Artemisium News
01/04/2012
PESCE D'APRILE DEL SIG. MANGANIELLO : FOGGIA KO
Rossoneri in doppia inferiorità numerica ( la prima dopo solo 7')devono arrenderi a Taranto
di Lino Mongiello

Non era facile per il Foggia far risultato nel derby di Taranto. Eppure i rossoneri, vogliosi di tornare imbattuti dallo Iacovone, anche per “onorare” la memoria dello scomparso Franco Mancini, hanno combattuto al di là delle aspettative ed hanno dovuto arrendersi solo perché si sono imbattuti in un arbitro, l’ennesimo della stagione, che ha fatto di tutto per “affossare” i rossoneri. E’ una sconfitta pesante, non tanto per non aver mosso la classifica ma per i risvolti che, inevitabilmente, si ripercuoteranno nella prossima sfida-salvezza con la Spal. Infatti, saranno almeno tre (Traorè, Perpetuini e Cardin) i giocatori che salteranno, per squalifica, l’importante turno infrasettimanale. E’ vero, qualche leggerezza i ragazzi di Stringara l’hanno pure commessa. Ma quando ti ritrovi di fronte un arbitro che fa di tutto per innervosirti e ti costringe all’inferiorità numerica dopo soli 7’, diventa difficile realizzare l’impresa contro la seconda della classe. Il Taranto, dal canto suo, ha capitalizzato al meglio i “regali” arbitrali ma non con poca difficoltà. Evidentemente la “resa” annunciata dei vertici societari suggerisce a chiunque di infierire su un “defunto” già designato. Non è la prima volta che ciò accade e il Foggia è stato fortemente penalizzato in diverse circostanze. Vedremo però se i satanelli, mercoledi, sapranno rialzarsi e reagire con rabbia alle avversità. La gara. Stringara può contare sul rientro dei tre squalificati e quindi ha a disposizione un maggior numero di uomini per potersela giocare col Taranto. Nel derby, l’allenatore toscano s’affida ad un 4-4-2 che offre sicuramente più garanzie e per cercare di contrastare una delle migliori formazioni del torneo. La difesa a “quattro” prevede il duo-centrale Lanzoni-Gigliotti, mentre sugli esterni agiscono Traorè a destra e Frigerio a sinistra. A centrocampo capitan Perpetuini è affiancato da Wagner, Cardin e Velardi. In attacco non ci sono Lanterì e Pompilio ma Ferreira e Defrel. La gara si mette però subito in salita per i rossoneri. Il Taranto aggredisce sin dal fischio d’inizio e i satanelli, eccessivamente timorosi e contratti, si fanno trovare impreparati sulla ripartenza di Alessandro (7’) che viene venialmente “toccato” in area dal “solito” Traorè. Il Sig. Manganiello, senza esitazione, mostra il “rosso” diretto al difensore ed assegna al Taranto il calcio di rigore. Incredibie ! Sul dischetto si presenta lo stesso Alessandro (8’) ma Botticella respinge il tiro dagli undici metri. Gli ionici, in superiorità numerica, spingono con vigore, costringendo il Foggia a stazionare nella propria metà campo. Il Foggia soffre ma stringe i denti per resistere alle folate dei padroni di casa che tentano la via della rete, inutilmente, con  Garufo (10’) e Mendicino (19’). La direzione arbitrale è sempre piuttosto severa nei confronti dei rossoneri che rimediano diversi cartellini per falli “veniali”. Il Taranto è padrone del campo e i rossoneri, ad eccezione di Defrel, sono tutti dietro la linea della palla. Al primo tentativo offensivo però il Foggia passa, illudendo i tre (tre) tifosi al seguito. Defrel (28’) s’invola verso la porta di Bremec e supera Sosa che lo stende in dribbling. Anche stavolta il Sig. Manganiello decreta il penalty ma per il difensore tarantino c’è solo il “giallo”. Inutili le proteste dei rossoneri che invocano “parità” di trattamento. Gigliotti (24’) non emula Alessandro e con freddezza batte l’ex Bremec, portando inaspettatamente in vantaggio la sua squadra. Il Foggia potrebbe ancora “colpire” ma Defrel (29’) è anticipato da Sosa al momento della battuta a rete. Ma il Taranto, a furia di insistere, perviene al pareggio. Dalla battuta del calcio di angolo “regalato” da un difensore ospite, Coly (37’) anticipa tutti e di testa supera Botticella. Il Taranto continua a premere ma il Foggia è ben schierato a protezione della propria area e fino al duplice fischio del “casalingo” Manganiello non cambia nulla. Si ricomincia, dopo l’intervallo, così come era terminata la prima frazione. Cioè col Taranto proteso in attacco e col Foggia chiuso a “riccio” nella sua area di rigore. Girardi (2’) e Alessandro (3’) sfiorano il gol del sorpasso e Dionigi, per aggiungere “peso” in attacco, inserisce il francese Rantier (8’) al posto di Mendicino. Subito Girardi (11’) sfiora l’incrocio. Ma per il Foggia piove sul bagnato e la gara diventa ancor più in salita (12’) con l’espulsione (anche questa molto discutibile) di Perpetuini per doppia ammonizione. Con la squadra ridotta in nove uomini per il Foggia diventa davvero difficile resistere agli assalti del Taranto.  Che però sono piuttostro confusi e rendono più agevole il compito della difesa foggiana. Anzi per un soffio Defrel e Ferreira (17’) non “chiudono” nel migliore dei modi un contropiede micidiale. Mister Dionigi getta nella mischia anche Chiaretti per Alessandro e, dall’altra parte, Stringara inserisce Cortesi per Velardi. I “nove” satanelli però sono a corto d’ossigeno e su una corta respinta della difesa, irrompe Giorgino (27’) che tutto solo, appostato al limite dell’area, “sgancia” il missile del sorpasso che s’infila alla sinistra di Botticella. Col risultato ribaltato ora il Taranto può amministrare il possesso palla potendo contare sulla doppia superiorità numerica. Di tanto in tanto tenta pure di sferrare il colpo del definitivo ko che Botticella (35’) evita con un intervento prodigioso sul colpo di testa di Garufo. Nel Foggia entrano anche Meduri e Lanteri ma nulla cambia. Solo nel finale il Sig. Manganiello, a conferma della pessima direzione arbitrale, espelle anche Sciaudone (43’) forse per “pulirsi” un po’ la coscienza per le tante “malefatte” commesse in danno dei rossoneri. Ma il Foggia, con un uomo in meno e con pochi minuti e poche energie a disposizione, non può rimettere in sesto le sorti del match. E ora occhio al turno infrasettimanale con la Spal.

