Buono Stato, furono eletti in quel parlamento sei deputati per il Buono Stato del Regno.
Il 10 giugno del 1419 la Regina Giovanna II d'Angiò diede per la Castellania di Sant'Agata 100 ducati al grande Camerario del Regno di Sicilia Pandolfello Piscopo, quindi a quella data il Castello risulta essere ancora regio.
Il territorio di Sant'Agata era stato infeudato agli Jonville, dai quali, non si sa come, passo' ad Andreis de Perretto, la cui vedova, contessa di Troia, lo trasmise a Francesco Orsini, che ella sposò in seconde nozze.
Dopo la morte del re angioino Roberto, Carlo Artus era Conte di Sant'Agata. Dopo l'eccidio della Casa Artus la Contea passò a Bartolomeo Tomacelli.
Il regno angioino durò 172 anni al quale seguì il regno aragonese.
Sotto Alfonso d'Aragona il Castello è in potere della Casa Orsini che possedette l'alta Signoria di Sant'Agata per molti anni.
Sopra una lapide che stava sul primo portone del castello si leggeva: "Iacabus de Ursinis dux Gravinàe, Campaniae abcomes A.D.MCCCCLXXIV."
Il   padre   di   detto   Giacomo,   il    Duca   Francesco   Orsini   eresse,   nel  1443   il        CONVENTO DELL'ANNUNZIATA (S.ANTONIO) per i  Frati  Minori  Francescani,  su  terreni e altri  locali  di  sua proprietà là dove vi era la CHIESA DELL'ANNUNZIATA che fu inserita  nel  complesso  conventuale e adattata alla nuova funzione cui fu destinata. Oggi il complesso francescano e' ancora attivo con i suoi frati.
Con gli Orsini il Castello era ancora forte se un ispettore spagnolo stendeva questa preziosa relazione: "Sancta Agatha in Capitanata. Esta' situada en un altissimo monte con suos muros, un castillo fuerte en cima de la ciutad." Ed infatti nel 1557 il Castello è ancora coinvolto in azioni belliche, per volontà del Duca d'Alba, Vicerè di Napoli, il quale supponendo che un esercito potesse invadere il regno, ordina a D.Garcia di Toledo di fortificare, oltre Venosa ed Ariano, anche S.Agata.
Con gli Orsini il Castello subì le prime modifiche divenendo residenza ducale, poi con i Loffredo perdette man mano le sue antiche strutture e divenne residenza marchesale.
I Loffredo, "famiglia ricca di sangue, di antenati e di pubblici uffici", entrarono nelle pertinenze di Sant'Agata sin dal 1526 quando Cicco Loffredo, Marchese di Trevico e di altri territori, ebbe in enfiteusi il distrutto casale di S.Pietro in Olivola con tutto il territorio. Poi acquisirono anche il Casale di S.Maria d'Olivola. Così, con la loro politica di espansione, miravano a divenire Signori di Sant' Agata e vi riuscirono. Infatti nel 1576 D.Carlo Loffredo comprò dagli Orsini per 36.000 ducati  la Signoria di Sant'Agata.
Questa famiglia si distinse per le opere pie e religiose, tra l'altro si adoperò per l'edificazione del CONVENTO DI S.CARLO dell'Ordine Francescano dei Riformati. Nel 1613 l'edificio era già compiuto. Nel Convento nell'anno 1664 fu istituito un lanificio per i Frati della Provincia e una scuola di filosofia e teologia. Fu abbattuto negli anni 60 per realizzare l'attuale campo sportivo. In questo luogo si svolgeva LA CAVALCATA DI SAN LORENZO.
Dalla Cronaca dell'Agnelli si apprende che: "la mattina del 10 agosto, giorno devoto e solenne per S.Agata, tutta la gioventù che aveano i cavalli, ordinata e preceduta dal Sindaco si raccoglieva dietro S.Carlo, percio' quel luogo detto S.Lorenzo, ed abbinata movea al Convento. Là assistito alla messa e presentata da un mazzolin di fiori dal Guardiano dei frati, galoppava pel paese entrandovi per la Porta Nuova; e per la piazza conveniva al castello, in cui il Marchese, o un suo agente la riceveva lietamente e compliva. Con i Marchesi Loffredo è documentata presso il Castello una certa attività teatrale. Le rappresentazioni che si svolgevano nella grande sala nord un tempo destinata ai convegni signorili avvenivano varie volte durante l'anno. Era quasi rituale la sera del 10 agosto, giorno festivo di San Lorenzo, nel quale veniva molta gente dalle vicinanze. Gli attori erano del paese e tutti di sesso maschile che recitavano anche le parti femminili. Dopo il teatro signorile ne nacque nel 1840 un altro, più piccolo alla Piazza Vecchia con il contributo di 14 quattordici famiglie benestanti.
Il marchesato Loffredo durò circa tre secoli fino alla metà dell'800. Tutta l'eredità passò al Marchese di Monteforte Francesco di S.Felice il quale sposò l'ultima erede Maria Luisa che morì nel 1853.
L'amministrazione del Marchese passò nel palazzo De Caprio, e il Castello fino al 1840 fu abitato provvisoriamente da famiglie di passaggio. In seguito fu abbandonato.
Nel 1865 fu censito alla famiglia Del Buono.
Nell'agosto dell'anno 2000, l'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco dott. Vito Nicola CRISTIANO, acquista per £.1.600.000.000 il Castello di Sant'Agata di Puglia, facendolo diventare bene culturale pubblico

