I nostri paesaggi, siano essi di montagna o di mare, stanno cambiando per la presenza di numerose pale eoliche e pannelli solari. Tutti conosciamo le fonti primarie dell’energia, quelle non rinnovabili (petrolio, carbone, gas metano e uranio) e quelle rinnovabili (energia solare, idroelettrica, eolica), le loro differenti caratteristiche sotto i profili: della diversificazione degli utilizzi, delle quantità annualmente consumate, dei costi per unità di potenza e dei limiti tecnologici, economici e ambientali. Parliamo spesso anche in prospettiva futuribile, per ovviare in modo definitivo e risolutivo alle conseguenze dannose dell’effetto serra e a quelle provocate sul piano sociale e sui rapporti tra i paesi produttori e quelli consumatori: vantaggi e svantaggi.
Consideriamo ad esempio il carbone, perché è interessante notare come la sua localizzazione in Inghilterra abbia reso possibile la nascita della prima rivoluzione industriale mentre la sua abbondanza nel bacino della Ruhr, permettendo lo sviluppo dell’industria siderurgica tedesca, abbia condizionato tutta la storia europea del Novecento. Lo stesso può dirsi per il petrolio, la cui localizzazione nei Paesi arabi continua ancora oggi a influenzare in ogni senso le relazioni politiche e culturali tra tutti i paesi del mondo; i barili del petrolio condizionano la valutazione monetaria mondiale. L’era del carbone, come fonte d’energia, è stata l’Ottocento, il petrolio l’ha gradualmente soppiantato, divenendo la fonte primaria dell’energia. Oggi utilizziamo le centrali nucleari, di queste 134 sono dislocate in 14 paesi europei e, delle 19 segnalate in Francia, ben 4 sono vicine ai confini italiani; in alternativa possiamo ricorrere all’energia naturale del sole, del vento, delle maree e della geotermia.
Lo sviluppo delle fonti rinnovabili rappresenta un capitolo essenziale nel programma di contenimento delle emissioni che il nostro Paese si è impegnato a rispettare nell’ambito del protocollo di Kyoto per il contenimento dei gas serra. Idroelettrico, eolico e biomasse saranno le energie pulite su cui maggiormente si concentrerà l’interesse dei produttori e quindi del mercato, grazie al decreto sulla sua liberalizzazione. Accanto allo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’altro versante strategico della nuova politica energetica sarà rappresentato dall’efficienza degli usi finali. Per terminare, tocca agli ambientalisti sostenere le iniziative, controllando che i progetti si facciano e che siano eseguiti correttamente.
Tratto da
www.stampasud.it