TARANTO - FOGGIA  2 – 1

Marcatori: 24’ p.t. Gigliotti (rig.), 37’ Coly, 27’ s.t. Giorgino.

Taranto (3-4-3): Bremec 6, Sosa 5.5, Di Bari 6, Giorgino 6.5, Coly 6.5 (20’ s.t. Prosperi 6), Rizzi 6, Garufo 6.5, Sciaudone 5, Girardi 6, Alessandro 5.5 (24’ s.t. Chiaretti 5.5), Mendicino 5.5 (8’ s.t. Rantier 6). A disposizione: Faraon, Cutrupi, Bertolucci,  Pensalfini. All. Dionigi 6.5.

Foggia (4-4-2): Botticella 6, Traorè 5, Frigerio 5.5, Cardin 6, Lanzoni 6, Gigliotti 6, Velardi 6 (26’ s.t. Cortesi 5), Perpetuini 5, Defrel 6 (32’ s.t. Meduri s.v.), Ferreira 6 (38’ s.t. Lanteri s.v.), Wagner 6. A disposizione: Leo, Reali, Venitucci, Pompilio. All. Stringara 6.


Arbitro:  Gianluca Manganiello di Pinerolo 4.
1°Ass.:  Giovanni Colella di Padova 4.
2°Ass.:  Stefano Alassio di Imperia 4.

Note: Giornata primaverile. Terreno in ottime condizioni. Osservato un minuto di raccoglimento e Foggia col lutto al braccio per la morte dell’ex portiere, Franco Mancini. Spettatori 3.500 circa. Ammoniti: Sosa, Mendicino, Chiaretti (T),  Gigliotti, Ferreira, Cardin (F).           Espulsi al 7’ p.t. Traorè per fallo da ultimo uomo e al 12’ s.t. Perpetuini per doppia ammonizione e al 43’ s.t. Sciaudone per proteste. Allontanato al 12’ s.t. il dirigente del Foggia, Franco Altamura. Angoli: 7 - 1 per il Taranto. Recuperi: 1’ e 4’.

Nella foto il rigore dello 0-1 di Gigliotti.

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