A cura di Maurizio Pietrocola la seconda parte della storia del campanile di Sant'Angelo
Intanto la campana suonava e, come si dice a Sant’Agata, suona oggi e suona domani il campanile ne risentiva e col passare del tempo non ha resistito alle intemperie e il parroco Don Sante Dota, successore di Don Michele Falcone, accortosi dello stato pietoso del campanile, con un sopralluogo di tecnici ed ingegneri del Comune, fece fermare dal suonare a distesa la grossa campana dal giugno 2004 a ottobre 2009 e si presero provvedimenti per pensare al rinforzamento del campanile ovvero al restauro di tutta la struttura.
Intanto nelle festività si suonava soltanto con le campane piccole e la campanella proveniente da San Carlo era l’unica campana del campanile elettrificata per il suono a distesa e la si utilizzava nelle feste al posto della campana maggiore, ma lo scopo di questa campana, quando suonava a distesa, era dare l’annuncio di morte, la cosiddetta spiratura, e la gente si lamentava sollecitandomi a non suonarla per le feste.
Intanto con il parroco si pensava a come racimolare la somma necessaria per il restauro del campanile e non fu molto facile.
Un giorno dall’altare mentre si parlava della questione del campanile e dei fondi ricevuti in parte dal popolo in parte dalla curia di Foggia e da altri enti comunicò ai parrocchiani che ogni giorno pregava San Giuseppe e San Michele Arcangelo affinché provvedessero a non far mancare nulla e la provvidenza non abbandonò nessuno.
Nel mese di gennaio del 2009 iniziarono i lavori di restauro rinforzando tutta la struttura partendo dalle fondamenta del campanile e alla fine si decide in modo affrettato e senza pensarci due volte alla eliminazione del terzo piano, quello aggiunto nel 1968, tolsero il maestoso orologio (che fine abbia fatto chi lo sa?) e la grossa campana fu trasferita dal terzo piano (ben visibile a tutti e quando suonava si sentiva da tutte le parti del paese con quel suono dolce che solo i sacri bronzi emanano) al primo, non visibile da tutte le parti e dove il suono emanato provoca un forte ronzio nelle vicinanze della chiesa tanto da non sopportare persino il suono melodico che una campana porta.
La gente, durante i lavori di restauro, sapendo dello spostamento della campana grossa al primo piano era solita recarsi dall’ingegnere e dal parroco a domandare come mai non fosse possibile metterla al secondo piano. Tutti dicevano: "cosa succederà mettendo una campana così grossa al primo piano sapendo che non si sarebbe sentita bene in paese e sarabbe stata rumorosa nelle vicinanze della chiesa?", ma le risposte erano negative... O al primo piano altrimenti la campana va in deposito!
Erano state fatte proposte per portare il campanone in fonderia e prendere una campana più piccola ma nulla, la risposta era NO.
La popolazione poi si domandava: "ma allora che restauro è questo se la campana al secondo piano non può restarci? E le fondamenta che sono state rinforzate a cosa sono servite?"
La gente sentendo risposta negativa non diceva nulla e, come si dice a Sant’Agata, “cu la cora miezz a re coss se ne ritornava a casa” e la campana fu collocata al primo piano.
Nei giorni in cui i muratori lavoravano si guardava all’ultimo piano anche per scattare ultime fotografie per ricordare il campanile a tre piani.
Un bel giorno d’estate con dei montacarichi la grossa campana scendeva lentamente per andare al nuovo posto assegnato, cioè al primo piano, e l’ultimo piano (dove stava la campana, l’orologio e le statue delle quattro stagioni poste sulla cima della torre) venne abbattuto in pochissimo tempo.
Ma se sentire un suono dolce di una campana è piacevole ora il vicinato protesta dicendo che non se ne può più e quando suona a distesa il suono è talmente forte da non capire nulla!
Ora il campanile è ritornato allo stato originario e la campana maggiore trasferita al primo piano. Invece le tre campane piccole al secondo piano.
Con il restauro del campanile è stato rifatto a norme il nuovo impianto delle campane con suono automatico programmabile a qualsiasi ora del giorno e con l’avvento dei computer le nostre campane possono suonare qualsiasi suono e, avendo cura di informarmi da vecchi sacrestani, ho ripristinato alcuni suoni che si suonavano anni orsono quando le funi e le braccia umane facevano squillare nel nostro paese questi sacri bronzi richiamando ai vari momenti della vita religiosa dal mattutino il mezzogiorno, tre re 'iuorn, vespro, fino all’ultima suonata serale chiamata un'ora di notte, suonata per le feste, annunci di morte ed altro... e così la tradizione campanaria locale non è stata perduta.