Artemisium News
11/01/2012
IL CAMPANILE DELLA CHIESA DI SANT’ANGELO PRIMA E DOPO IL RESTAURO - I parte
A cura di Maurizio Pietrocola
di Maurizio Pietrocola
Il campanile prima del restauro
Il campanile della parrocchia di San Michele Arcangelo (Sant’Angelo) nel corso degli anni ha subito vari interventi.
Sorgeva nell'a nno 1939 - 1940 per volontà del parroco don Donato Pagano, costruito con il contributo del popolo santagatese. Il campanile sorge dal lato destro della chiesa, sopra il cappellone di San Biagio. In origine Don Donato Pagano pensava ad un campanile alto e ben visibile da tutte le parti del paese ma la provvidenza cessò e il campanile rimase incompiuto e soltanto 2 piani riuscirono ad alzare verso il cielo.
Col passare degli anni il campanile ha avuto alcune modifiche, già il successore Don Domenico Fierro con l’acquisto della nuova campana fece sorgere un terzo piano.
Scavando nei miei ricordi di ragazzino, ogni volta che andavo a suonare la campana maggiore a Sant’Angelo, quando si trovava in sacrestia Don Domenico, mi raccontava tutta la storia. Riguardo alla campana grossa e annesso campanile Don Domenico racconta: un triste mattino del settembre 1966, mentre mi preparavo ad andare in chiesa per la celebrazione della messa, mi accorsi che la campana grande, di quattro quintali, non dava più il suono abituale. Salito sul campanile, constatai che la campana presentava una lesione.
Cominciai a pensare al rifacimento, e passò il 1966. Nel gennaio del 1967 mi incontrai a Trani col nostro paesano Rocco Longo, Cancelliere del Tribunale del luogo. Questi, infatti, come genero del costruttore di campane, poteva aiutarmi. Ci recammo da Giustozzi e si parlò. Ritornai altre volte e fu stabilito che la spesa si aggirava intorno ai quattro milioni. Come tonalità chiesi il Do profondo, e il peso sarebbe salito a 16 quintali. Accettai e nel mese di maggio fu fatta la colata.
Si affacciava il problema del trasporto, e questo fu risolto da Giovanni Labriola. Il 16 Agosto il camion trasportante era sotto la casa del Sacro Cuore, ma non fu possibile il trasporto in chiesa anche perché avevo il matrimonio di Rocco De Leo. Si pensò di depositare la campana nel garage di Rocco Granato, ma per il trasporto in chiesa nessuno seppe darmi consiglio, solo proposte. Verso la fine di agosto il maestro muratore Clemente Salvatore, già costruttore della chiesa di Sant’Angelo, insieme con i fratelli assicurano il trasporto della campana in chiesa, scendendola dalla parte della chiesa di Sant’Andrea. Nel pomeriggio di domenica 3 settembre 1967 la campana legata con 4 funi e deposta su una base di legno fu portata in chiesa e posta davanti l’altare maggiore e la chiesa era gremita di gente e un lungo battimani coronò la lunga fatica del trasporto di circa 3 quarti d’ora. Il falegname Giuseppe Leo, preparò il ponte di legno per tenerla sollevata.
Il 29 settembre 1967, festa del Titolare San Michele, Mons. Antonio Pirotto vescovo di Bovino benediceva la campana. Il 21 ottobre sempre del 1967 salirono la campana sul campanile impiegando circa 3 quarti d’ora, con argano della ditta costruttrice ed appesa ad un ponte di servizio preparato del falegname Giuseppe Leo.
Intanto la campana era all’attico del campanile sotto le intemperie. Nel periodo pasquale dell’anno successivo 1968, si elevava l’ultimo piano, con copertura di pietra di Trani bocciardata (scavata a Minervino Murge, perché più dura), ma questa pietra con le vibrazioni della campana dopo una decina di anni incominciò a staccarsi dal campanile cadendo sul terrazzo sottostante e ci fu un urgente intervento eliminando queste pietre bocciardate e rifacendo l’intonaco ma la campana per alcuni anni rimase ferma e senza suonare. Nessuno pensava a togliere l’impalcatura dall’ultimo piano del campanile e la povera campana era immobile. Il nuovo parroco Don Michele Falcone, giunto nel 1983, si dette da fare per togliere l’impalcatura che impediva alla grossa campana di suonare a distesa mandando comunicazione al sindaco e all’amministrazione comunale con lettera del 7 marzo del 1984 sollecitando tutta la giunta comunale a mandare tecnici ed ingegneri per constatare le condizioni del campanile e citando la provvisoria impalcatura che rendeva impossibile il suono della campana, grande elemento essenziale per la nostra comunità, ma nessuno si muoveva.
Si rimanda un’altra lettera di sollecito del 29 maggio dello stesso anno 1984 per provvedere allo smantellamento dell’impalcatura che impediva alla campana grande di suonare a distesa ma nessuna risposta. Il 26 luglio dello stesso anno si rimanda ancora una lettera di comunicazione al sindaco di provvedere allo smantellamento dell’impalcatura e il parroco citava la scorsa lettera del 29 maggio dove chiedeva un sopralluogo e di togliere urgentemente l’impalcatura, sollecitando il pericolo che il vicinato e i parrocchiani correvano con la caduta delle pietre bocciardate ma nessuno si faceva sentire. Il 24 agosto dello stesso anno il parroco mandava comunicazione al genio civile e alle autorità competenti per lo smantellamento dell’impalcatura e con l’ingresso della nuova amministrazione comunale si mobilitarono e presero provvedimenti.
Così con l’aiuto del nuovo sindaco liberarono il 3° piano del campanile riabilitando il suono della campana grossa a slancio, rifacendo l’impianto elettrico alle campane e aggiungendo un grande orologio ben visibile da tutto il paese.
Alla grande campana, che ha un batacchio di 82 Kg Furono aggiunte altre 2 campane: una di 70 Kg e l’altra di 105 Kg datate 1967.
L’unica campana delle 4 già esistenti che ha resistito al tempo pesa 2 quintali e risale al 1776, proveniente dall’antico convento di San Carlo.
Fine I parte... continua...

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Il campanile dopo il restauro
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