28/03/2012
SABATO A FOGGIA LA GIORNATA DELLA LEGALITÀ
In memoria di Francesco Marcone e delle vittime di Capitanata
di Samantha Berardino

In questi giorni a Foggia stanno comparendo per strada questi manifesti, su fondo nero, come listati a lutto, che citano: "Franceco Marcone è stato ucciso il 31 marzo 1995. Nessuno lo ha ammazzato".
Ed è proprio questo il leit motiv che da alcuni anni accompagna lo svolgimento della Giornata della Legalità, promossa dall'associazione Libera di Don Ciotti che si batte contro tutte le mafie, in maniera concreta, provando ad educare alla legalità e a squarciare il velo di ipocrisia e omertà che spesso copre le storie di questi efferati omicidi, di cui la Capitanata si è diverse volte macchiata.
Quest'anno la giornata sarà ospitata a Foggia, sabato 31, nell'Auditorium della Biblioteca Provinciale.
"Un anno dopo l’altro - dicono da Libera - per dire che non ci arrendiamo al silenzio. Per dire che la legalità non è soltanto un valore, ma un impegno concreto, un’azione quotidiana, un modus agendi. Per ribadire che di lavoro ce n’è da fare tanto in questa Foggia puntellata di sacche di illegalità latenti e mai sconfitte".
Un anno dopo l’altro fino a questo nuovo 31 marzo 2012. 17 anni dopo l’omicidio, impunito, di Francesco Marcone, direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, freddato alle spalle nel 1995 da una mano senza braccio, senza corpo, senza padrone.
L'iniziativa è la riproposizione, appunto della Giornata della Legalità. In memoria di Francesco Marcone e delle Vittime di Capitanata. L’evento, organizzato dal Coordinamento Provinciale Libera, con il patrocinio della Biblioteca provinciale La Magna Capitana, si svolgerà sabato 31 marzoa partire dalle ore 9.30 presso l’auditorium della Biblioteca (Viale Michelangelo, 1).
Tematica di quest’anno (dopo aver discusso, nel 2011, di beni confiscati), l’importanza della memoria. Testimonieranno quattro parenti di vittime di mafia pugliesi: Daniela Marcone (figlia di Francesco), Lino Panunzio (figlio del costruttore Giovanni, ucciso a Foggia nel 1993), Pinuccio Fazio (padre di Michele, assassinato a Bari nel 2001), Alessandro Tedesco (figlio del Carabiniere Giovanbattista, ucciso a Taranto nel 1989).
Ancora una volta, fortunatamente, un modo per abbracciare la cultura della legalità.