Artemisium News
06/11/2012
IL FILO DELLA MEMORIA : L'ACQUAJUOLE
Quando Sant’Agata non era fornita di acquedotto, alto come si trova sulla Montagna e, perciò, senza la possibilita’ di usuffrire di acqua di pozzi scavati in paese,come era per tanti paesi in pianura,per rifornirsi di acqua per il fabbisogno giornaliere o settimanale,la gente se la portava dalla propria campagna,in capaci barili caricati sull’asino o sul mulo.
Tant’altra gente però, che viveva in paese e non aveva né campagna, né asino, provvedeva all’acqua occorrente, servendosi di quella trasportata per mezzo di asini e muli,ugualmente con barili e grossi botti, di persone che facevano il mestiere dell’acquajuolo.
Le sorgenti a cui andavano ad attingere, numerose e nelle prossime vicinanze di Sant’Agata, erano, per citarne alcune famose: lu Puzze re Laudise ( Il Pozzo di Laudisi), lu Puzze tum-tum, la fundèna vecchia (Fontana vecchia),lu Puzze re l’Accinda ( il Pozzo dell’Accinta), Chiène la vigna (Piano la vigna) Fontana Nuova ecc. Oggi queste fontane sono state restaurate dal Comune e continuano ancora a fornire della limpida e fresca aqua. In testa a questo articolo si puo’ notare il carro botte che arrivava in piazza per la vendita dell’acqua.

Dal Libro Sant’Agata di Puglia nel tempo del Prof.Carmelo Volpone
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