Artemisium News
17/04/2012
SANT'AGATA DI PUGLIA , IL RITORNO DEL DELITTO AL CASTELLO
Gioco di ruolo ambientato alla corte di Federico II con gli operatori di Egialea
di Comunicato Stampa

Ritorna a partire da sabato 21 aprile l’appuntamento col mistero e l’intrigo che l’estate  scorsa  ha  caratterizzato diversi  fine settimana all’interno  del  Castello Imperiale di Sant’Agata di Puglia.

Egialea srl, società che gestisce il Centro Visite del Borgo Bandiera Arancione del Touring Club, propone questo divertente gioco di ruolo per scoprire il Castello anche di notte.

La serata vedrà i partecipanti nelle vesti di vari personaggi di corte, invitati a cena dalla consorte dell’Imperatore Bianca Lancia; ma l’evento luculliano (durante il gioco  avviene  una  degustazione  di  prodotti  tipici)  è in  realtà il  pretesto per smascherare l’assassino di Agnese, la nutrice di Bianca.

Tutti gli invitati avevano un buon motivo per voler eliminare la donna, ma solo uno di loro è l’assassino, che cercherà in ogni modo di depistare le indagini.

Per partecipare quindi bisogna avere l’istinto del detective e discrete capacità di immedesimarsi nei panni di personaggi di varia umanità e …… medievali!!!

La location che ospita l’evento è il Castello Imperiale di Sant’Agata di Puglia, visitabile  tutti  i  fine  settimana  e  festivi  di  primavera,  fulcro  e  simbolo  di Sant’Agata.

Già roccaforte di controllo militare sulla valle del Calaggio in epoca bizantina e longobarda, la rocca di Sant’Agata passò nella seconda metà del 1000 sotto il dominio  Normanno.  Durante  la  successiva  dominazione  Sveva,  l’imperatore Federico II lo elesse (solo 40 dei circa 242 castelli del suo regno), per la sua importanza strategica e militare, “castrum exemptum” (amministrato direttamente dalla curia regia).

Successivamente il castello passò agli angioini e agli aragonesi. Sotto Alfonso d’Aragona il castello fu in mano agli Orsini, che apportarono le prime modifiche per trasformare la fortezza in residenza ducale. La Signoria di Sant’Agata insieme al castello fu poi venduto nel 1576 dagli Orsini ai Loffredo. La rocca perse a poco a poco le sue caratteristiche difensive trasformandosi in una residenza nobiliare, e tale rimase fino alla metà del 1800 circa, finchè venne abbandonato. Nel 2000 venne acquistato dal Comune ed oggi ospita uno dei 29 Centri Visite dei Monti Dauni.

 Per informazioni:

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