Il Borgo medievale nasce e si sviluppa a partire dal primitivo nucleo abitato costituito dal Castello e dalla Piazza Chiancato. L'impianto urbano è stato costruito tenendo conto della orografia del monte, al quale è stato addossato. La prima cinta murata, longobardo-normanna, poi restaurata dagli Svevi e dagli Angioini, è stata eretta a protezione del Castello. Poggia su falde rocciose e racchiudeva il Castello per tre lati. Presenta due torri circolari e una quadrata. Il borgo medievale è stato edificato sul versante sud orientale del monte, delimitato tra le due dorsali laterali e fortificato da strutture murarie, spesso coincidenti con quelle abitazioni, intervallate da bastioni o torri. Man mano che il borgo si espandeva, a partire dalla vetta ove sorge il Castello, verso valle, le mura di cinta precedenti venivano superate ed edificate quelle nuove. A valle il borgo medievale ha avuto la sua espansione fino alle mura fortificate della Porta Nuova.
Le prime porte furono:

  • Portella Sant'Angelo, verso la Campania
  • Porta Perillo, verso le Puglie
  • Porta Nuova

Sempre sulle dorsali laterali furono aperte:

  • Portella Sant'Andrea
  • Portella San Nicola
  • Portella La Salvia

Il borgo conserva un prezioso patrimonio scultoreo realizzato dai mastri scalpellini santagatesi, è il cosiddetto: "Parco Urbano delle Opere in Pietra 

AGATONE: La figura di "Chèpe re Ahatòne (Capitano Agatone) vive tra storia e leggenda. Agatone, vissuto nella seconda metà del duecento, fu signore di Sant'Agata nella cui Rocca egli aveva preso la sua dimora. In quel tempo, il paese era un centro fiorente per l'agricoltura già avanzata, per l'artigianato e per i commerci del grano, dell'olio, della lana e del vino. La Signoria aveva tutti i caratteri del feudo.Agatone seppe concentrare nelle sue mani tanto dominio e tanta autorità, più che per investitura della suprema Autorità, per la sua prepotenza, per la sete di potere e per la proverbiale astuzia..... per quanto prepotente e ambizioso, fu tuttavia il capitano che diede effettivamente a Sant'Agata un potere straordinario, uno sviluppo sociale non indifferente e una supremazia su tutti i paesi della zona."Agatone, che aveva dato grande impulso all'agricoltura, efficiente sistema amministrativo e giudiziario, ed aveva messo ordine nelle contrade di suo comando e possesso, non fece una morte degna della sua grandezza.Documenti storici riferiscono che egli cadde per mano del suo barbiere che lo sgozzò con il rasoio mentre lo radeva. Il barbiere doveva convolare a giuste nozze con una bella ed avvenente pulzella santagatese, la quale, per effetto della legge che stabiliva, a favore del capitano Agatone, lo jus primae noctis (il diritto della prima notte), doveva immancabilmente cadere sotto le grinfie del Capitano. Il barbiere, approfittando della confidenza con il suo padrone, al quale egli faceva anche da cerusico, da dentista ecc. ecc. scongiurò Agatone di risparmiare la sua fidanzata, derogando alla regola. Agatone, che assaporava già il frutto acerbo e si leccava i baffi, (aveva baffi da vichingo), oppose un netto rifiuto. Il barbiere al colmo della disperazione, trovò la forza di tagliargli la gola e fuggire. Così morì Agatone, uomo ambizioso, violento, prepotente, capitano benemerito del quale i santagatesi, per secoli e fino ad oggi lo hanno ricordato e lo ricordano attraverso la tradizione orale.

 Tratto da Archivio Storico Comune di Sant'Agata di Puglia


Altre Foto:
Il leggendario Capitano Agatone
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