Sorgeva il secolo XX ed il Santo Padre Leone XIII volle consacrarlo a Gesù Cristo Redentore.
All’appello del Papa rispose il mondo cattolico e per l’Italia furono scelti diciannove alti monti, sui i quali dovevano elevarsi diciannove monumenti, ricordando i diciannove secoli della Redenzione.
Ma il bisogno di pubblica fede non si contenne e tra le grandi e piccole città, tra i paesi he avevano un monte vicino, nacque una gara, e il segno della Redenzione, in modi e segni diversi, apparve anche sopra altri monti.
Sant’Agata di Puglia non si tenne indietro: essa che aveva innalzato Chiese e Istituti religiosi, volle avere anche il segno della Croce redentrice del nuovo secolo.
Il Parroco-Arciprete della Chiesa Matrice di San Nicola Mons. Giuseppe Danza ed il Prof. Don Lorenzo Agnelli raccolsero l'obolo della fede, e la monumentale Croce sorse sopra il monte ad est del paese, che da essa fu poi battezzato “Monte della Croce”.
La Croce fatta in pietra di Molfetta era alta 8 metri. E così l’8 giugno 1901 il Clero,
l’Amministrazione Comunale ed il popolo andarono processionalmente sul monte per la benedizione della Croce. Fu celebrata la Santa Messa e l’omelia fu tenuta dal Prof. Don Francesco Fredella.
Passarono pochi giorni ed un vento impetuoso abbattè la parte superiore della Croce. Ma il popolo santagatese non si scoraggiò e provvide ad una Croce di ferro della stessa grandezza, fatta fondere a Napoli, e con maggiore concorso di popolo venne benedetta il 15 giugno1902 da Mons. Giuseppe Padula, Vescovo di Bovino.
A 90 anni dalla sua erezione, per rendere sempre più vivo e partecipato questo storico evento, il 14 settembre 1992, in ricorrenza della festività liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, viene inaugurata l’illuminazione permanente della Croce.
La manifestazione, iniziata nella Chiesa Matrice di San Nicola, ha avuto come momento forte la Santa Messa sul monte concelebrata dal Parroco-Arciprete Don Michele Falcone e da don Jean Kayomberera, sacerdote del Rwanda, alla presenza di autorità civili e militari, del sindaco Dott. Lino Mele e dell’Amministrazione comunale, del dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle foreste di foggia Geom. Costantino Vinciguerra, del Comitato “Amor Crucis” e di numerosissimi fedeli che hanno mostrato tanta fede e venerazione per la Croce di Cristo.
Al termine della celebrazione eucaristica è stata scoperta, in ricordo di questo avvenimento, una lapide che riporta le seguente epigrafe:
“Alla Croce di Cristo
simbolo di fede
faro di civiltà
dedichiamo
questa illuminazione
permanente”.
Il Comitato “Amor Crucis”
Fedeli, autorità civili e religiose.
La cerimonia si è conclusa nella Chiesa di San Nicola con il bacio della Croce e la consegna di un crocifisso a tutti i partecipanti.
Un doveroso ringraziamento va a tutti coloro che hanno promosso, sostenuto ed incoraggiato questa iniziativa, in particolare al sindaco Dott. Lino Mele e all’Amministrazione Comunale di Sant’Agata di Puglia, al dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Foggia Geom. Costantino Vinciguerra ed a tutto lo staff, ai direttori dei lavori dirigente Achille Gallucci ed al Geom. Emanuele Anzivino, all’ENEL – Agenzia di Bovino ed al funzionario sig. Pasquale Lauriola, alla famiglia Imprenditore Girolimetti di Foggia per aver donato quattro fari con la relativa istallazione, all’Ing. Francesco Castello, ai fratelli Carmine e Pasquale Castello, che hanno caldeggiato questa iniziativa, al Comitato “Amor Crucis” nelle persone di: Carmine Castello, presidente; Lorenzo Danza, vicepresidente; Filomena Marchese, segretaria; Nicola Donofrio, cassiere; Giuseppina Botticelli, Pasquale Castello, Carmelino Danza, Rocco Danza, Carmelino Fredella, Carmela Granato, Antonietta Iuspa, Paolo Rocco Marinaccio, Carmelina Mavilia, Consiglia Montemorra, Carmelino Soldo, componenti; al Parroco-Arciprete don Michele Falcone ed a tutti i fedeli.
Questa Croce, ora si erge luminosa verso il cielo. Essa che ci richiama ai grandi valori della fede e dell’amore universale di Cristo e il suo messaggio conserva ancora la sua attualità per l’uomo di oggi.
Filomena Marchese