C’è di vero che difficili condizioni di lavoro, divieto di sciopero, abuso della manodopera femminile erano una realtà fino a pochi anni fa e lo sono ancora in alcune parti del mondo.
Oggi infibulazione, stupri, maltrattamenti familiari, violenza psicologica sono temi attuali di altissima risonanza.
Ben oltre rami e boccioli di mimose in fiore.
Ideologie a parte, nonostante le conquiste e i progressi, è necessario ricordare soprattutto le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono oggetto ancora oggi in ogni parte del mondo.
Senza andare tanto lontano per ogni donna che festeggerà davanti a uno strip-tease ce ne sono altrettante vittime di violenze domestiche mai denunciate, donne che non sanno mettere fine ad un rapporto viziato, vessate in ufficio dalle molestie o dalle aggressioni psicologiche del mobbing, donne che non possono vivere la propria femminilità, intrappolate in corpi maschili o discriminate sul lavoro perché aspettano un bambino o hanno voglia di maternità.
Eppure sono in pochi a ribellarsi all’immagine della donna come oggetto sessuale nei media, per esempio. Tutte vogliamo essere belle, giovani e magre per sempre, per piacere a tutti. Nessuno protesta perché le donne abbiano possibilità di inclusione sociale e lavorativa a seconda dei propri meriti, perché non debbano scegliere tra famiglia e carriera, perché abbiano accesso ai posti di potere e alle cariche politiche.
Quest’anno in Capitanata due ottime iniziative in occasione dell’8 marzo.
E poi l’apertura del ʻCentro Antiviolenzaʼ per le donne, uomini e minori con il patrocinio del Comune e la preziosa collaborazione dell’Associazione ʻDonne Insiemeʼ, con cui ci si può mettere in contatto attraverso il numero verde 800 180903.
Infine, a Barletta, il regista Daniele Cascella invita a portare una mimosa sul luogo del crollo della palazzina di via Roma, dove il 3 ottobre scorso persero la vita Maria, Matilde, Tina, Giovanna e Antonella, le cinque vittime donne che si trovavano all’interno del maglificio.
La differenza (soprattutto quella tra uomo e donna) è la fonte della vita. Non sarà questo l’unico buon motivo per festeggiare?